La SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani), fondata nel 1994 da personalità di primo piano dell’archeologia medievale e della ricerca in generale, quali Gianpietro Brogiolo, Riccardo Francovich, Sauro Gelichi, Tiziano Mannoni, è attualmente composta da oltre 700 membri. È una società priva di scopi di lucro, che si prefigge la finalità di costituire un punto di incontro e di confronto tra gli archeologi medievisti italiani, accademici e non, di studiare le fonti materiali di epoca post-classica e pre-industriale e di promuovere tutte le iniziative volte all’indagine e alla valorizzazione del patrimonio archeologico di età medievale sul territorio nazionale. Benefici: – Condivisione di interessi per l’archeologia medievale – Diritto di voto – Borse di studio per ricerche rilevanti – Newsletter – Diritto di presentare relazioni per pubblicazione negli atti dei Congressi SAMI – Sconto preferenziale sugli atti dei Congressi SAMI – 20% di sconto sulle pubblicazioni dell’Insegna del Giglio, Edipuglia, Viella e SAP
#archeologiapubblica per #Prato Lo staff della Cattedra di Archeologia Medievale di Unifi SAGAS dal 2006 segue il progetto archeologico sulle ceramiche trecentesche di San Domenico, a Prato. Lo staff è stato coinvolto nell’iniziativa dell’associazione locale ArteMia Prato per riaprire il #museo, chiuso da un paio di anni.
Da questo momento parte il #crowfunding dedicato alla #sezionearcheologica: 5000 € da raggiungere per esporre le ceramiche riportate alla luce e per raccontare uno scavo straordinario, grazie al progetto diretto dalla Cattedra. TUTTI possiamo contribuire, basta poco!
L’ex-convento di San Domenico è un luogo pieno di storia e arte che si merita di essere riaperto al più presto: insieme possiamo farlo!
Secondo step: 5.000 euro per completare l’allestimento della sezione archeologica del Museo! Update del 21 maggio 2019 19:34
Avevamo un primo step da raggiungere: 6.000 euro da investire per risolvere il problema più urgente, ovvero l’acquisto di teche ed espositori appropriati con i quali riempire le vuote stanze del museo e liberare così dagli armadi quel meraviglioso tesoro di San Domenico di cui la diocesi, in questi anni, è entrata in possesso e che al momento nessuno può vedere.
Questo primo step è stato raggiunto in una sola settimana! Per questo motivo abbiamo deciso di andare avanti con il secondo step da raggiungere tutti insieme: 5.000 euro per completare l’allestimento della sezione archeologica del Museo. Le ceramiche medievali sono state portate alle luce dagli archeologi dell’Università di Firenze, che hanno anche elaborato – sotto la direzione della Cattedra di Archeologia Medievale e in collaborazione con la Diocesi – il progetto di esposizione museale. Mancano pochi tocchi per portare a termine il progetto e aprire la sezione archeologica di San Domenico: mettere a punto le teche, elaborare la grafica dei pannelli, stampare i testi.
Con questi due “piccoli passi” sarà intanto possibile riaprire il museo: sarà un punto di partenza per il rilancio di un luogo tra i più importanti e significativi di Prato.
Secondo Seminario Interdisciplinare – Economia e Tecniche della Costruzione – 7 Giugno 2019
Complesso di San Niccolò, Via Roma 56, AULA 468 – DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E DEI BENI CULTURALI – Università di Siena
Metodi per lo studio delle tecniche edilizie aggiornamenti in corso
Ore 10:30 – Paolo Vitti, Università di Roma Tre – Presentazione degli Atti del Primo Seminario Interdisciplinare Archeologia dell’Architettura e Terremoti, a cura di Andrea Arrighetti
Ore 11:00 – Modera: Marie-Ange Causarano, Università di Padova
Stefano Camporeale, Giovanna Bianchi, Andrea Arrighetti, Rossella Pansini, Università di Siena – Introduzione
Giovanni Cangi, Associato di Ricerca – CNR ITABC – Tecniche costruttive e meccanica delle murature storiche
Carmine Lubritto, Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ – Metodi di datazione di malte: stato dell’arte
Daniela Pittaluga, Università di Genova – Analisi mensiocronologiche dei laterizi. Stato della questione
Ore 14:30 – Modera: Giovanna Bianchi, Università di Siena
Nicoletta Giannini, Università Roma Due Tor Vergata – Progetto ERC Petrifying wealth. Cronotipologia delletecniche murarie medievali a Roma
Sara Bossi, ‘Sapienza’ Università di Roma – Le tecniche edilizie del Lazio antico (Latium Vetus e Adiectum): tipologia, cantieri, architetture
Stefano Camporeale, Università di Siena – Caterina Previato, Università di Padova – Il progetto ACOR: Atlante delle tecniche della Costruzione Romana
A sette anni dal terremoto in Emilia, un convegno vuole condividere il percorso della ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali, i segni più tangibili dell’identità dei luoghi colpiti dal sisma
FARE COMUNITÀ La ricostruzione dell’identità attraverso il restauro del tessuto storico
Bologna, 31 maggio 2019 – viale della Fiera, 8 – Sala 20 Maggio 2012
