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Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale di Crecchio (CH)

Crecchio - Castello Museo

VII Premio Riccardo Francovich 2019 – conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri Soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. Vittoria del Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale – Castello Ducale – Crecchio.

Comunicato stampa

Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio, presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, la V edizione di TourismA, manifestazione dedicata all’archeologia ed al turismo culturale organizzata dalla nota rivista Archeologia Viva, una delle prime in Italia dedicate alla divulgazione archeologica. Nell’arco dei tre giorni si potrà assistere ad una fitta serie di eventi rivolti alla divulgazione delle scoperte archeologiche ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.

All’interno della manifestazione, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), consegnerà i premi “Riccardo Francovich”, destinati ogni anno a personaggi che si siano distinti nella divulgazione del Medioevo italiano presso il grande pubblico, e al parco o museo archeologico italiano più innovativo ed efficace nella comunicazione dell’archeologia medievale.

Per quel che riguarda i museo il VII Premio “R. Francovich” per il miglior museo o parco archeologico è stato assegnato dal voto popolare (18880 voti – 49,09%), e dai soci SAMI (123 voti – 47,49%) al Museo dell’Abruzzo bizantino e Altomedievale di Crecchio (CH).

Si tratta di un risultato eccezionale, in quanto dei 6 musei concorrenti, Crecchio ha ottenuto quasi metà dei voti espressi, con secondo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, con le sue preziose testimonianze longobarde, mentre gli altri quattro candidati selezionati sono molto distanziati.

Ricordiamo che il Museo è ospitato nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti), ed espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca e poi gli scavi archeologici che la Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo ha condotto, dal 1988 al 1991 con il supporto ed in stretta collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, con il concorso importante anche del comune di Crecchio sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.

L’esposizione illustra la scoperta del sito archeologico narrandone lo scavo ed il restauro dei reperti all’interno di un percorso espositivo  che costituisce il punto di arrivo di un progetto sviluppatosi nel corso di un decennio.

Una storia suggestiva che parla di coinvolgimento della comunità e di una collaborazione fattiva e virtuosa tra istituzioni e volontariato.

Nell’ambito della manifestazione è andata sviluppandosi negli anni una ampia ricostruzione del mondo bizantino in Abruzzo, con un corteo storico ormai giunto ad oltre 150 personaggi in costumi filologicamente riprodotti da veri e proprio laboratori di filatura e ricostruzione corredi storici,

Notizie di dettaglio

Dall’aprile 1995 esiste ed è aperto al pubblico nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti) il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, struttura espositiva che perpetua la Mostra sui Bizantini in Abruzzo, aperta nel periodo Agosto-Dicembre 1993, ed è nato dallo stretto ed innovativo rapporto di collaborazione fra Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo, Archeoclub d’Italia – Sede di Crecchio – Comune di Crecchio, grazie ad  una conven­zione approvata dal Ministero per i Beni Culturali poi stipulata il 3 Marzo 1995.

Il museo, nel quale sono ospitate le importanti  testimonianze archeologiche dall’importante scavo della villa romano-bizantina in località Vassarella di Crecchio (1988-1992), racchiude preziose ed inedite testimonianze su un periodo storico dell’Abruzzo che era sino a quell’epoca quasi ignoto, le fasi  che vedono fra VI e VII secolo la Guerra fra Goti e Bizantini e la riconquista bizantina della regione (538-39 d.C.), la fine dell’assetto antico dell’area, l’invasione longobarda (dal 579), la persistenza dei Bizantini lungo le coste della regione sino alla metà del VII secolo e lo sviluppo dell’assetto altomedie­vale della zona.

Fra essi ricordiamo reperti assolutamente eccezionali, quali la Cathedra lignea, il grabde bacile di probabile provenienza copta, un corredo di ceramiche da mensa e cucina di grande articolazione e preziosità, fra cui la celebre ceramica dipinta nota come Ceramica tipo Crecchio.

In un allestimento particolarmente moderno ed accattivante sono proposti al pubblico reperti ed oreficerie tardoromane, gote, longobarde e bizantine, unitamente ad un’aggiornatissima documentazione sulle più recenti ricerche archeologiche nella zona.

La struttura, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e con il supporto del comune, è gestita per quel che riguarda la sua apertura da parte del succitato Archeoclub, che opera in stretta sinergia con le varie associazioni culturali e realtà economiche del territorio.

Da questa collaborazione è poi nata nel 2005 la ormai celebre manifestazione “ A Cena con i Bizantini”, sviluppatasi in origine nell’ambito della grande rassegna nazionale promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Archeologici su “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la cui direzione artistica è svolta dal direttore del museo, che si svolge nell’ultimo week end di luglio ed è giunta l’estate scorsa alla XIV edizione, con grandissimo successo di pubblico dovuto all’accattivante mix fra cultura, archeologia, gastronomia, e suggestive ricostruzioni d’ambiente, dovute al paziente e filologico lavori di appositi laboratori costituiti proprio dall’Archeoclub d’Italia-sede di Crecchio.

