Sconti

Sconti sui prezzi di copertina vengono praticati durante la vendita diretta in occasione di convegni, presentazioni ed eventi in genere o per iniziative promozionali. Per usufruire di sconti per acquisti tramite carrello, in questo sito, dovete seguire le indicazioni riportate qui sotto. In caso iniziative promozionali saranno comunicati particolari codici da inserire nel carrello.

Sconto generico del 15%

Lo sconto verrà applicato nel carrello.
Lo sconto non è applicato agli abbonamenti e ai volumi di altri editori. Non è cumulabile con gli sconti previsti per particolari gruppi di utenti. Sono esclusi dagli sconti i volumi e le collezioni in offerta.

Sconti particolari

Lo sconto verrà applicato nel carrello.
Hanno diritto a sconti i soci della SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e della ANA (Associazione Nazionale Archeologi) in regola con il pagamento delle quote associative (20% sulle nostre pubblicazioni, 10% sugli abbonamenti, sui volumi di altri editori e sulle nostre collezioni) e gli abbonati alla rivista Archeologia Medievale (20% sulle nostre pubblicazioni, 10% su ulteriori abbonamenti e sui volumi di altri editori). Sono esclusi dagli sconti i volumi in offerta.
Gli autori possono richiedere uno sconto del 30% sui volumi a cui hanno contribuito.

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I soci della ANA devono inviare una scansione della tessera i corso di validità tramite e-mail o fax. I soci della SAMI e gli abbonati alla rivista Archeologia Medievale devono risultare in regola con il pagamento della quota annuale. Gli autori devono indicare il volume di riferimento.

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Quando un italiano, spinto da una inconsueta e incoercibile voglia, desidera di leggere un libro, ricorre a uno dei modi seguenti:

  1. lo chiede in omaggio, con un pretesto qualunque, all’editore.
  2. lo chiede in grazioso dono all’autore.
  3. cerca di farselo regalare da qualcuno che l’abbia ottenuto gratis dall’editore o dall’autore.
  4. lo chiede in prestito a un amico, col segreto proposito di non restituirlo mai più.
  5. lo prende in prestito da un biblioteca pubblica.
  6. lo cerca in una biblioteca circolante.
  7. lo ruba, se gli riesce, in casa d’un conoscente o nella bottega di un libraio.

Sol quando tutti questi sette modi falliscono o si dimostrano impraticabili e impossibili, sol quando ogni tentativo di ottenere il libro senza spendere un centesimo è frustrato, soltanto allora il nostro italiano, se il desiderio o la necessità l’assillano, prende una decisione eroica e sceglie l’ultimo e disperato mezzo: compra il libro con i suoi denari.

Molta gente, in Italia, s’immagina – o fa finta d’immaginarsi – che un libro non ha un vero costo e che perciò si può chiederlo in dono senza pudori né rossori.
Codesti parassiti pensano che le cartiere forniscano generosamente la carta senza presentare fatture né spiccar tratte; che le fabbriche d’inchiostro seguano con entusiasmo questo mirabil costume mecenatesco; che le macchine per comporre e stampare siano offerte ai tipografi come strenne natalizie; che le società del gas e dell’elettricità non si curino mai di mandare le loro bollette a chi fabbrica volumi; che gli operai tipografi son mantenuti con tutte le loro famiglie, a spese di sconosciuti benefattori, senza mai pretendere salari e stipendi dai padroni delle stamperie; che gli editori, gli autori e i librai si nutrono d’aria
colata, d’acqua piovana e di rugiada mattutina.
Credono, cioè, o fingono di credere che i libri non costino assolutamente nulla a chi li fa, e che perciò possono chiederli impunemente e serenamente in dono, come un fiore di campo o un sassolino del greto.

Le disgrazie del libro in Italia, di Giovanni Papini, Vallecchi 1954.