Nel territorio emiliano sono presenti migliaia di edifici e complessi architettonici di grande rilevanza, inseriti in un sistema di relazioni che costituisce il tessuto connettivo e storico della vita quotidiana temporaneamente interrotta dal trauma di maggio 2012: ecco allora che nella sua fase matura la ricostruzione si fa elemento di valorizzazione proprio di questi tratti distintivi delle nostre comunità e dei centri abitati, per completare il suo percorso e restituirci una terra ancora più bella e vivibile. Con questo convegno si farà il punto sul percorso della ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali nei luoghi colpiti dal sisma di sette anni fa
9.00 – Registrazione partecipanti 09.30-13.00 – Interventi di Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna e Commissario Delegato Ricostruzione – Sisma 2012 Monsignor Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna Palma Costi, Assessore Regionale alle Attività Produttive, Piano Energetico, Economia Verde e Ricostruzione Post-Sisma
Presentazione Video “7 ANNI DAL SISMA” a cura di Agenzia di Informazione e Comunicazione della Regione Emilia-Romagna
LA RICOSTRUZIONE PUBBLICA Introduce e modera Enrico Cocchi, Direttore Agenzia Regionale per la Ricostruzione – Sisma 2012
NOTE SU QUANTIFICAZIONI, SICUREZZA E RESPONSABILITÀ Carlo Blasi, già professore di Restauro Architettonico, UNIPR
TERREMOTI E PATRIMONIO ARCHITETTONICO: CONFRONTI TRA RICOSTRUZIONI COMPIUTE E IN CORSO, PROBLEMI APERTI Francesco Doglioni, già professore di restauro architettonico, IUAV
NOTE SUL DOCUMENTO MIBAC “LINEE DI INDIRIZZO METODOLOGICHE E TECNICHE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DANNEGGIATO DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016 E SEGUENTI” Carla di Francesco, Direttrice Scuola dei Beni Culturali – già Segretario Generale dei Beni Culturali
14.00-17.30 IL CENTRO DOCUMENTAZIONE SISMA EMILIA 2012 Laura Schiff, Dirigente Comunicazione Promozione Coordinamento progetti Europei Regione Emilia-Romagna
Saluti Anna Allesina, Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dell’Emilia-Romagna
LE BASI PER UNA SCUOLA DI RICOSTRUZIONE EMILIANA Introduce e modera Antonino Libro, Coordinatore Interventi per la Ricostruzione Post Sisma degli Immobili Sottoposti a Tutela, Agenzia Regionale per la Ricostruzione – Sisma 2012
LA RICOSTRUZIONE POST SISMA: ORIENTAMENTI METODOLOGICI E LO STATO DELL’ARTE NEI CANTIERI Cristina Ambrosini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
OGNI GENERAZIONE (…) SENTE IL BISOGNO DI DOCUMENTARE IN FORME TANGIBILI E PERMANENTI IL PROPRIO PASSAGGIO NELLA STORIA E NON AVENDO MODO O GENIO DI FARE COSA NUOVA, MANOMETTE L’OPERA DELLE GENERAZIONI PASSATE (…)”: IL CASO DELL’ABBAZIA DI NONANTOLA E DELLE PIEVI PADANE Vincenzo Vandelli, Progettisti Associati – Sassuolo
PRESTO E BENE NON VANNO INSIEME? STUDI PER L’OTTIMIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI PROVVISIONALI POST-SISMICI Eva Coïsson, professore associato di restauro architettonico UNIPR
MODELLI INFORMATIVI INTEGRATI PER LA CONOSCENZA DEL PATRIMONIO CULTURALE DANNEGGIATO DAL SISMA Marcello Balzani, professore ordinario Dipartimento di Architettura UNIFE
DELOCALIZZAZIONE RIUSO: UN TEMA PER LA CONSERVAZIONE IN SICUREZZA Paolo Faccio, professore associato di restauro architettonico IUAV
La partecipazione al Seminario dà diritto a 7 CFP per gli Architetti, assegnati dalla Federazione Ordini Architetti P.P.C. Emilia Romagna
Carla Conti (OdG 83183) – Ufficio comunicazione Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara – Via Belle Arti n. 52 – 40123 Bologna – Tel. 051 0569338
18 T H CONFERENCE OF THE INTERNATIONAL WORKGROUP FOR PALAEOETHNOBOTANY – Conference Program
MONDAY 3 JUNE 2019 08.30 – 09.30 Reception 09.30 – 10.30 Introduction and welcome 10.30 – 11.00 Coffee break 11.00 – 12.00 In Memory of M. Follieri & G. Hillman Session 1: ORIGINS AND DIFFUSION OF CULTIVATED PLANTS (Building 6, Room 7) 12.00 – 12.15 FULLER D.Q., Secondary domestication of grain crops: parallelisms evolving under entrenched farming 12.15 – 12.30 GOPHER A., ABBO S., The cultural distinction between plant domestication and crop evolution: The question of Resolution 12.30 – 12.45 WEIDE A., RIEHL S., ZEIDI M., CONRAD N.J. Pre-agricultural subsistence strategies in the Early Neolithic of the Zagros Mountains: moving beyond a focus on the “wild progenitor species” 12.45 – 13.00 LONGFORD C., STEWART K., JONES G., WALLACE M., BROWN T. ADAPT: Spread of Crops in Neolithic Europe 13.00 – 14.30 Lunch 14.30 – 14.45 ENDO E., NASU H., GASKEVYCH D., YANEVICH A., et alii Ukraine as the crossroad for agricultural dispersal in Eurasia 14.45 – 15.00 FILIPOVIĆ D., MEADOWS J., DAL CORSO M., EFFENBERGER H., et alii Ex Oriente seges: the arrival and establishment of broomcorn millet in Europe 15.00 – 15.15 TENGBERG M., WILLCOX G., ROUSOU M., DOUCHE’ C., PARES A. Vegetation and plant exploitation at Pre-Pottery Neolithic Ayios Tychonas-Klimonas with special focus on the introducing of crop plants from the continental Near East 15.15 – 15.30 