Carlo Alberto archeologo in Sardegna. Gli idoli bugiardi

36,00

Autore: Gabriella Pantò (a cura di), Raimondo Zucca (a cura di)
Anno di stampa: 2020
ISBN: 9788878149014
e-ISBN: 9788878149021

Descrizione

L’episodio più celebre di falsificazione archeologica avvenuto in Sardegna è quello degli «idoli sardo-fenici» entrati nel Regio Museo di Cagliari poco dopo la sua fondazione del 1800 ed accreditati, nonostante una serie di dubbi e di fiere dichiarazioni di falsità, nella esposizione museale cagliaritana per ben sessantaquattro anni, sino a quando, per merito del giovane neo direttore del Museo di Cagliari, Ettore Pais, nel 1883 vennero rimossi dalle vetrine. La storia di questa falsificazione iniziò nel 1819, quando un docente di Scienze Naturali della capitale della Norvegia, Oslo (allora Christiania), il Professor Jacob Keiser, intraprese un viaggio in Italia, comprendendovi, per la prima volta tra i suoi connazionali, anche l’isola di Sardegna. Il Keiser, diffuso il proprio programma di viaggio, ricevette dal suo amico Friedrich Münter, vescovo di Sjællands (1808-1830), in Danimarca, la preghiera di svolgere in Sardegna anche ricerche nell’ambito delle antichità dell’isola, poiché il vescovo Münter, autore di un volume sulla Religion Der Karthager, non voleva farsi sfuggire l’occasione di completare la propria opera con l’esame diretto di immagini delle divinità della pressoché sconosciuta Sardegna, benché fosse stata una delle province più importanti dell’impero cartaginese. Il Keiser si imbarcò da Genova il 4 febbraio 1819 alla volta della Sardegna insieme al Capitano del Reggimento dei Granatieri di Genova Alberto Lamarmora, che intraprendeva così il suo primo viaggio in Sardegna. Ad unire i due naturalisti era in primo luogo l’ornitologia ma anche un interesse per le antichità sostanzialmente sconosciute dell’isola. In Sardegna entrambi trovarono l’affabile Direttore del Museo di Cagliari Leonard de Prunner pronto a procurare al Keiser gli idoli sardo-fenici richiesti dal vescovo Münter. Ma quei primi idoli, pretesi Ashtart e Fauno, erano – ahimé! – falsi. Né quegli idoletti del Museo cagliaritano rimasero isolati, perché, dotati di speciali qualità prolifiche, giunsero alla bella cifra di oltre trecento esemplari, tutti falsissimi. Questo libro racconta la storia della clamorosa falsificazione che coinvolse un direttore (o forse due) del museo di Cagliari, un mastro ferraio autore materiale degli idoli sardo-fenici, e forse due archeologi amici in origine del Direttore falsario e poi acerrimi nemici. Ad essere ingannati turpemente fu il gotha della scienza delle antichità europea da Eduard Gherard a Ernest Renan a Heinrich Schliemann, il Conte Alberto Lamarmora, vero sacerdote degli idoli sardi, e nientemeno che il Re Carlo Alberto, che partecipò allo scavo archeologico di Nora nel 1841 trovando una meravigliosa “idole phoenicienne”!

Sommario
  • Presentazioni, di Massimiliano Sanna, Andrea Lutzu, Enrica Pagella, Gabriella Pantò
  • Prefazione, di Marco Milanese
  • Prologo, di Raimondo Zucca

Parte prima – I falsari degli idoli sardo-fenici

  • Capitolo 1. I falsari degli idoli sardo-fenici, di Raimondo Zucca
  • 1.1 I falsi idoli sardo-fenici nella storia delle falsificazioni archeologiche
  • 1.2 La genesi degli idoli sardo-fenici
  • 1.3 Gli idoli sardo-fenici ed il loro sacerdote-interprete: Alberto La Marmora
  • 1.4 Gli idoli sardo-fenici nella cultura storico-archeologica sarda ed europea
  • 1.5 Il più pregevole ornamento del Museo archeologico di Cagliari
  • 1.6 I falsari degli idoli sardo-fenici: Gaetano Cara, Giovanni Spano, ed Efisio Luigi Tocco?
  • 1.7 La vittoria filologica di Ettore Pais sui diavoli sardo-fenici
  • 1.8 Giovanni Lilliu e la risurrezione degli idoli sardo-fenici nella storia dell’archeologia
  • Capitolo 2. Gli idoli sardo-fenici in mostra: una nuova vita, di Emerenziana Usai
  • Capitolo 3. Materia e tecnica degli idoli sardo-fenici, di Luciana Tocco
  • Capitolo 4. Le iscrizioni false degli idoli sardo-fenici, di Attilio Mastino
  • Capitolo 5. Gli idoli sardo-fenici: Fakes without Models?, di Paolo Bernardini, Raimondo Zucca
  • 5.1 Idoli, immaginario e fantasia, di Paolo Bernardini
  • 5.2 Fakes without Models, di Raimondo Zucca
  • Capitolo 6. Falsi bronzi o altri bronzi? Un punto di vista contemporaneista, di Giorgio Pellegrini

Parte seconda – Carlo Alberto archeologo in Sardegna. Gli idoli bugiardi

  • Capitolo 1. Un’opera mai edita di Alberto La Marmora, di Gabriella Pantò
  • Capitolo 2. Piedistalli autentici per falsi idoli, di Franco Gualano . 331
  • Capitolo 3. Il Medagliere Reale e la prima esposizione degli idoli sardo-fenici,
    di Giorgio Careddu

Parte terza – Catalogo degli idoli bugiardi

  • Capitolo 1. Introduzione, di Donatella Bilardi
  • Capitolo 2. Catalogo degli idoli del Regio Museo Universitario di Antichità di Cagliari, di Donatella Bilardi
  • Capitolo 3. La collezione di «idoles phoeniciennes» di Carlo Alberto: Museo di Antichità di Torino e Medagliere di Sua Maestà, di Donatella Bilardi
  • Capitolo 4. Idoli dispersi del Musée des Beaux-Art di Lyon, della Galleria delle armi di S. M. e del R. Museo di Antichità, in Torino, del Regio Museo Universitario di Antichità di Cagliari e di collezioni private, di Adriana Scarpa

Appendice

  • L’“isola dei falsari” e la statuaria di Mont’e Prama, di Raimondo Zucca

Bibliografia

Informazioni aggiuntive

Peso1.060 kg
Dimensioni21 × 14.8 × 3 cm
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