 

Li, 6 febbraio 2019

Il Direttore del Museo
dott. Andrea R. Staffa

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di Tutti i Colori

di Tutti i Colori, locandina.

di Tutti i Colori

AL PALAZZO PODESTARILE E AL MUSEO DELLA CERAMICA
DAL 16 MARZO AL 28 LUGLIO 2019NOVE SECOLI DI CERAMICA

L’esposizione, dal titolo Di Tutti i Colori, presenta oltre 120 opere ceramiche prodotte a Montelupo, dal 1200 a oggi.

La rassegna, arricchita di interventi multimediali e materiali d’archivio, offre inoltre un’esplorazione sulle manifatture tra l’800 e il ‘900 che hanno scritto la storia del design ceramico.

Montelupo Fiorentino (FI) celebra la ceramica e i suoi inconfondibili colori, eccellenza del territorio fiorentino conosciuta in tutto il mondo, con una mostra in programma dal 16 marzo al 28 luglio 2019 al Palazzo Podestarile e al Museo della Ceramica.

La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l’Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti.

L’esposizione, dal titolo Di tutti i colori, promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi, presenta oltre 120 opere ceramiche, in grado di delineare una inedita e articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi.

L’esposizione, arricchita da interventi multimediali, propone anche un’indagine sulle manifatture sviluppatesi tra l’800 e il ‘900 e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.

La caratteristica che ha decretato nei secoli il successo della ceramica di Montelupo presso le grandi famiglie fiorentine e le maggiori istituzioni cittadine, ruota attorno alla cifra del colore, ovvero alla sapiente ricerca cromatica che ha reso unica questa esperienza manifatturiera.

A differenza di altri capoluoghi ceramici italiani, dove si sperimentano diverse versioni iconografiche, la “Fabbrica di Firenze” si cimenta in originali composizioni e soluzioni tecnologiche, sostenute dalle conquiste della grande arte fiorentina, basate su una continua e raffinata ricerca figurativa vivacizzata da un scelta cromatica senza confronti.

“Il colore – afferma Alessandro Mandolesi – diventa nella mostra un’importante chiave di lettura della ceramica montelupina, rappresentata da una selezione di opere esposte al Palazzo Podestarile – costruita con prestiti da importanti collezioni pubbliche e private – concepita come un’anticipazione del percorso di approfondimento allestito nel vicino Museo della Ceramica. Anche qui è stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali dell’epoca. L’osmosi fra oggetti di “colore” e oggetti di “narrazione” offre una panoramica più intuitiva e coinvolgente sulle produzioni del passato, giocata sia sul registro comunicativo che emotivo, grazie anche ad alcuni interventi tecnologici”.

Il percorso espositivo si apre con la sezione che ricostruisce la lunga vicenda della ceramica di Montelupo attraverso il diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche.

Si va dal verde-bruno tardo-medievale(dagli ossidi ramina-manganese) all’azzurro-blu dell’Umanesimo (ossido di cobalto), dal giallo-oro del tardo Quattrocento all’impareggiabile e misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo.

Una summa di tonalità che si consolida in una tradizione cromatica unica e che trova, nel Seicento, una divertente e originale manifestazione negli “arlecchini”, ossia dei piatti fatti di vivaci colori sui quali venivano dipinti personaggi del tempo rivisitati con tono caricaturale, espressione ironica della cultura popolare dell’epoca.

Viene inoltre analizzata la ricca presenza di racconti, di simboli e di curiosità che le raffigurazioni ceramiche hanno tramandato. Tra questi, ad esempio, il bel boccale dal Museo del Bargello di Firenze con lo stemma delle famiglie Medici e Salviati, il cui emblema è compreso all’interno di un grande anello diamantato, probabilmente a celebrare il matrimonio fra il condottiero Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati, nipote del papa mediceo Leone X, avvenuto nel 1516, dalla cui unione – oltre a garantire la continuità della stirpe medicea – nascerà Cosimo I, futuro Granduca di Toscana.

La seconda sezione si focalizza sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino nella ceramica dell’Otto e Novecento.

Il racconto s’inserisce nella storia della società toscana moderna, con oggetti affiancati da immagini, proiezioni multimediali e suoni, capaci di esaltare i temi salienti del percorso produttivo, a metà tra tradizione e innovazione, oltre al significativo contributo artistico e commerciale, fatto in primo luogo di idee e di manufatti, che la produzione ceramica di Montelupo ha offerto sino ai giorni nostri.