MOSULISHVILI M.,BEDOSHVILI D., RUSISHVILI N., MAISAIA I. Georgia, the South Caucasus as the Origin Place of Triticum spelta 15.30 – 15.45 CASTILLO C. Agricultural transitions in Prehistoric Southeast Asia: switching from dryland to wetland rice economies 15.45 – 16.00 HUNT H., KRZYZANSKA M., CREMA E., JONES M. Crops, Pollinators and People: constraints on the origins and spread of buckwheat 16.00 – 16.15 MARTIN L., HERRSCHER E., RUSISHVILI N., LEBEDEVA E., et alii Was millet domesticated in the Caucasus? First appearance of Panicum miliaceum and Setaria italica: an archaeobotanical and isotopic approach 16.15 – 16.45 Coffee break 16.45 – 17.00 JESUS A., BONHOMME V., EVIN A., IVORRA S., et alii The status of Papaver somniferum as a crop in Neolithic Europe. First results of the application of geometric morphometrics to distinguish between wild and domestic seeds 17.00 – 17.15 SALAVERT A., ZAZZO A., ANTOLÍN F., MARTIN L., et alii New Radiocarbon dates for the early dispersal of Opium poppy (Papaver somniferum L.) in Western Europe 17.15 – 17.30 PAGNOUX C., BOUBY L., BONHOMME V., IVORRA S., et alii Grapevine (Vitis vinifera L.) domestication and viticulture history in Greece from Neolithic to the Archaic period: insights from geometric morphometric analyses of archaeological grape seeds 17.30 – 17.45 EL DORRY M.A., BOUCHAUD C., PAGNOUX C., REDON B., et alii Agriculture-Viticulture in the New Kingdom-Early Roman Egyptian Delta 17.45 – 18.00 NASU H. Domestication of soybean, azuki, and barnyard millet in Japan 18.00 – 18.15 BOUCHAUD C., DABROWSKI V., DAL-PRÀ P., et alii Absolute chronology of cotton dispersal in Arabia and Africa 18.15 – 18.30 SPENGLER III R.S. Shifting Seed-Dispersal mechanisms during Early plant domestication 18.30 – 18.45 WALLACE M., MARTIN P., RUSSELL J., BONHOMME V., et alii Going beyond barley: adaptation and importation of barley varieties to Northern Scotland 18.45 – 19.00 ANDREASEN M. H. Parallel worlds in the Neolithic: Costal hunter-gatherers in Southern Scandinavia. An interdisciplinary investigation of the Pitted Ware Culture
TUESDAY 4 JUNE 2019 Session 1: ORIGINS AND DIFFUSION OF CULTIVATED PLANTS (Building 6, Room 7) 08.30 – 08.45 STEVENS C. Identifying the processes of selection in the evolution of domesticated millets in Northern China 08.45 – 09.00 HOVSEPYAN R. On plant economy in the Middle Bronze age in the South Caucasus 09.00 – 09.15 MUELLER-BIENIEK A., KAPCIA M., MOSKAL-DEL HOYO M., NOWAK M. Plant used by people of the Funnel Beaker cuture at Mozgawa site, S Poland 09.15 – 09.30 MINKEVICIUS K. From Hilltops to Hillforts: Archaebotany of Prehistoric settlements in the South-East Baltic 09.30 – 09.45 ANTOLÍN F., STEINER B.L., MARTÍNEZ-GRAU H., ROTTOLI M., et alii Early farmers in the Southern Alps: results of the Archaeobotanical investigation of the lakeshore site of Isolino Virgina (Varese, Lombardy) 09.45 – 10.00 TOULEMONDE F., DAOULAS G., BONNAIRE E., RIQUIER V., et alii A brief history of plants in a region of Northeastern France: 6,000 years of crop introduction in the Plain of Troyes, Champagne, France 10.00 – 10.15 KREUZ A., POMÁZI P., OSZTÁS A., OROSS K., et alii Agricultural and dietary strategies as cultural decisions? Archaeobotanical results from 58 Neolithic sites of the Linearbandkeramik, Late Starčevo, Late Körös, Alföld Linearbandkeramik and Szakálhát distribution areas (D, AU, HUN) 10.15 – 10.30 SARPAKI A. Neolithic Farming at Knossos: revisiting older archaeobotanical material 10.30 – 11.00 Coffee break 11.00 – 11.15 FAIRBAIRN A.S. Revision of the crop history of Aceramic Neolithic Canhasan III, Karaman, Turkey 11.15 – 11.30 ULAŞ B. The Contribution of the İstanbul-Yenikapı archaeobotanical remains to the Discussion on Agriculture Origin and Diffusion Session 3: INTEGRATED AND INTERDISCIPLINARY APPROACHES (Building 6, Room 7) 11.30 – 11.45 BISHOP R. R., CHURCH M. J., TAYLOR B., GRAY-JONES A., WARREN G. M. Nuts about the Mesolithic? Experimental and archaeological insights into hazelnut taphonomy 11.45 – 12.00 DILKES-HALL I.E., DAVIS J., MALO H. Using experimental archaeology to understand the archaeobotanical record: a multi-proxy investigation of mid-Holocene fruit processing in Gooniyandi Country, Northwest Australia 12.00 – 12.15 BERIHUETE AZORÍN M., STIKA H.