Rimini città ducale della Pentapoli. Processi di trasformazione del paesaggio rurale in Romània dal Tardoantico al basso Medioevo, nuovi dati sull’incastellamento e sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis

€110,00

Autore: Daniele Sacco
Anno di stampa: 2025
ISBN: 9788892853706
e-ISBN: 9788892853713
Numero serie: 6, ArcheoMed

Descrizione

Nuovi studi condotti sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis (e sulla documentazione posteriore) attuati attraverso un metodo sperimentale che ha previsto l’osmosi tra topografia, archeologia, geomorfologia, toponomastica e informatica, permettono di proporre un inedito modello evolutivo per le campagne della Pentapoli romana-orientale. Lo sviluppo di una vasta banca dati toponomastica e informatizzata, che copre il territorio pentapolitano, affiancata da informazioni di ordine archeologico, ha rischiarato i processi di trasformazione dell’habitat e del popolamento, tra Tardoantico e alto Medioevo, nella Romagna meridionale (e nelle Marche settentrionali). Il territorio della città di Rimini è osservato nella lunga diacronia sotto ogni aspetto: riassegnazioni fondiarie tardoantiche, cristianizzazione, sviluppo del sistema per casali, emersione di masse fondiarie, fondazione di edifici plebani, trasformazione di villaggi in castelli, diffusione di tombe e ville bassomedievali. Dall’opera scaturisce un rinnovato quadro interpretativo, frutto dell’attività di ricerca ormai trentennale svolta dall’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino tra la Romagna e le Marche.

Sommario
  • Premessa, Giorgio Calcagnini, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
  • Presentazione, Federica Gonzato, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
  • Saluti, Jamil Sadegholvaad, Sindaco di Rimini
  • Introduzione, Daniele Sacco

Capitolo I _ Il metodo

  • I.1  Obiettivi e strategie della ricerca
  • I.2  Le fonti: la formazione della banca dati toponomastica
  • I.3  Lo sviluppo dell’applicativo denominato COMPERIO per l’analisi della banca dati relativa al ducato della Pentapoli romana-orientale e il Breviarium Ecclesiae Ravennatis georeferenziato
    I.3.1  Categorizzazione dei toponimi fondiari

Capitolo II _ Il territorio della città di Rimini nel Tardoantico

  • II.1  L’organizzazione del ducato della Pentapoli
  • II.2  Il termine del sistema per ville rustiche: la ridistribuzione della proprietà fondiaria nel Tardoantico
  • II.3  Una plausibile presenza di depositi dell’erario presso le consolari?
  • II.4  Alcune note topografiche sui tracciati viari del territorio riminese
    II.4.1  Le strade consolari (Flaminia, Aemilia, Popilia)
    II.4.2  La strata Regalis o Flaminia Minor
    II.4.3  La via Ariminensis / Aretina / Maior / Imperialis
  • II.5  Immissione di edifici di culto cristiano in contesti tardoantichi
    II.5.1  Il contesto archeologico di San Martino in Bordonchio e la via Popilia
    II.5.2  Il contesto archeologico di San Giovanni in Còmpito e la stazione stradale sulla via Aemilia
    II.5.3  Il contesto archeologico di San Michele Arcangelo in Acervulis, il pago Acervolano sulla via Aemilia
    II.5.4  Il contesto archeologico di San Giovanni in Galilea nella valle dell’Uso
    II.5.5  Il contesto archeologico di San Lorenzo in fundo Ampusiano qui vocatur in Monte
    II.5.6  Il contesto archeologico di San Lorenzo in Vico Pupillo (o in Strada), la via Flaminia, il vico e la strata Regalis
  • II.6  L’evidente retaggio romano nella riorganizzazione della Pentapoli

Capitolo III _ Il territorio della città di Rimini nell’alto Medioevo.
L’organizzazione delle campagne: il sistema per casali