Fra i temi affrontati spiccano la rinascita della ceramica attraverso l’attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione storica; le nuove tendenze declinate nelle principali manifatture novecentesche (Bitossi, Corradini, Corti, Gianni ecc.) e la produzione di maiolica artistica (raffaellesca, robbiani, istoriato) rappresentata anche da bozzetti e disegni; la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso produzioni di ceramica artistica e design; i filoni stilistici della ceramica in stile moderno degli anni cinquanta e le ceramiche di serie degli anni ‘60-’70; le immagini di colore e le linee di straordinaria creatività che hanno caratterizzato gli anni ’80, quelli del design “pop”, del post-modernismo in cui si andava cercando un mercato d’élite.

Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00; lunedì chiuso – Ingresso: intero 5 euro; ridotti da 1 a 4 euro. Nel costo del biglietto è compresa la visita al Museo della Ceramica – Informazioni: tel. 0571.51352; info@museomontelupo.it; www.museomontelupo.it

Canali social:

  • Fb: MuseoMontelupo
  • Instagram: montelupo_ceramic

Catalogo: All’Insegna del Giglio

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Ercole a Palazzo

giardino del duca
La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e il Polo Museale per l’Emilia-Romagna promuovono un’intervista impossibile e un ciclo di conferenze collegate alla pubblicazione “Ferrara ai tempi di Ercole I d’Este

Ercole a Palazzo

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Via XX Settembre n. 122
info 0532 66299  pm-ero.archeologico-fe@beniculturali.it

10 marzo (ore 10,30): Alla scoperta di Eleonora d’Aragona
Intervista impossibile a cura di Chiara Guarnieri e Marco Borella con Giulia Gabanella

15 marzo (ore 16.30): L’evoluzione e l’aspetto dei Palazzi Estensi
Conferenza di Chiara Guarnieri

22 marzo (ore 16.30): Il Giardino delle Duchesse
Conferenza di Chiara Guarnieri e Giovanna Bosi

29 marzo (ore 16.30): il Giardino Pensile di Eleonora d’Aragona e il Camerino d’Alabastro di Alfonso I: due spazi privati all’interno del Castello
Conferenza di Chiara Guarnieri

5 aprile (ore 16.30): La tavola estense: le stoviglie e il cibo. Risultati delle analisi della vasca di scarico del Palazzo di Corte
Conferenza di Chiara Guarnieri, Marta Bandini Mazzanti, Martina Demaria, Ivano Ansaloni e Aurora Pederzoli

Domenica 10 marzo 2019, ore 10.30
in occasione del finissage della Mostra “EsteViva 50 anni del Palio a Ferrara”
Alla scoperta di Eleonora d’Aragona
L’intervista impossibile a cura di Chiara Guarnieri e Marco Borella
con Giulia Gabanella

L’attenzione sulle donne legate al mondo degli estensi si è sempre soffermata su figure dalla condotta passionale o peccaminosa oppure segnate da eventi drammatici. Niente di più remoto dalla prima duchessa di Ferrara Eleonora d’Aragona, figlia di Ferrante re di Napoli, moglie del duca Ercole I  e madre di sei figli: un personaggio di primissimo piano nella Ferrara del Quattrocento.
L’intervista impossibile condotta dall’archeologa della soprintendenza Chiara Guarnieri e dall’architetto Marco Borella traccia un ritratto di questa donna straordinaria, autenticamente onesta e attentissima all’educazione dei figli, timorosa di Dio, autorevole e risoluta nei momenti più difficili, se non disperati, e al tempo stesso tollerante e comprensiva -fu ad esempio protettrice degli ebrei- in un’epoca poco incline ad ammettere la presenza dell'”altro”.

Venerdì 15 marzo 2019, ore 16.30
L’evoluzione e l’aspetto dei Palazzi Estensi
Conferenza di Chiara Guarnieri

L’incontro illustra i risultati degli scavi che hanno interessato per più di un decennio il centro storico di Ferrara dove si concentravano i palazzi del potere della signoria Estense. Sono venuti in luce i resti del Palazzo di Corte Vecchia, abbattuto nel 1479, nonché le fasi più antiche del Palazzo Ducale, con la scoperta del Cortile delle Lastre e della Loggia Grande.

Venerdì 22 marzo 2019, ore 16.30
Il Giardino delle Duchesse
Conferenza di Chiara Guarnieri e Giovanna Bosi

L’incontro con l’archeologa Chiara Guarnieri e la botanica Giovanna Bosi è incentrato sulle indagini archeologiche realizzate nel Giardino delle Duchesse che hanno permesso di delinearne l’aspetto di quest’area verde nel momento della sua realizzazione (1479).
Le analisi polliniche e botaniche hanno anche svelato le specie ornamentali e da frutto che ne ornavano gli spazi.

Venerdì 9 marzo 2019, ore 16.30
Il Giardino Pensile di Eleonora d’Aragona e il Camerino d’Alabastro di Alfonso I: due spazi privati all’interno del Castello
Conferenza di Chiara Guarnieri

L’incontro con l’archeologa Chiara Guarnieri illustra le due indagini archeologiche che hanno permesso di realizzare due eccezionali scoperte: il Giardino Pensile di Eleonora d’Aragona e le stanze relative ai cosiddetti Camerini d’alabastro dove era conservata la collezione privata di Alfonso I.