-P., VALAMOTI S.M. Distinguishing ripe spelt from processed green spelt (Grünkern): Methodological aspects and the case of Hochdorf (Vaihingen a.d. Enz, Germany) 12.15 – 12.30 VALAMOTI S.M., MARIA S., PETRIDOU C., HEISS A.G., et alii Sitos: an interdisciplinary investigation of ‘cereal food’ in the ancient Greek world integrating literary sources, experimentation, food science, archaeobotany and scanning electron microscopy 12.30 – 12.45 AGUIRRE C., PARRA L., PIQUÉ R. Ethnoarchaeology of agroecological farming systems in the Equatorial Andes: from the system context of agrobiodiversity to the formation of archaobotanical carpological contexts 12.45 – 13.00 BUFFINGTON A. Pastoral Economies in the Old World Tropics and millet exploitation 13.00 – 14.30 Lunch 14.30 – 14.45 VIGNOLA C., MASI A., SADORI L. Three-thousands-years record of climate and agriculture in Turkey: the stable isotopes approach to plant remains from Arslantepe 14.45 – 15.00 MCCLATCHIE M. Investigating places of assembly in later prehistoric Ireland through isotopic analysis of charred cereal grains 15.00 – 15.15 STROUD E., BOGAARD A., MCKERRACHER M. Investigating the emergence of Early Medieval English open field agriculture using crop stable isotopes and functional weed ecology 15.15 – 15.30 WARHAM G. Functional attributes as a tool for understanding the process of cereal and pulse domestication 15.30 – 15.45 POKORNÁ A., KOČÁR P. Immigration history of synanthropic flora in Central Europe – Implication for better understanding of changes in agricultural system 15.45 – 16.00 FUKS D., DUNSETH Z. C., LANGGUT D., BUTLER H., et alii Dung in the dumps: a comparative study of seeds, phytoliths and pollen in dung pellets and refuse deposits at Early Islamic Shivta, Negev, Israel 16.00 – 16.15 TOLAR T., GALIK A., ROSENBERG E., LE BAILLY M., et alii What infos can we get from the analyses of the Late Neolithic dog (Canis familiaris) excrements? 16.15 – 16.45 Coffee break 16.45 – 17.00 Introduction to Laboratories (Introduction by Karl Hammer) 17.00 – 19.00 PARALLEL LABORATORIES: Free Laboratory (Building 6, Room 6) Laboratory: Naked wheat (Building 6, Room 4) Laboratory Legumes (Building 6, Room 5) 20.00 Welcome Cocktail (Monastry of Olivetani)
WEDNESDAY 5 JUNE 2019 Session 3: INTEGRATED AND INTERDISCIPLINARY APPROACHES (Building 6, Room 7) 08.30 – 08.45 KARG S. Interwoven – Archaeology, botany and the technical know-how of producing plant fibres in the Neolithic 08.45 – 09.00 ANDONOVA M. Archaeobotany of Baskets of South-east Europe? 09.00 – 09.15 CARTWRIGHT L., CROWTHER A., FAIRBAIRN A., et alii Ancient starch analysis at Neolithic Boncuklu 09.15 – 09.30 MARRERO C.S., LANCELOTTI C., MADELLA M. Plant foodways at Çatalhöyük – a multi-proxy perspective 09.30 – 09.45 KINGWELL-BANHAM E. Phytoliths as indicators of irrigation across Asia. Paper in memory of Dr Alison Weisskopf 09.45 – 10.00 HAGENBLAD J. The history of barley cultivation in the Canary Islands as told by ancient and extant DNA 10.00 – 10.15 WEISS E., DRORI E. Wine fit for a king: Identifying ancient grape varieties using a novel morphological 3D key 10.15 – 10.30 BOUBY L., WALES N., JALABADZE M., RUSISHVILI N., et alii Tracking the history of cultivated grapes (Vitis vinifera) in Georgia combining archaeobotany, geometric morphometrics and ancient DNA 10.30 – 11.00 Coffee break 11.00 – 11.15 OUT W., MIETH A., PLA RABES S., KHAMNUEVA-WENDT S., et alii Prehistoric pigment production at Rapa Nui (1200-1650 AD) 11.15 – 11.30 LE MOYNE C., BLEASDALE M., DESIDERI J., BESSE M., et alii Use of Dental Calculus to discern plant use amongst pastoralists from Kadruka 1 and 21, Sudan 11.30 – 11.45 ROWAN E. Eating in the Italian countryside: a reconsideration of Roman literary sources in light of the archaeobotanical evidence from rural sites in Italy 11.45 – 12.00 VAN AMERONGEN Y.F., KROONEN G.J. The introduction and distribution of cultivated plants and their accompanying weeds in Europe from ca. 8000 – 800 BCE based on linguistics and archaeobotany 12.00 – 12.15 LIVARDA A., PICORNELL-GELABERT L., ORENGO H., et alii Foodways, plant and landscape management in Minoan Crete: Palaikastro in context 12.15 – 12.30 DEMICOLI M. The invisible fruits: the presence of fruit and nut trees in Chinese Neolithic sites as identified from anthracology 12.30 – 12.45 NORYŚKIEWICZ A.M., BADURA M., OSIPOWICZ G., et alii Humans in the Environment: Plants and Landscapes in Mesolithic in the Paliwodzizna (Dobrzyń Lakeland, Northern Poland) 12.45 – 14.30 Lunch Session 4: PLANTS AND SOCIETY (Bulding 6, Room 7) 14.30 – 14.45 DIFFEY C., BOGAARD A., CHARLES M., NEEF R. ‘Farming the city’: Agriculture and storage in the Bronze Age 14.45 – 15.00 ALONSO N., LÓPEZ D., CARDONA R., MORER J. Wheat and Vine, Flour and Wine: Crop Storage and Plant Food Processing at the Iron Age Iberian settlement of Els Estinclells (Verdú, Catalonia, Spain) 15.00 – 15.15 HENRÍQUEZ P., MORALES J., VIDAL-MATUTANO P., RODRÍGUEZ A. The contribution of the granaries of pre-Hispanic Gran Canaria (Spain, 500-1500 AD) to the study of past methods of plant food storage 15.15 – 15.30 SEABRA L., SANTOS F., VAZ F.C., TERESO J.P. Fortified storage areas in the Late Iron Age in NW Iberia: evidence for surplus production and controlled redistribution? 15.30 – 15.45 REUTER A. E. Is the storage running out? New approaches on the security of supply from the 6th century granary of the early byzantine city Caričin Grad (Serbia) 15.45 – 16.00 MARGARITIS E. The Dawn of Urbanisation in Europe: mobilising the recourses of the marginal landscapes of the Aegean Bronze Age 16.00 – 16.15 DECKERS K., TUMOLO V., GENZ H., RIEHL S. On the significance of olive arboriculture in the Early Bronze Age Levant Session 2: AGRICULTURAL PRACTICES AND PALAEOECONOMY (Building 6, Room 7) 16.15 – 16.30 MELAMED Y. Underground Storage Organs as a food resource in the Paleolithic Hula valley, Israel 16.30 – 17.00 Coffee break 17.00 – 19.00 POSTER SESSION (Bulding 5, ground floor)