  • III.1  I casalia del territorium di Rimini. L’avvio coevo al termine del sistema gestionale classico
    per edifici rustici. La maturità, tra VIII e IX secolo. L’esito coevo a castelli e villaggi
  • III.2  Alcuni dati, recenti, sullo studio archeologico delle campagne
    in ambito europeo e romagnolo
  • III.3  Censimento, analisi documentaria e topografica dei casali riminesi noti
    III.3.1  Il casale Bassianum nell’alto Medioevo, il castello di Passàno nel basso Medioevo
    III.3.2  Il casale Iovis nell’alto Medioevo, il castello di Santarcangelo nel basso Medioevo
    e i casali Coriliano e Camariano
    III.3.3  Il casale Istriano
    III.3.4  Il casale chiamato Casale nel fondo Ticiano
    III.3.5  Il casale Ariniano nel fondo Mariano
    III.3.6  Il fundo Curdinianum con nove casali
    III.3.7  Il fondo Maraciana con i suoi numerosi casali
    III.3.8  Il casale Furiano nell’alto Medioevo, la villa di Friano nel basso Medioevo
    III.3.9  Il casale Viciano e il villaggio / castello di Vizano
    III.3.10  Il casale Turiano nell’alto Medioevo e il castello di Montetauro nel basso Medioevo
    III.3.11  Il casale Viginti nell’alto Medioevo e Villa Venti nel basso Medioevo
    III.3.12  Il casale Pulliolo
    III.3.13  Il casale Basilii e il castello di San Giovanni in Galilea
    III.3.14  Dal fondo Casalicclo al castello di Casalecchio
    III.3.15  I casali di Sant’Ermete, Corpolò e Villa Verucchio lungo la via Ariminensis
    III.3.16  Il casale Augustus e la villa di Casalostro
    III.3.17  I casali di Mulazzano, Albereto, Meleto, Spinarella e i rispettivi castelli
  • III.4  I confini fondiari indicati negli atti sono attendibili? A che livello?
  • III.5  L’estensione di fundi e casali è computabile? Più incongruenze che certezze
  • III.6  Il punto sui casali altomedievali di Rimini

Capitolo IV _ Le masse il contenitore di tutto

  • IV.1  Localizzazione e assetto delle masse riminesi
  • IV.2  Le masse del quadrante N della diocesi di Rimini
    IV.2.1  La doppia ipotesi sulla collocazione della massa Salutis (e la massa Ruffiense)
    IV.2.2  La massa Uttianus / Utiana e la massa Atiana
    IV.2.3  La massa Castruciana
  • IV. 3  Le masse del quadrante S della diocesi di Rimini
    IV.3.1  La massa Cupiniana nella bassa valle dell’Ausa
    IV.3.2  La massa Corniliana, presso il territorio di Coriano
    IV.3.3  La massa Maratjana
    IV.3.4  La massa Istiana
    IV.3.5  La massa Ràncore
    IV.3.6  Una massa lungo il basso corso dei torrenti Tavollo e Taviolo
  • IV.4  Il punto sulle masse riminesi: organizzazione e gestione del paesaggio nell’alto Medioevo
    IV.4.1  Una nota toponomastica a margine della localizzazione delle masse pentapolitane
    in rapporto a gualdi e gaggi

Capitolo V _ Formazione e assetto del reticolo plebano della diocesi di Rimini

  • V.1  Il reticolo plebano della diocesi di Rimini nell’alto Medioevo
    V.1.1  San Martino in Bordonchio, la Popilia e il fondovalle tra Uso e Marecchia
    V.1.2  San Giovanni in Còmpito e l’incrocio sulla via Emilia
    V.1.3  San Vito e la via Emilia
    V.1.4  Santa Stefania (o Paola) in Roncofreddo
    V.1.5  San Michele Arcangelo in Acervulis e la via Emilia
    V.1.6  San Giovanni in Galilea nella valle dell’Uso
    V.1.7  San Martino in Murisiano
    V.1.8  San Giovanni in Bulgaria Nuova
    V.1.9  San Lorenzo in Monte Apusano e i retaggi della gens Apusia
    V.1.10  San Gaudenzio, la Flaminia e il monte Auxiliare: un colle ritrovato
    V.1.11  San Lorenzo di Riccione, le vie Flaminia e Regalis e il vico Pupillo
    V.1.12  Santa Innocenza in Montetauro, la strata Regalis e la media vallata del Marano
    V.1.13  San Savino, la strata Regalis e l’anomala progressione al di là del Conca
    V.1.14  Sant’Erasmo in Misano e la valle del Conca
    V.1.15  Sant’Andrea que vocatur Casariola è mai esistita?
    V.1.16  San Giorgio in Conca e il suo possibile spostamento a valle
    V.1.17  San Laudizio tra Valfoglia e Valconca
  • V.2  Il reticolo plebano della diocesi di Rimini nel basso Medioevo
    V.2.1  Sant’Angelo in Salute e la massa Salutis
    V.2.2  San Martino in Rafaneto di Verucchio sulla via Ariminensis
    V.2.3  Santa Cristina sull’Ausa
    V.2.4  San Giovanni in Cella Iovis, la pieve del villaggio di “Cellula”, poi castello di Cerasolo
    V.2.5  San Patrignano tra Ausa e Marano e alcune altre chiese ritenute pievi “dubbie”
    V.2.6  San Lorenzo in Berco e il castello di Trappola
    V.2.7  Santa Colomba in Inferno presso la massa Maratjana
    V.2.8  Ragionando sulla topografia plebana della diocesi di Rimini