Venerdì 5 aprile 2019, ore 16.30
La tavola estense: le stoviglie e il cibo. Risultati delle analisi della vasca di scarico del Palazzo di Corte
Conferenza di Chiara Guarnieri, Marta Bandini Mazzanti, Martina Demaria, Ivano Ansaloni e Aurora Pederzoli

Lo scavo in piazza Municipale ha portato alla luce una vasca di scarico dei rifiuti del Palazzo di Corte Vecchia contenente stoviglie per la tavola, per la cucina e moltissimi resti di pasto. Grazie allo studio di questi reperti archeologi, botanici e archeozoologi hanno potuto delineare cosa e come si mangiasse alla tavola degli Estensi.

Comunicazione  a cura di Carla Conti (OdG 83183)
Ufficio stampa Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
Via Belle Arti 52 – 40126 Bologna
tel. (+39) 051 0569338
www.archeobologna.beniculturali.it  – www.sbapbo.beniculturali.it


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STORIE (di) CERAMICHE 6 – call for papers

Storie (di) Ceramiche 6.

CALL FOR PAPERS

STORIE (di) CERAMICHE 6

“Commerci e Consumi”

In ricordo di Graziella Berti a sei anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2019

Anche quest’anno, a sei anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata ai commerci e ai consumi di ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle informazioni che i contesti ceramici possono fornire per ricostruire la circolazione e i consumi delle stoviglie in ceramica.

La fascia cronologica scelta è volutamente ampia in modo da consentire di cogliere i cambiamenti e permettere il confronto sia tra periodi differenti, che in ambiti territoriali diversi. Attraverso l’intreccio di dati provenienti sia dalle fonti materiali che quelle scritte sarà possibile descrivere i fenomeni relativi all’uso e al commercio di classi ceramiche diverse o di tipologie formali specifiche, con lo scopo di ampliare la base delle conoscenze attuali sia su ambiti geografici ristretti che di più larga misura, come il Bacino Mediterraneo. Sono ben accetti contributi che possano focalizzarsi sulla società, sull’economia, sul trasporto dei beni, sulla circolazione delle merci, sui beni da considerare o meno di lusso, sulla composizione dei contesti, sui corredi domestici.

Nell’ottica di favorire e far conoscere i nuovi studi chi fosse interessato potrà inviare una proposta di intervento inerente i commerci e/o i consumi di ceramica per il periodo medievale o postmedievale entro e non oltre il 14 Aprile 2019 alla mail storiediceramiche@gmail.com. L’abstract, in italiano ed inglese, di massimo di 1.000 caratteri spazi inclusi, dovrà essere corredato da curriculum vitae et studiorum di tutti i proponenti il contributo.

Locandina in formato pdf: Storie (di) Ceramiche 6 – call for papers – locandina.

Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook: Storie (di) Ceramiche

Cordiali saluti.
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Museo Archeologico Nazionale di Cividale – attività marzo-aprile 2019

Museo Archeologico Nazionale - Cvidale.

Comunicato del Museo Archeologico Nazionale di Cividale

Ci aspetta una primavera speciale, con proposte e appuntamenti per tutti!

Domenica 3 marzo, una prima domenica del mese ancora gratuita con laboratorio dedicato a bambini e famiglie per imparare e divertirsi usando fili e telaio, anticipa un’intera settimana di gratuità dal 5 al 10 marzo, nella quale potrete trovare un ricco calendario di iniziative.

  • Martedì 5 e mercoledì 6 marzo ore 11.00 visita ai resti del palazzo patriarcale (con prenotazione)
  • Giovedì 7 marzo ore 17.30 incontro con Franco Fornasaro dal titolo Le antiche genti aprirà la rassegna Cerniera di popoli. Dal centro dell’Europa uno sguardo sulla storia.
  • Venerdì 8 marzo ore 17.30 incontro dal titolo Regine. Donne e potere nell’età longobarda, a cura di Angela Borzacconi.
  • Domenica 10 marzo ore 16.30 caccia al tesoro tra le sale del museo, a cura di Archeoscuola (con prenotazione)

E non è tutto qui … MARZO continua con altri appuntamenti da non perdere … e APRILE anche!

In allegato il calendario delle iniziative.

Vi aspettiamo!

Locandina in formato pdf: LOCANDINA maraprile_2019


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Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

Demolire, riciclare, reinventare, convegno 2019.

Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

III Convegno internazionale “Laterizio”

MERCOLEDÌ 6 MARZO
ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME – PIAZZA NAVONA, 62

9.00 Saluti: Catherine Virlouvet

9.15 INTRODUZIONE
Evelyne BUKOWIECKI, Antonio PIZZO, Rita VOLPE
Introduzione e presentazione dei volumi:

  • Jacopo BONETTO, Evelyne BUKOWIECKI, Rita VOLPE, Alle origini del laterizio romano. Nascita e diffusione del mattone cotto nel Mediterraneo tra IV e I sec. a.C.(Atti del II workshop internazionale “Laterizio”, Padova, 26-28.04.2016), Roma 2019, edizioni Quasar.
  • Macarena BUSTAMANTE-ALVAREZ, Antonio PIZZO, El opus testaceum en Augusta Emerita: producción y uso, Hispania Antigua, Serie Arqueológica, 8, Roma 2018, L’Erma di Bretschneider

DEMOLIRE
Chair: Lynne LANCASTER

10.00 Federico CANTINI, Riccardo BELCARI, Simona RANERI, I laterizi della Villa dei Vetti. Materiali, tecniche costruttive e organizzazione del cantiere nel Valdarno tardo antico

10.30 Alessio DE CRISTOFARO, Giovanna DI GIACOMO, Andrea RICCHIONI, Daniela ROSSI, Claudia TOZZI, Un cantiere di spoliazione al km 12,000 della via Aurelia a Roma: tempi e modalità di reimpiego dei laterizi tra l’età tardo antica e l’altomedioevo

11.00 PAUSA

11.30 Girolamo F. DE SIMONE, Josef SOUČEK, Spoliation strategies at a Roman villa on the slopes of Mt. Vesuvius

12.00 Leonidas LEONTARIS, Ioulia STAMOU, Konstantinos L. ZACHO S, Pillaging and recycling of bricks from the Augustan walls of Νicopolis: A diachronic study

12.30 Nicoletta MARCONI, “Muro fatto di tevolozze”: laterizi di reimpiego nei cantieri di Roma barocca

13.00 POSTER

  • Ugo FUSCO, Evidenze per la presenza di un cantiere di spoliazione e ridistribuzione del materiale edilizio nel pianoro di Veio (RM)
  • Stefano CAMPOREALE, Mirella SERLORENZI, Tra demolizioni e sperimentazioni: riusi dei laterizi e tempi di smontaggio delle murature in opus testaceum di Piazza Dante a Roma
  • Enrico GALLOCCHIO, La spoliazione della Casa di Augusto sul Palatino e il reimpiego dei laterizi nel cantiere del Santuario di Apollo
  • Leonardo SCHIFI, Roma (I° Municipio). Gli ambienti romani della Confartigianato. Un cantiere di spoliazione alle pendici settentrionali del Celio

13.30 PAUSA PRANZO

RICICLARE 1
Chair: Heinz BESTE

15.00 Elizabeth Jane SHEPHERD, Giuseppe Valadier e il tetto del tempio di Portuno, 1829-1835

15.30 Nicoletta BERNACCHIO, Laterizi di riuso nelle strutture dell’area dei Fori Imperiali dal IX al XVI secolo

16.00 PAUSA

16.30 Marco BIANCHINI, Massimo VITTI, Il complesso dei Mercati di Traiano come esempio diacronico del reimpiego del laterizio dall’età traianea al XIV secolo

17.00 Nicoletta GIANNINI, L’edilizia di Roma Medievale. Nuove acquisizioni sui modi di costruire in laterizio a Roma tra VII e XV secolo

GIOVEDÌ 7 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO G.B.
MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

9.00 Saluti: Elisabetta Pallottino

RICICLARE 2
Chair: Xavier LAFON

9.30 Caterina PREVIATO, Il riuso delle tegole nelle strutture murarie: dimensione, caratteristiche e ragioni di un fenomeno diffuso in età romana. Il caso dell’Italia settentrionale

10.00 Enrico CIRELLI, J. Riley SNYDER, Brick production and reuse in late antique and early medieval Ravenna (5 th -10 th c.)

10.30 Lucrezia SPERA, Riuso e produzione di laterizi a Roma nell’altomedioevo. Acquisizioni dalle analisi murarie nella nuova area archeologica a San Paolo fuori le mura

11.30 PAUSA

12.00 POSTER

  • Francesco COLLURA, Il laterizio di tradizione ellenistica tra tardoantico e medioevo nei centri della Sicilia settentrionale
  • Silvana RAPUANO, Esempi di reimpiego di laterizi romani a Benevento fra tarda antichità e medioevo
  • Alvaro JIMENEZ SANCHO, Acerca de construcción con ladrillo en Sevilla entre la Antigüedad y el Medievo. La cuestión del material

13.00 PAUSA PRANZO

REINVENTARE
Chair: Rita VOLPE

14.00 Angelo CARDONE, Roberta GIULIANI, Nunzia Maria MANGIALARDI, Il laterizio nei cantieri della Puglia centrosettentrionale tardoantica e medievale tra reimpieghi e nuove produzioni

14.30 Francesco A. CUTERI, Giuseppe HYERACI, Reimpieghi e nuove produzioni di laterizi nella Calabria tardo-antica e medievale

