Descrizione
Nuovi studi condotti sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis (e sulla documentazione posteriore) attuati attraverso un metodo sperimentale che ha previsto l’osmosi tra topografia, archeologia, geomorfologia, toponomastica e informatica, permettono di proporre un inedito modello evolutivo per le campagne della Pentapoli romana-orientale. Lo sviluppo di una vasta banca dati toponomastica e informatizzata, che copre il territorio pentapolitano, affiancata da informazioni di ordine archeologico, ha rischiarato i processi di trasformazione dell’habitat e del popolamento, tra Tardoantico e alto Medioevo, nella Romagna meridionale (e nelle Marche settentrionali). Il territorio della città di Rimini è osservato nella lunga diacronia sotto ogni aspetto: riassegnazioni fondiarie tardoantiche, cristianizzazione, sviluppo del sistema per casali, emersione di masse fondiarie, fondazione di edifici plebani, trasformazione di villaggi in castelli, diffusione di tombe e ville bassomedievali. Dall’opera scaturisce un rinnovato quadro interpretativo, frutto dell’attività di ricerca ormai trentennale svolta dall’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino tra la Romagna e le Marche.
- Premessa, Giorgio Calcagnini, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
- Presentazione, Federica Gonzato, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
- Saluti, Jamil Sadegholvaad, Sindaco di Rimini
- Introduzione, Daniele Sacco
Capitolo I _ Il metodo
- I.1 Obiettivi e strategie della ricerca
- I.2 Le fonti: la formazione della banca dati toponomastica
- I.3 Lo sviluppo dell’applicativo denominato COMPERIO per l’analisi della banca dati relativa al ducato della Pentapoli romana-orientale e il Breviarium Ecclesiae Ravennatis georeferenziato
I.3.1 Categorizzazione dei toponimi fondiari
Capitolo II _ Il territorio della città di Rimini nel Tardoantico
- II.1 L’organizzazione del ducato della Pentapoli
- II.2 Il termine del sistema per ville rustiche: la ridistribuzione della proprietà fondiaria nel Tardoantico
- II.3 Una plausibile presenza di depositi dell’erario presso le consolari?
- II.4 Alcune note topografiche sui tracciati viari del territorio riminese
II.4.1 Le strade consolari (Flaminia, Aemilia, Popilia)
II.4.2 La strata Regalis o Flaminia Minor
II.4.3 La via Ariminensis / Aretina / Maior / Imperialis - II.5 Immissione di edifici di culto cristiano in contesti tardoantichi
II.5.1 Il contesto archeologico di San Martino in Bordonchio e la via Popilia
II.5.2 Il contesto archeologico di San Giovanni in Còmpito e la stazione stradale sulla via Aemilia
II.5.3 Il contesto archeologico di San Michele Arcangelo in Acervulis, il pago Acervolano sulla via Aemilia
II.5.4 Il contesto archeologico di San Giovanni in Galilea nella valle dell’Uso
II.5.5 Il contesto archeologico di San Lorenzo in fundo Ampusiano qui vocatur in Monte
II.5.6 Il contesto archeologico di San Lorenzo in Vico Pupillo (o in Strada), la via Flaminia, il vico e la strata Regalis - II.6 L’evidente retaggio romano nella riorganizzazione della Pentapoli
Capitolo III _ Il territorio della città di Rimini nell’alto Medioevo.
L’organizzazione delle campagne: il sistema per casali
- III.1 I casalia del territorium di Rimini. L’avvio coevo al termine del sistema gestionale classico
per edifici rustici. La maturità, tra VIII e IX secolo. L’esito coevo a castelli e villaggi - III.2 Alcuni dati, recenti, sullo studio archeologico delle campagne
in ambito europeo e romagnolo - III.3 Censimento, analisi documentaria e topografica dei casali riminesi noti
III.3.1 Il casale Bassianum nell’alto Medioevo, il castello di Passàno nel basso Medioevo
III.3.2 Il casale Iovis nell’alto Medioevo, il castello di Santarcangelo nel basso Medioevo
e i casali Coriliano e Camariano
III.3.3 Il casale Istriano
III.3.4 Il casale chiamato Casale nel fondo Ticiano
III.3.5 Il casale Ariniano nel fondo Mariano
III.3.6 Il fundo Curdinianum con nove casali
III.3.7 Il fondo Maraciana con i suoi numerosi casali
III.3.8 Il casale Furiano nell’alto Medioevo, la villa di Friano nel basso Medioevo
III.3.9 Il casale Viciano e il villaggio / castello di Vizano
III.3.10 Il casale Turiano nell’alto Medioevo e il castello di Montetauro nel basso Medioevo
III.3.11 Il casale Viginti nell’alto Medioevo e Villa Venti nel basso Medioevo
III.3.12 Il casale Pulliolo
III.3.13 Il casale Basilii e il castello di San Giovanni in Galilea
III.3.14 Dal fondo Casalicclo al castello di Casalecchio
III.3.15 I casali di Sant’Ermete, Corpolò e Villa Verucchio lungo la via Ariminensis
III.3.16 Il casale Augustus e la villa di Casalostro
III.3.17 I casali di Mulazzano, Albereto, Meleto, Spinarella e i rispettivi castelli - III.4 I confini fondiari indicati negli atti sono attendibili? A che livello?