Capitolo VI _ Il fenomeno dell’incastellamento nel territorio diocesano di Rimini
alla luce dei nuovi dati topografici

  • VI.1  Moventi, momenti, attori, luoghi, numeri dell’incastellamento nel territorio di Rimini
  • VI.2  L’incastellamento di presumibile matrice ecclesiastica (arcivescovi, vescovi, enti monastici)
    VI.2.1  L’incastellamento della curtis arcivescovile, e centro di stoccaggio, di Montiano
    VI.2.2  L’incastellamento della curtis arcivescovile di Libiàno (o Libàno)
    nel piviere di San Martino in Bordonchio
    VI.2.3  Le corti di Sala, Pisciatello, il castello di Casaliclo e quello di Castellabate
    VI.2.4  L’incastellamento della curtis arcivescovile di Iuvidìa nel piviere di San Vito
    (e le corti di San Vito e di San Patrignano)
    VI.2.5  Il castello vecchio di Savignano sul Rubicone
    VI.2.6  Il castello di Gaio (Gaggio)
    VI.2.7  Il casale Iovis e il castello di Santarcangelo sul Mons Iovis
    VI.2.8  La curtis Galli nel plebato di Santarcangelo e il castello di Castel dell’Uso
    VI.2.9  L’incastellamento della massa Corniliana e delle aree limitrofe
    VI.2.10  L’incastellamento della massa Maratjana e delle aree limitrofe
    VI.2.11  L’incastellamento della curtis di San Giovanni in Mariniano nella bassa Valconca
    VI.2.12  L’incastellamento della curtis arcivescovile di Sant’Ermete e delle Terre di Focara,
    nel nord delle Marche
  • VI.3  Ciò che è dato e ciò che è trattenuto. Lo stoccaggio dei prodotti fondiari colonici
    in canave e cellule
  • VI.4  Per approfondire: influenze dei fattori morfologici, geologici e geomorfologici nella scelta
    di alcuni insediamenti del territorio riminese utili allo stoccaggio dei prodotti colonici
    (V. Guerra, C. Guerra, D. Sacco)
  • VI.5  L’incastellamento di presumibile matrice laica
    VI.5.1  I castelli marecchiesi di Verucchio, Sajano, Montebello, Torriana e i Malatesti
    VI.5.2  Il caso dei Bennonidi: l’incastellamento di Morciano di Romagna e l’abbazia
    di San Gregorio in Conca
    VI.5.3  Dalla curtis di Fagnano al castello di Sant’Andrea in Casale?
  • VI.6  Analisi topografica delle curtes dei Bennonidi in rapporto al sistema fondiario arcivescovile
    VI.6.1  Un necessario approfondimento sul castello di Faetano, ceduto da Pietro di Bennone
  • VI.7  Nuove ipotesi ubicatorie per il castrum Conke nell’alto Medioevo,
    sviluppate sull’analisi topografica e toponomastica della vallata del fiume Conca
    VI.7.1  L’ubicazione costiera su monte Vici, nel basso Medioevo
    VI.7.2  La possibile ubicazione presso la media / bassa vallata, nell’alto Medioevo
  • VI.8  L’incastellamento tra Valconca e Valfoglia
    VI.8.1  Cerreto Abate
    VI.8.2  La scomparsa corte di Spinarella
    VI.8.3  Mondaino e Montecchio
    VI.8.4  Saludecio
    VI.8.5  Monte Pettorino / Petrino
    VI.8.6  Meleto: un casale
    VI.8.7  Montegridolfo
    VI.8.8  Toppole
  • VI.9  Insieme ai castelli: tombe (centri di stoccaggio fortificati bassomedievali),
    ca’ e ville (villaggi aperti)

Capitolo VII _ Conclusioni

  • VII.1  Ville rustiche, casali, masse, curtes, castelli, tombe e ville: una lunga trama, diversi attori,
    un’unica sceneggiatura

Ringraziamenti

Note

Fonti e bibliografia

Strumenti e indici analitici

Abbreviazioni

Cronotassi degli arcivescovi di Ravenna (dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente al X secolo)

Indice dei nomi (a cura di D. Sacco, S. Vona)

Indice dei luoghi (a cura di D. Sacco, E. Sacco, S. Vona)

Informazioni aggiuntive

Peso2,000 kg
Dimensioni21 × 29,5 × 3,1 cm
Anno di stampa

Autore

Illustrazioni

illustrazioni in bianconero e colore

ISBN

e-ISBN

ISSN

Legatura

cartonato

Lingua

italiano

Luogo di stampa

Sesto Fiorentino (FI)

Numero e Serie

6, ArcheoMed

Pagine

432

Tipologia

Libro

Open Access

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