15.00 Donato LABATE, Produzione e riuso dei laterizi a Modena dal tardo antico al basso medioevo

15.30 PAUSA

16.00 Paola GREPPI, La reinterpretazione del laterizio nei cantieri della Milano cristiana: dal quadro generale ai nuovi dati sulla basilica di San Simpliciano

16.30 Giordana AMABILI, Gabriele SARTORIO, Da Augusta Praetoria ad Aosta: aspetti della produzione e utilizzo del laterizio in una città alpina

VENERDÌ 8 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO
G.B. MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

DEMOLIRE, RICICLARE, REINVENTARE:
casi di studio

9.00 Stefano CAMPOREALE: presentazione POSTER

  • Silvia AGLIETTI, Spunti di ricerca sull’approvvigionamento e la distribuzione dei laterizi nelle sepolture in fossa di età romana
  • Pirjo HAMARI, Recycling brick and tile in Roman Petra (Jordan)
  • Ljubomir JEVTOVIĆ, Case study – use and reuse of ceramic building material for constructing the graves of ancient Viminacium
  • Marina COVOLAN, Tegulae fratte: tre casi di reimpiego nella prima età imperiale dalla necropoli di Cuma
  • Francesco MUSCOLINO, Il riuso di laterizi a Taormina in età romana
  • Antonio PIZZO, Álvaro CORRALES, Le pratiche del reimpiego dei mattoni nell’architettura domestica di Augusta Emerita (Mérida, Spagna)
  • Macarena BUSTAMANTE-ÁLVAREZ, Elena H. SÁNCHEZ LÓPEZ, El reciclaje del material latericio en ámbito figlinario: el suburbium alfarero de Cartuja (Granada, Spain)
  • Oliva RODRÍGUEZ GUTIÉRREZ, Cuando nada es lo que parece. Prácticas singulares con material latericio en la construcción romana en el Valle del Guadalquivir

10.30 PAUSA

11.00 POSTER

  • Chair: Mirella SERLORENZI
  • Carlo PERSIANI, De minimis: il riuso dei materiali nella manutenzione delle mura Aureliane nel XV e XVI secolo
  • Serena ZANETTO, La seconda vita del laterizio romano in area alto adriatica: circolazione e tecniche tra VI e XI secolo
  • Riccardo CONSOLI, Nuovi dati sulla produzione e il riuso del laterizio in Calabria dal V all’XI secolo
  • Michele ZAMPILLI, Giovanni CANGI, La costruzione di due volte reali in laterizio nel Palazzo Buonaccorsi di Macerata
  • Fabiana SUSINI, Eleonora ROMANO’, Forme di memorie ‘materiale e immateriale’ nella Basilica di San Piero a Grado (Pi): il reimpiego del laterizio romano dal gradus all’ecclesia
  • Rossella PANSINI, Uso e riuso di laterizi romani in una torre medievale: il caso di Via dei Montanini 16 a Siena
  • Marie-Ange CAUSARANO, Il reimpiego dei laterizi romani nell’edilizia medievale a Padova
  • Eleonora PASSA, I laterizi provenienti dalla catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI): per un ipotesi di riuso
  • Julia MARTIN, From lining for canals to the dome at Hagia Sophia. Brick architecture in Imperial and Early Byzantine western Asia Minor

12.00 Riccardo SANTANGELI VALENZANI, Daniela ESPOSITO, Considerazioni conclusive

13.00 PAUSA PRANZO

14.00 John OCHSENDORF, Le volte “in foglio”

15.00 Paolo VITTI, La qubbat almoravide di Marrakech e le origini delle volte di mattoni in foglio

CANTIERE DI COSTRUZIONE DI UNA VOLTA IN FOGLIO

  • Durante i tre giorni del workshop, il Dipartimento di Architettura di Roma Tre organizzerà un laboratorio sulla costruzione di una volta in foglio dalle 9.00 alle 16.00 presso i locali di Largo Giovanni Battista Marzi, 10.
  • Responsabile scientifico: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri
  • Docenti e Tutor: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri, Giorgio Ortolani, Adolfo Alonso Durà, Paolo Vitti , Adolfo Baratta, Michele Zampilli

Scarica il programma in formato pdf: Programma_Laterizio_III.

La pagina sul sito web dell’Ecole Francaise de Rome: http://www.efrome.it/la-recherche/agenda-et-manifestations/actualite/demolire-riciclare-reinventare-la-lunga-vita-e-leredita-del-laterizio-romano-nella-storia-dellar.html


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Una storia fiorentina, sulle tracce del vicino oriente islamico

Firenze e la cultura islamica.

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Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale


Il comunicato stampa dal sito dei Laboratori San Gallo:

Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico

Anche quest’anno saremo a TourismA, la grande kermesse di archeologia e turismo, con importanti novità!