THURSDAY 6 JUNE 2019 Session 4: PLANTS AND SOCIETY (Building 6, Room 7) 08.30 – 08.45 HEISS A. G., GALIK A., GONZÁLEZ CESTEROS H., LIEDL H., et alii One Man’s Leftovers Is Another Man’s Feast: Plant material from a votive pit in Terrace House 2 in Ephesus, Turkey 08.45 – 09.00 AUßERLECHNER M., PUTZER A., STEINER H., OEGGL K. Plant use and rites at burnt-offering sites in inner-alpine areas of Northern Italy during the Bronze and Iron Age 09.00 – 09.15 FRUMIN S., WEISS E. The archaeobotanical connection between Hera and the Philistines: Iron Age Samos and Tell es-Safi/Gath 09.15 – 09.30 CAPPARELLI A., LÓPEZ M. L. Ceremonial maize of the south-Central Andes: a picture of variability and processing at Inka expansion times on the base of charred macroremains 09.30 – 09.45 VANDORPE P. Food for the afterlife? Contribution of the archaeobotanical evidence in Roman cremation graves to burial practices in Switzerland 09.45 – 10.00 BADURA M., NORYŚKIEWICZ A. M., KOSMACZEWSKA A., et alii Plants for the final journey – archaeobotanical exploration of the 18th c. children’s burials in the Holy Trinity church (sanctuary of the Divine Mother Queen of Krajna) in Byszewo (Poland) 10.00 – 10.15 MONTES MOYA E. M. Plants-derived remains in ritual context in Qubbet el-Hawa, Aswan, Egypt 10.15 – 10.30 LAGERÅS P. A fragrant grave – the well-preserved plants of a mummified 17th century bishop 10.30 – 11.00 Coffee break 11.00 – 11.15 MARIOTTI LIPPI M., GIACHI G. Pollen Content of a Roman Medical Remedy (Pozzino, Italy, II cent. BC) 11.15 – 11.30 BEYDLER K. From Farm to Pharmacy: Lolium temulentum in Roman agriculture and medicine 11.30 – 11.45 LANGGUT D. Early Roman royal gardens: an archaeobotanical comparison between east and west Mediterranean gardens 11.45 – 12.00 RYAN P. Lessons from the past; contextualising underutilised crops, a case study from the middle Nile valley 12.00 – 12.15 EICHHORN B., NEUMANN K., WOTZKA H. P. The late Iron Age persistence of pearl millet in the Inner Congo Basin (ICB): Beer or food – was millet ever a staple in the African lowland rainforest? 12.15 – 12.30 ABDEEN M., HAMDEEN H. M. Some Plants Drinking and their Religious and Social Meaning in Sudan Case study: Hulu-Mur, Abreha and Sherbot 12.30 – 12.45 STIKA H. P., MARINOVA E., HEISS A.G., ANTOLIN F., et alii Advances in the knowledge of ancient beer brewing and reconstruction of its taste 12.45 – 13.00 DAVID M., WEISS E. Slaves or artisans? A miner’s diet in the Southern Levant 13.00 – 13.15 HAAS J. R Community Identity and Culinary Traditions-Foodways in the Western Great Lakes, North America 13.15 – 14.15 Lunch 14.15 – 14.30 WASYLIKOWA K., MOSKAL-DEL HOYO M., CZARNOWICZ M., et alii Early Bronze Age plant assemblages from the Tel Erani site, Israel 14.30 – 14.45 PREISS S., CHEVALIER A., COURT-PICON M., GOFFETTE Q., et alii They all smell the same (though…) but their content may be different: looking at Late Medieval human excrements and garbage pits in the County of Hainaut, Southern Low Countries 14.45 – 15.00 WALSHAW S. Food and Trade at Ancient Kilwa, Tanzania: archaeobotanical and historical evidence from the ninth to fifteenth centuries 15.00 – 15.15 ERGUN M., OZBASARAN M. Inferring plant-related activities and food plant processing at an early neolithic settlement in Central Anatolia, Aşıklı Höyük 15.15 – 15.30 FILATOVA S., KIRLEIS W. Food production in the Bronze Age Danube River region: the case of Kakucs-Turján, Hungary 15.30 – 15.45 TOUWAIDE A. Textual Archaeobotany. Written and Iconographic Sources for Archaeobotanical Research 15.45 – 16.15 Coffee break 16.15 – 16.45 Introduction to Workshops 16.45 – 19.00 PARALLEL WORKSHOPS: Workshop: ERC projects (Building 6, Room 2) Workshop: National and international archaeobotanical networks (Building 6, Room 7) Workshop: Public archaeobotany (Building 6, Room 3) 20.00 Social dinner (Torre del Parco)
FRIDAY 7 JUNE 2019 Session 2: AGRICULTURAL PRACTICES AND PALAEOECONOMY (Building 6, Room 7) 09.30 – 09.45 WIETHOLD J., SCHAAL C. Melon (Cucumis melo L.) – a marker of the Romanization process in northern and northeastern Gaule and the Roman provinces? Determination, agricultural history and archaeobotanical evidence 09.45 – 10.00 DABROWSKI V., BOUCHAUD C., TENGBERG M. The adoption of summer crops in the Arabian Peninsula: a critical review of the evidence 10.00 – 10.15 REED K. A. A taste of Empire: reconstructing foodways in Roman Panonnia 10.15 – 10.30 KOSŇOVSKÁ J., BENES J., SKURZNA J. What would have been the archaeobotanical signals of luxury status of the site without discovering the Americas? The case of Prague castle in the Early Modern period and ethnobotanic meaning of the new useful plants 10.30 – 10.45 MILON J., BOUCHAUD C., CUCCHI T., MILLET M., et alii