
Palazzo dei Congressi
27 febbraio – 1 marzo 2026
Siamo presenti con i nostri volumi presso lo stand ANA, Associazione Nazionale Archeologi
ARCHEOLOGI, LA PROFESSIONE CAMBIA VOLTO: PIÙ DONNE, PIÙ SPECIALIZZAZIONE, MA LE REGOLE NON TENGONO IL PASSO
Il settore cresce e si sposta verso il privato, con professionisti sempre più qualificati. Ma il Codice dei Beni culturali resta indietro. A tourismA il punto dell’Associazione Nazionale Archeologi
Firenze, 23 febbraio 2026 – Non più soltanto studiosi del passato, ma figure chiave nei processi di sviluppo e trasformazione del territorio. L’archeologo italiano oggi è un professionista altamente formato, sempre più coinvolto nella progettazione e nella tutela preventiva, con competenze che spaziano dalla ricerca alla consulenza tecnica. Una professione profondamente cambiata negli ultimi anni, che ha conquistato maggiore riconoscimento ma che chiede ora un aggiornamento delle norme per rispondere alle nuove esigenze del settore. Questo lo scenario delineato dall’Associazione Nazionale Archeologi (ANA), che dal 27 febbraio al 1° marzo sarà protagonista a tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, dove presenterà il volume “Archeologia oggi: tra nodi aperti e sfide future”, una sintesi dello stato dell’arte e delle prospettive della professione (venerdì 27 febbraio, ore 16:30, Sala 4).
UNA PROFESSIONE SEMPRE PIÙ QUALIFICATA E ORIENTATA AL PRIVATO – Il livello di formazione degli archeologi italiani è tra i più alti: il 95% possiede una laurea magistrale e oltre il 72% ha proseguito con studi post-laurea. Tuttavia, solo il 22% lavora nel settore pubblico, mentre la maggioranza opera come libero professionista a partita iva (52%) o nel settore privato (23%). Negli ultimi tredici anni la quota di archeologi con partita IVA è raddoppiata, passando dal 27% al 52%. Anche i redditi mostrano segnali di crescita: se nel 2011 la maggioranza guadagnava meno di 15mila euro annui, oggi il 38% supera i 24mila euro, con punte oltre i 48mila.
FORMAZIONE ELEVATA, MA INGRESSO TARDIVO NEL MONDO LAVORO - Nonostante l’alto livello di preparazione, l’ingresso nel mondo professionale avviene spesso alle soglie dei 30 anni. Un ritardo che evidenzia il divario tra formazione accademica e mercato del lavoro, con percorsi universitari ancora troppo orientati alla ricerca e meno alle competenze operative richieste sul campo.
NORME SUPERATE E ARCHEOLOGIA PREVENTIVA ANCORA INCOMPLETA – Tra le principali criticità emerge la necessità di aggiornare il Codice dei Beni Culturali, fermo a un’impostazione ormai superata, che non rispecchia l’evoluzione della professione. In particolare, restano differenze tra opere pubbliche e private nelle procedure di verifica preventiva dell’interesse archeologico, oggi strumento essenziale per conciliare tutela e sviluppo, sebbene la sua applicazione resti ancora disomogenea. Questa attività ha, però, ridefinito il ruolo dell’archeologo, sempre più consulente tecnico e interlocutore tra progettisti e istituzioni, come è possibile vedere anche dai dati provenienti dal questionario ANA 2025 sulle attività archeologiche: gli archeologi, infatti, sono presenti sempre più omogeneamente in ogni fase della realizzazione di un’opera pubblica dai primi passi preliminari e dalla progettazione (22%) sino alla valutazione di potenziale archeologico (16%), all’esecuzione di indagini preventive (42%) e alla realizzazione dell’opera stessa (19%).
TECNOLOGIA E NUOVE COMPETENZE AL CENTRO DELLE SFIDE FUTURE
- L’innovazione sta aprendo nuovi scenari, dall’uso dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati alla “citizen science”, che coinvolge direttamente i cittadini nella ricerca, sebbene ponga interrogativi etici e metodologici ancora da risolvere. Cambiamenti che richiedono nuove competenze e modelli formativi aggiornati.
“Oggi gli archeologi sono tutti professionisti a pieno titolo, indipendentemente dall’ambito in cui operano – spiega Marcella Giorgio, presidente ANA –. Ma per consolidare questo percorso servono riforme concrete: aggiornare la formazione, adeguare il Codice dei Beni Culturali, garantire compensi equi e rafforzare il sistema professionale. L’archeologia italiana ha davanti a sé una grande opportunità: trasformare le competenze acquisite in una leva per il futuro del Paese”.
All’interno di TourismA l’Associazione Nazionale Archeologi sarà protagonista di altri momenti di dibattito e confronto. Sabato 28 febbraio, alle 16:15, in Sala 4, ci sarà l’incontro “Archeologia preventiva: criticità e soluzioni ad un anno dal Correttivo del Codice degli Appalti pubblici”, organizzato da ANA con Archeoimprese, che si concentrerà sul codice dei contratti pubblici, ad un anno dall’entrata in vigore del Correttivo che ha portato cambiamenti sulla progettazione archeologica e sull’iter archeologia preventiva
Infine, domenica 1° Marzo ore 11, presso lo Stand ANA, appuntamento con “Punti di vista: storie di professionisti a confronto.”

In collaborazione con la SAMI, Società degli Archeologi Medievisti Italiani