L’evento, che si svolgerà dal 22 al 24 febbraio al Palazzo dei Congressi di Firenze, ormai si conferma, sia a giudicare dalla lista degli espositori sia leggendo il denso programma di eventi, quale appuntamento irrinunciabile di incontro, confronto e riflessione fra il mondo dell’archeologia professionale e il suo pubblico.

Noi di Laboratori Archeologici San Gallo parteciperemo, per il quarto anno consecutivo, con un nostro stand: una piccola vetrina cui è affidato il compito di far conoscere i servizi archeologici e culturali che offriamo. #viaggio #scoperta e #oriente saranno per noi le parole d’ordine di questa nuova edizione.

Infatti, quest’anno c’è una sorpresa in più: siamo lieti di presentare, nella splendida cornice di TourismA, il nostro primo prodotto editoriale: Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale.

Il progetto, a cura di Laboratori Archeologici San Gallo, è stato realizzato con il contributo della Talal Abu Ghazaleh Organization per la casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio e ha avuto la supervisione scientifica di un esperto del settore, il professore Giovanni Curatola, dell’Università di Udine, e del professore Guido Vannini, ordinario di Archeologia Medievale dell’Università di Firenze e direttore della Missione Archeologica “Petra Medievale”.

L’idea di questa guida, che propone al viaggiatore o al fiorentino curioso a una passeggiata insolita e “tematica” per Firenze, ha iniziato a prendere corpo durante la progettazione della mostra internazionale Da Petra a Shawbak, archeologia di una frontiera, svoltasi nella Limonaia di Palazzo Pitti nel 2009. Nel percorso espositivo, infatti, furono integrate delle “citazioni fiorentine”, cioè dei rimandi che, partendo da specifici manufatti presenti in mostra, portavano alla scoperta di parte di quel patrimonio prodotto dalla cultura islamica medievale e rinascimentale conservato nei musei della città.

Una lunga tradizione di  scambi politici e culturali con l’Oriente islamico (come ha ben illustrato la recente mostra L’Islam e Firenze conclusasi lo scorso settembre) ha portato a Firenze sin dal Medioevo manufatti di eccezionale valore, oltre che influenzato alcune delle più importanti produzioni locali (le stoffe, le ceramiche…), andando ad arricchire non solo le collezioni museali della città ma anche lasciando molte e significative tracce nelle opere d’arte diffuse nel suo centro storico.

Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale disegna nelle sue linee sostanziali la storia di questi scambi e influenze culturali, attraverso alcune delle principali opere d’arte ancora visibili in città. Racconta, inoltre, le vicende delle collezioni e dei collezionisti, dai Medici al Novecento, che meglio rappresentano le origini, le motivazioni e le evoluzioni del gusto per l’Oriente islamico. Vi sono infine alcuni suggerimenti per percorrere in autonomia un itinerario extra-museale per esplorare, alla luce di queste informazioni, il centro storico di Firenze, grazie anche ad una semplice mappa tematica.

La guida esce adesso in italiano, e sarà in vendita a TourismA, mentre nei prossimi mesi pubblicheremo la versione in lingua inglese, dedicata ai turisti non “mordi e fuggi”, e in lingua araba, dedicata, perché no, anche ai nuovi cittadini che avranno voglia di conoscere un po’ di storia… condivisa!

Vi aspettiamo quindi domenica 24 febbraio in Sala 4, alle ore 16:30 per l’evento “Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico” (qui il link all’evento Facebook e qui al sito di TourismA).

Chiara Marcotulli


Alberto (Angela) chi? Vi aspettiamo oggi pomeriggio a #tourismA2019 per presentare la nostra guida… Ci sarà anche il firma copie! 😂😂😂

Pubblicato da Laboratori Archeologici San Gallo su Domenica 24 febbraio 2019

Pubblicato da Laboratori Archeologici San Gallo su Lunedì 25 febbraio 2019

Pubblicato da Laboratori Archeologici San Gallo su Lunedì 25 febbraio 2019

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Catalogo generale, in formato pdf – aggiornato a febbraio 2019.

Catalogo generale, in formato pdf - aggiornato a febbraio 2019.

Sono qui elencati tutti i volumi da noi editi. Il presente annulla ogni precedente catalogo. Per aggiornamenti, integrazioni, offerte e sconti rimandiamo al nostro sito. All’interno del sito l’intero catalogo, con schede, indici, recensioni, volumi di altre case editrici da noi distribuiti e tutte le notizie riguardanti la nostra attività editoriale. Sul sito potete accedere a sconti, acquisto in abbonamento dei periodici, acquisto in formato digitale (ebook) e offerte particolari su collezioni o singoli volumi.