Agricultural economy and the development of cotton cultivation during the Meroitic period (4th c. BC – 5th c. AD) in central Sudan: seed, fruits and morphometric analyses at Mouweis 10.45 – 11.15 Coffee break 11.15 – 11.30 FIGUEIRAL I., CHEVILLOT P., COURT-PICON M., FORREST V., et alii Mas de Vignolles XIV (Nîmes, Gard, Southern France): different perspectves on land use and management from the Protohistory to the Middle Ages 11.30 – 11.45 ORENDI A. Cultivation of Flax (Linum usitatissimum L.) at Tel Burna, Israel 11.45 – 12.00 HOSOYA L. A., KOBAYASHI M., KUBOTA S., SUN G. Rice and the Formation of Complex Society in East Asia: Reconstruction of Cooking through Pot Soot and Carbon Deposits Pattern Analysis 12.00 – 12.15 GARCÍA-GRANERO J. J., LYMPERAKI M., TSIRTSI K. A microbotanical approach to plant preparation and consumption in the prehistoric Aegean 12.15 – 12.30 GONZALEZ CARRETERO L., FULLER D. Q. Baking vs Boiling: the analysis of archaeological food products from West and East Asia 12.30 – 12.45 MADELLA M., GARCÍA-GRANERO J., CÁRDENAS M., et alii Prehistoric foodways in Nothern Gujarat, India 12.45 – 13.00 BATES J., NATH SINGH R., PETRIE C. A. A view from the villages: disentangling ‘multi-cropping’, agricultural adaptation and resilience in the Indus Civilisation. 13.00 – 13.15 CEMRE USTUNKAYA M., WRIGHT N., NATH SINGH R., PETRIE C. A. Environmental choices of Indus people 13.15 – 13.30 BOGAARD A., CHARLES M., ERGUN M., FAIRBAIRN A., et alii 25 years of archaeobotany at Çatalhöyük: what we have learned 13.30 – 14.30 Lunch 14.30 – 14.45 ARRANZ OTAEGUI A., ROE J., PANTOS A., et alii Locally available or imported? Identifying the provenance of Natufian plant food and fuel resources at Shubayqa 1 (northeastern Jordan) 14.45 – 15.00 WHITLAM J., BOGAARD A., CHARLES M. Local variability in plant management and consumption at early Holocene sites in the southern Levant: new insights from PPNA Sharara 15.00 – 15.15 FLORIN S. A., FAIRBAIRN A., CLARKSON C. 65,000 years of plant food use at Madjedbebe, Northern Australia 15.15 – 15.30 BADAL E., AURA J. E., JORDÁ J. F., ZILHÃO J. Different? The consumption of pine nuts (Pinus pinea) among the Middle Paleolithic Neanderthals and the Upper Paleolithic modern humans of Iberia 15.30 – 15.45 MARTÍNEZ-VAREA C. M. Fruits to eat, leaves to weave. Archaeobotanical analysis of Upper Palaeolithic levels of Cova de les Cendres (Alicante, Spain) 15.45 – 16.00 KUBIAK-MARTENS L. Processing grain and apples at the Early Neolithic Swifterbant sites in the Netherlands 16.00 – 16.45 Coffee break 16.45 – 17.00 Introduction to laboratories 17.00 – 19.00 PARALLEL LABORATORIES: Laboratory: Image Analysis (Building 6, Room 6) Laboratory: New Glume wheats (Building 6, Room 4) Laboratory: Millets (Building 6, Room 5)
SATURDAY 8 JUNE 2019 Session 2: AGRICULTURAL PRACTICES AND PALAEOECONOMY (Building 6, Room 7) 08.30 – 08.45 RYABOGINA N., NASONOVA E., POTAPOVA A., SERGEEV A., BORISOV A. Ancient and Medieval agriculture of the Noth Caucasus, Russia 08.45 – 09.00 DINIES M., PODSIADLOWSKI V., NEEF R. Djerba Island (Southern Tunisia) about 2000 years ago: More than purple and fishes – local horticulture 09.00 – 09.15 RÖSCH M., FISCHER E., LECHTERBECK J., SILLMANN M., et alii Field-Grass-Economy and manuring in Southwest Germany between Bronze Age and Modern Times according to on-site and off-site archaeobotanical evidence 09.15 – 09.30 OEGGL D. K., AUßERLECHNER M., ZAGERMANN M. Food Supply of a Late Roman Castrum (450 – 800 AD) in Guidicarie esteriori, Trentino (Italy) 09.30 – 09.45 GKATZOGIA E., VALAMOTI S. M. Archaeobotanical investigations of dietary habits and subsistence strategies in Northern Greece during the Iron Age 09.45 – 10.00 TERESO J. P., SEABRA L., COSTA VAZ F. To be or not to be Roman: indigenous, Roman-indigenous and Roman impact in agriculture and food consumption in NW Iberia 10.00 – 10.15 MALLESON C. J. Thirty Years of Archaeobotany at the Pyramids (Giza, Egypt) 10.15 – 10.30 KÜHN M., WICK L., ANTOLIN F., BERIHUETE M., et alii Plant based diet and landscape management at the Late Iron Age (150-80 BC) proto-urban settlement of Basel-Gasfabrik (Switzerland) and its hinterland. 10.30 – 11.00 Coffee break 11.00 – 13.00 Conclusion and Remarks (Publication/next IWGP in 2022) SUNDAY 9 JUNE 2019 09.00 – 14.30 Boat excursion (departure from Lecce)
Prossima edizione di Romarchè 10. Parla l’archeologia, che si svolgerà a Roma dal 30 maggio al 2 giugno 2019 e, quest’anno, sarà incentrata sul tema dei paesaggi culturali.
Di seguito i temi:
Il paesaggio culturale oggi
La definizione degli elementi costitutivi e degli attributi del paesaggio culturale nelle sue più attuali interpretazioni attraverso una riflessione improntata al confronto tra ricerca ed esperienza nei territori.
Il paesaggio come patrimonio condiviso
Riflessioni e pratiche su percorsi partecipativi di sensibilizzazione delle comunità al tema del paesaggio culturale come parte integrante di un patrimonio collettivo da proteggere e valorizzare.
