Descrizione
Nell’autunno 1939, il regime nazista varò la sua prima operazione di sterminio di massa: l’eliminazione dei malati di mente. Autorizzata da Hitler senza un piano preciso né un’indicazione di modi e mezzi, l’esecuzione dell’azione fu affidata alla Cancelleria del Führer, che si trasformò da istituzione tutto sommato secondaria in un vero e proprio Ministero della morte. Reclutando il personale necessario, inaugurando prassi organizzative e gestionali, sviluppando competenze, e sperimentando metodi di assassinio, la Cancelleria del Führer costruì dal nulla un apparato di assassinio che venne presto ad estendersi anche a disabili, malati cronici, e qualsiasi soggetto ritenuto asociale, da eliminare in completa segretezza. Risorse umane, expertise, mezzi e soluzioni omicide – dall’invenzione della camera a gas all’uso dello Zyklon B –, sarebbero poi state trasferite a Est per una impresa su più larga scala: il genocidio degli ebrei. A questa operazione (denominata T4) che divenne la prova generale del successivo genocidio, presero parte autisti, giardinieri, cuochi, infermieri, medici e uomini delle più varie professioni e provenienze, ciascuno aderendovi senza costrizione e ricorrendo alla propria inventiva per trasformare in realtà i desideri omicidi del regime. Gli assassini di massa furono un’impresa voluta dai vertici della dittatura nazista, ma progettata e attuata a livello più basso da molti partecipanti, che vi aderirono secondo percorsi diversi, e però tutti convergenti nell’attuare le politiche del regime come mezzo di avanzamento della comunità e della cultura tedesca, oltre che condizione per l’avanzamento delle proprie discipline e carriere. Senza questa intima adesione, in assenza di ogni particolareggiato piano centrale, nessun programma di sterminio sarebbe stato possibile.
Paolo Lombardi è stato presidente del Centro di Studi Storici di Psicoanalisi e Psichiatria di Firenze. Nel 1998 ha vinto il premio Castiglioncello con Il filosofo e la strega. I suoi ultimi libri sono Un altro Seicento (2011), Un segreto ricomporsi. Albert Speer dalla memoria individuale alla storia (2013) e, con Gianluca Nesi, Sangue e Suolo. Le radici esoteriche del Nuovo Ordine Europeo nazista (2016), Un mito solare. Otto Rahn dai catari alle SS (2018).
Gianluca Nesi è autore di vari saggi sull’ideologia della morte del nazifascismo e le sue emersioni nell’opera di Martin Heidegger e Mircea Eliade. Con Paolo Lombardi, è autore dei volumi Sangue e suolo. Le radici esoteriche del Nuovo Ordine europeo nazista (2017); e Cercarsi nel buio. Costruzione dell’identità e creazione del passato in cinque storie di nazisti (2015). Ha curato l’edizione critica di Noi Arditi di Mario Carli (ETS, Pisa, 2019).

















In collaborazione con la SAMI, Società degli Archeologi Medievisti Italiani