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Contenuti

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Periodici

APM. Archeologia Postmedievale. Società. Ambiente. Produzione. issn 1592-5935, e-issn 2039-2818
Archeologia dell’Architettura. issn 1126-6236, e-issn 2038-6567
Archeologia e Calcolatori. issn 1120-6861, e-issn 2385-1953
Supplementi. issn 2385-202X, e-issn 2385-2038
Archeologia Medievale. Cultura materiale, insediamenti, territorio. issn 0390-0592, e-issn 2039-280X
Arimnestos. issn 2611-5867, e-issn 2611-5867
Bollettino dell’Associazione Iasos di Caria. issn 1972-8832, e-issn 2420-7861
Quaderni di Archeologia d’Abruzzo. Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo issn 2239-3145, e-issn 2239-6233
SAIA, Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente issn 0067-0081, e-issn 2585-2418

Pubblicazioni periodiche sospese

Annali Aretini. issn 1126-232X.
Archeologia dell’Emilia Romagna. issn 1126-1587
Contesti. Città. Territori. Progetti. issn 2035-5300, e-issn 2038-6583
NAVe. Notizie di Archeologia del Veneto. issn 2385-0213, e-issn 2385-2356
Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia. issn 2035-5947, e-issn 2239-6225
Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. issn 2035-5297, e-issn 2280-3661
Supplementi. issn 2385-2046
Opus. Rivista internazionale per la storia economica e sociale dell’antichità.
Pagani e Cristiani. Forme e attestazioni di religiosità del mondo antico in Emilia. issn 2038-4904, e-issn 2281-3756
Rassegna di Archeologia. dall’1 al 17: issn 1721-6281
(serie A) preistorica e protostorica. issn 1721-629X, e-issn 2039-2826
(serie B) classica e postclassica. issn 1721-6303, e-issn 2039-2834

Serie

ANTIQVARIVM ARBORENSE. issn 2611-0024
ArcheoAlpMed – Archeologia delle Alpi e del Mediterraneo tardoantico e medievale. issn 0000-0000
Archeologia del Veneto. issn 2284-0044
Archeologia Piemonte. issn 2282-491X
ArcheoMed Monografie. issn 2465-0226
Albisola. Atti dei Convegni Internazionali della Ceramica. issn 2035-5483
AZA – Arid Zone Archaeology, Monographs. issn 2035-5459
Biblioteca di Archeologia dell’Architettura. issn 2035-5327
Biblioteca di Archeologia Medievale. issn 2035-5319
DM – Dialoghi sul Medioevo. issn 2611-4364
DAP – Documenti di Archeologia Postmedievale. issn 2035-5335
ISCUM – Biblioteca dell’Istituto di Storia della Cultura Materiale. issn 2039-067X
ISCUM – Quaderni dell’Istituto di Storia della Cultura Materiale. issn 2039-0688
Fondazione Museo Montelupo. issn 0000-0000
Flos Italiae. Documenti di archeologia della Cisalpina Romana. issn 1723-817X
Futuro Anteriore. issn 1723-4565
Grandi contesti e problemi della Protostoria Italiana. issn 2035-5440
IdA – Insediamenti d’Altura. issn 2385-166X
Materia e Arte. issn 2421-3578
Medioevo scavato. Schola Salernitana. issn 2035-5386
QUAVAS. Quaderni del centro di documentazione dei Villaggi Abbandonati della Sardegna. issn 2035-5432
Quaderni di Archeologia Medievale. issn 1973-1728
Quaderni di Archeologia dell’Emilia Romagna. issn 1593-2680
Ricerche di Archeologia Altomedievale e Medievale. issn 2035-5416
SAIA, Monografie della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente
SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani – Congresso Nazionale di Archeologia Medievale. issn 2421-5910
SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani – Contributi di Archeologia Medievale. Premio Ottone d’Assia e Riccardo Francovich. issn 2035-5424
SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani – Metodi e temi dell’Archeologia Medievale. issn 2035-5408
Storia e storie dei territori. Memorie. Identità. Resistenza. issn 2282-7536
Storie di Paesaggi Medievali. issn 2531-8330
Università di Siena – Archeologia dei Paesaggi Medievali. Collana Multimediale. issn 2035-5467.
Università di Siena – Biblioteca del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti. Sezione Archeologica. Università di Siena. issn 2035-5351
Università di Siena – χω˜ραι. Collana di studi regionali. issn 2035-5475
Università di Siena – Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti. Sezione Archeologica. Università di Siena. issn 2035-536X
Università di Siena – Trame nello spazio. Quaderni di geografia storica e quantitativa. issn 2035-5394

Monografie

Ambiente.
Antropologia storica.
Archeologia.
Archeologia – Atti di Convegni e Seminari.
Archeologia – Insegnamento di Archeologia Medievale. Dipartimento di Studi Umanistici. Università Ca’ Foscari di Venezia.
Architettura.
Archivistica.
Atlante dei Beni Archeologici della Provincia di Modena.
Edizioni per ragazzi.
Fonti.
Musei, guide, collezioni e mostre.
Preistoria e protostoria.
Storia.
Storia dell’Arte.
Varie.
Vetro. Tipologie e restauro.

Indice analitico