Nello sguardo, tra spazio e tempo
Affrontare il tema del paesaggio collocandone il valore estetico all’interno della storia dell’uomo come risultanza di una rappresentazione della realtà peculiare per ogni civiltà, in una prospettiva di dialogo interdisciplinare tra antropologia, archeologia, storia e architettura.
Vincolo e opportunità in una costruzione controllata
La gestione dinamica del paesaggio in ambito culturale presuppone uno studio attento delle pianificazioni in equilibrio tra spinte contrapposte: tra esigenze di tutela e strategie di sviluppo economico in una logica adattativa.
Comune di Castelfranco Emilia e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara in collaborazione con Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Università degli Studi di Bologna e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Mansio, dal verbo manere, fermarsi, rimanere. Era detta così la stazione di sosta situata lungo le strade romane, messa a disposizione di dignitari, ufficiali o chiunque viaggiasse per ragioni di stato. Una mostra illustra la mansio scoperta di recente lungo la via Emilia, a ovest dell’abitato di Castelfranco. Una struttura rimasta in vita per circa seicento anni, dall’inizio del II sec.a.C. al V sec.d.C., che ha restituito molti reperti di eccezionale valore storico
Una sosta lungo la via Emilia, tra selve e paludi.
La mansio di Forum Gallorum a Castelfranco Emilia
Mostra archeologica curata da Sara Campagnari, Francesca Foroni e Diana Neri
Museo Civico Archeologico “Anton Celeste Simonini” Palazzo Piella, Corso Martiri 204 Castelfranco Emilia (MO) dal 13 aprile al 10 giugno 2019
martedì e venerdì dalle 10 alle 12,30 – sabato dalle 16.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12.30 – ingresso gratuito
per info, visite guidate e aperture a richiesta: Ufficio Museo 059 959367 – Associazione Forum Gallorum 347 1665570 – museocivico@comune.castelfranco-emila.mo.it
Altre info su http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/castelfranco_mostra_2019.htm
VIIPremio Riccardo Francovich 2019 – conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri Soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. Vittoria del Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale – Castello Ducale – Crecchio.
Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio, presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, la V edizione di TourismA, manifestazione dedicata all’archeologia ed al turismo culturale organizzata dalla nota rivista Archeologia Viva, una delle prime in Italia dedicate alla divulgazione archeologica. Nell’arco dei tre giorni si potrà assistere ad una fitta serie di eventi rivolti alla divulgazione delle scoperte archeologiche ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.
All’interno della manifestazione, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), consegnerà i premi “Riccardo Francovich”, destinati ogni anno a personaggi che si siano distinti nella divulgazione del Medioevo italiano presso il grande pubblico, e al parco o museo archeologico italiano più innovativo ed efficace nella comunicazione dell’archeologia medievale.
Per quel che riguarda i museo il VII Premio “R. Francovich” per il miglior museo o parco archeologico è stato assegnato dal voto popolare (18880 voti – 49,09%), e dai soci SAMI (123 voti – 47,49%) al Museo dell’Abruzzo bizantino e Altomedievale di Crecchio (CH).
Si tratta di un risultato eccezionale, in quanto dei 6 musei concorrenti, Crecchio ha ottenuto quasi metà dei voti espressi, con secondo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, con le sue preziose testimonianze longobarde, mentre gli altri quattro candidati selezionati sono molto distanziati.
Ricordiamo che il Museo è ospitato nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti), ed espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca e poi gli scavi archeologici che la Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo ha condotto, dal 1988 al 1991 con il supporto ed in stretta collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, con il concorso importante anche del comune di Crecchio sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.
L’esposizione illustra la scoperta del sito archeologico narrandone lo scavo ed il restauro dei reperti all’interno di un percorso espositivo che costituisce il punto di arrivo di un progetto sviluppatosi nel corso di un decennio.
Una storia suggestiva che parla di coinvolgimento della comunità e di una collaborazione fattiva e virtuosa tra istituzioni e volontariato.
Nell’ambito della manifestazione è andata sviluppandosi negli anni una ampia ricostruzione del mondo bizantino in Abruzzo, con un corteo storico ormai giunto ad oltre 150 personaggi in costumi filologicamente riprodotti da veri e proprio laboratori di filatura e ricostruzione corredi storici,
Notizie di dettaglio
Dall’aprile 1995 esiste ed è aperto al pubblico nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti) il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, struttura espositiva che perpetua la Mostra sui Bizantini in Abruzzo, aperta nel periodo Agosto-Dicembre 1993, ed è nato dallo stretto ed innovativo rapporto di collaborazione fra Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo, Archeoclub d’Italia – Sede di Crecchio – Comune di Crecchio, grazie ad una convenzione approvata dal Ministero per i Beni Culturali poi stipulata il 3 Marzo 1995.
Il museo, nel quale sono ospitate le importanti testimonianze archeologiche dall’importante scavo della villa romano-bizantina in località Vassarella di Crecchio (1988-1992), racchiude preziose ed inedite testimonianze su un periodo storico dell’Abruzzo che era sino a quell’epoca quasi ignoto, le fasi che vedono fra VI e VII secolo la Guerra fra Goti e Bizantini e la riconquista bizantina della regione (538-39 d.C.), la fine dell’assetto antico dell’area, l’invasione longobarda (dal 579), la persistenza dei Bizantini lungo le coste della regione sino alla metà del VII secolo e lo sviluppo dell’assetto altomedievale della zona.
Fra essi ricordiamo reperti assolutamente eccezionali, quali la Cathedra lignea, il grabde bacile di probabile provenienza copta, un corredo di ceramiche da mensa e cucina di grande articolazione e preziosità, fra cui la celebre ceramica dipinta nota come Ceramica tipo Crecchio.
In un allestimento particolarmente moderno ed accattivante sono proposti al pubblico reperti ed oreficerie tardoromane, gote, longobarde e bizantine, unitamente ad un’aggiornatissima documentazione sulle più recenti ricerche archeologiche nella zona.
La struttura, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e con il supporto del comune, è gestita per quel che riguarda la sua apertura da parte del succitato Archeoclub, che opera in stretta sinergia con le varie associazioni culturali e realtà economiche del territorio.
Da questa collaborazione è poi nata nel 2005 la ormai celebre manifestazione “ A Cena con i Bizantini”, sviluppatasi in origine nell’ambito della grande rassegna nazionale promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Archeologici su “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la cui direzione artistica è svolta dal direttore del museo, che si svolge nell’ultimo week end di luglio ed è giunta l’estate scorsa alla XIV edizione, con grandissimo successo di pubblico dovuto all’accattivante mix fra cultura, archeologia, gastronomia, e suggestive ricostruzioni d’ambiente, dovute al paziente e filologico lavori di appositi laboratori costituiti proprio dall’Archeoclub d’Italia-sede di Crecchio.
AL PALAZZO PODESTARILE E AL MUSEO DELLA CERAMICA DAL 16 MARZO AL 28 LUGLIO 2019NOVE SECOLI DI CERAMICA
L’esposizione, dal titolo Di Tutti i Colori, presenta oltre 120 opere ceramiche prodotte a Montelupo, dal 1200 a oggi.
La rassegna, arricchita di interventi multimediali e materiali d’archivio, offre inoltre un’esplorazione sulle manifatture tra l’800 e il ‘900 che hanno scritto la storia del design ceramico.
Montelupo Fiorentino (FI) celebra la ceramica e i suoi inconfondibili colori, eccellenza del territorio fiorentino conosciuta in tutto il mondo, con una mostra in programma dal 16 marzo al 28 luglio 2019 al Palazzo Podestarile e al Museo della Ceramica.
La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l’Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti.
L’esposizione, dal titolo Di tutti i colori, promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi, presenta oltre 120 opere ceramiche, in grado di delineare una inedita e articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi.
L’esposizione, arricchita da interventi multimediali, propone anche un’indagine sulle manifatture sviluppatesi tra l’800 e il ‘900 e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.
La caratteristica che ha decretato nei secoli il successo della ceramica di Montelupo presso le grandi famiglie fiorentine e le maggiori istituzioni cittadine, ruota attorno alla cifra del colore, ovvero alla sapiente ricerca cromatica che ha reso unica questa esperienza manifatturiera.
A differenza di altri capoluoghi ceramici italiani, dove si sperimentano diverse versioni iconografiche, la “Fabbrica di Firenze” si cimenta in originali composizioni e soluzioni tecnologiche, sostenute dalle conquiste della grande arte fiorentina, basate su una continua e raffinata ricerca figurativa vivacizzata da un scelta cromatica senza confronti.
“Il colore – afferma Alessandro Mandolesi – diventa nella mostra un’importante chiave di lettura della ceramica montelupina, rappresentata da una selezione di opere esposte al Palazzo Podestarile – costruita con prestiti da importanti collezioni pubbliche e private – concepita come un’anticipazione del percorso di approfondimento allestito nel vicino Museo della Ceramica. Anche qui è stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali dell’epoca. L’osmosi fra oggetti di “colore” e oggetti di “narrazione” offre una panoramica più intuitiva e coinvolgente sulle produzioni del passato, giocata sia sul registro comunicativo che emotivo, grazie anche ad alcuni interventi tecnologici”.
Il percorso espositivo si apre con la sezione che ricostruisce la lunga vicenda della ceramica di Montelupo attraverso il diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche.
Si va dal verde-bruno tardo-medievale(dagli ossidi ramina-manganese) all’azzurro-blu dell’Umanesimo (ossido di cobalto), dal giallo-oro del tardo Quattrocento all’impareggiabile e misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo.
Una summa di tonalità che si consolida in una tradizione cromatica unica e che trova, nel Seicento, una divertente e originale manifestazione negli “arlecchini”, ossia dei piatti fatti di vivaci colori sui quali venivano dipinti personaggi del tempo rivisitati con tono caricaturale, espressione ironica della cultura popolare dell’epoca.
Viene inoltre analizzata la ricca presenza di racconti, di simboli e di curiosità che le raffigurazioni ceramiche hanno tramandato. Tra questi, ad esempio, il bel boccale dal Museo del Bargello di Firenze con lo stemma delle famiglie Medici e Salviati, il cui emblema è compreso all’interno di un grande anello diamantato, probabilmente a celebrare il matrimonio fra il condottiero Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati, nipote del papa mediceo Leone X, avvenuto nel 1516, dalla cui unione – oltre a garantire la continuità della stirpe medicea – nascerà Cosimo I, futuro Granduca di Toscana.
La seconda sezione si focalizza sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino nella ceramica dell’Otto e Novecento.
Il racconto s’inserisce nella storia della società toscana moderna, con oggetti affiancati da immagini, proiezioni multimediali e suoni, capaci di esaltare i temi salienti del percorso produttivo, a metà tra tradizione e innovazione, oltre al significativo contributo artistico e commerciale, fatto in primo luogo di idee e di manufatti, che la produzione ceramica di Montelupo ha offerto sino ai giorni nostri.
Fra i temi affrontati spiccano la rinascita della ceramica attraverso l’attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione storica; le nuove tendenze declinate nelle principali manifatture novecentesche (Bitossi, Corradini, Corti, Gianni ecc.) e la produzione di maiolica artistica (raffaellesca, robbiani, istoriato) rappresentata anche da bozzetti e disegni; la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso produzioni di ceramica artistica e design; i filoni stilistici della ceramica in stile moderno degli anni cinquanta e le ceramiche di serie degli anni ‘60-’70; le immagini di colore e le linee di straordinaria creatività che hanno caratterizzato gli anni ’80, quelli del design “pop”, del post-modernismo in cui si andava cercando un mercato d’élite.
Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00; lunedì chiuso – Ingresso: intero 5 euro; ridotti da 1 a 4 euro. Nel costo del biglietto è compresa la visita al Museo della Ceramica – Informazioni: tel. 0571.51352; info@museomontelupo.it; www.museomontelupo.it
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