- III.5 L’estensione di fundi e casali è computabile? Più incongruenze che certezze
- III.6 Il punto sui casali altomedievali di Rimini
Capitolo IV _ Le masse il contenitore di tutto
- IV.1 Localizzazione e assetto delle masse riminesi
- IV.2 Le masse del quadrante N della diocesi di Rimini
IV.2.1 La doppia ipotesi sulla collocazione della massa Salutis (e la massa Ruffiense)
IV.2.2 La massa Uttianus / Utiana e la massa Atiana
IV.2.3 La massa Castruciana - IV. 3 Le masse del quadrante S della diocesi di Rimini
IV.3.1 La massa Cupiniana nella bassa valle dell’Ausa
IV.3.2 La massa Corniliana, presso il territorio di Coriano
IV.3.3 La massa Maratjana
IV.3.4 La massa Istiana
IV.3.5 La massa Ràncore
IV.3.6 Una massa lungo il basso corso dei torrenti Tavollo e Taviolo - IV.4 Il punto sulle masse riminesi: organizzazione e gestione del paesaggio nell’alto Medioevo
IV.4.1 Una nota toponomastica a margine della localizzazione delle masse pentapolitane
in rapporto a gualdi e gaggi
Capitolo V _ Formazione e assetto del reticolo plebano della diocesi di Rimini
- V.1 Il reticolo plebano della diocesi di Rimini nell’alto Medioevo
V.1.1 San Martino in Bordonchio, la Popilia e il fondovalle tra Uso e Marecchia
V.1.2 San Giovanni in Còmpito e l’incrocio sulla via Emilia
V.1.3 San Vito e la via Emilia
V.1.4 Santa Stefania (o Paola) in Roncofreddo
V.1.5 San Michele Arcangelo in Acervulis e la via Emilia
V.1.6 San Giovanni in Galilea nella valle dell’Uso
V.1.7 San Martino in Murisiano
V.1.8 San Giovanni in Bulgaria Nuova
V.1.9 San Lorenzo in Monte Apusano e i retaggi della gens Apusia
V.1.10 San Gaudenzio, la Flaminia e il monte Auxiliare: un colle ritrovato
V.1.11 San Lorenzo di Riccione, le vie Flaminia e Regalis e il vico Pupillo
V.1.12 Santa Innocenza in Montetauro, la strata Regalis e la media vallata del Marano
V.1.13 San Savino, la strata Regalis e l’anomala progressione al di là del Conca
V.1.14 Sant’Erasmo in Misano e la valle del Conca
V.1.15 Sant’Andrea que vocatur Casariola è mai esistita?
V.1.16 San Giorgio in Conca e il suo possibile spostamento a valle
V.1.17 San Laudizio tra Valfoglia e Valconca - V.2 Il reticolo plebano della diocesi di Rimini nel basso Medioevo
V.2.1 Sant’Angelo in Salute e la massa Salutis
V.2.2 San Martino in Rafaneto di Verucchio sulla via Ariminensis
V.2.3 Santa Cristina sull’Ausa
V.2.4 San Giovanni in Cella Iovis, la pieve del villaggio di “Cellula”, poi castello di Cerasolo
V.2.5 San Patrignano tra Ausa e Marano e alcune altre chiese ritenute pievi “dubbie”
V.2.6 San Lorenzo in Berco e il castello di Trappola
V.2.7 Santa Colomba in Inferno presso la massa Maratjana
V.2.8 Ragionando sulla topografia plebana della diocesi di Rimini
Capitolo VI _ Il fenomeno dell’incastellamento nel territorio diocesano di Rimini
alla luce dei nuovi dati topografici
- VI.1 Moventi, momenti, attori, luoghi, numeri dell’incastellamento nel territorio di Rimini
- VI.2 L’incastellamento di presumibile matrice ecclesiastica (arcivescovi, vescovi, enti monastici)
VI.2.1 L’incastellamento della curtis arcivescovile, e centro di stoccaggio, di Montiano
VI.2.2 L’incastellamento della curtis arcivescovile di Libiàno (o Libàno)
nel piviere di San Martino in Bordonchio
VI.2.3 Le corti di Sala, Pisciatello, il castello di Casaliclo e quello di Castellabate
VI.2.4 L’incastellamento della curtis arcivescovile di Iuvidìa nel piviere di San Vito
(e le corti di San Vito e di San Patrignano)
VI.2.5 Il castello vecchio di Savignano sul Rubicone
VI.2.6 Il castello di Gaio (Gaggio)
VI.2.7 Il casale Iovis e il castello di Santarcangelo sul Mons Iovis
VI.2.8 La curtis Galli nel plebato di Santarcangelo e il castello di Castel dell’Uso
VI.2.9 L’incastellamento della massa Corniliana e delle aree limitrofe
VI.2.10 L’incastellamento della massa Maratjana e delle aree limitrofe
VI.2.11 L’incastellamento della curtis di San Giovanni in Mariniano nella bassa Valconca
VI.2.12 L’incastellamento della curtis arcivescovile di Sant’Ermete e delle Terre di Focara,
nel nord delle Marche - VI.3 Ciò che è dato e ciò che è trattenuto. Lo stoccaggio dei prodotti fondiari colonici
in canave e cellule - VI.4 Per approfondire: influenze dei fattori morfologici, geologici e geomorfologici nella scelta
di alcuni insediamenti del territorio riminese utili allo stoccaggio dei prodotti colonici
(V. Guerra, C. Guerra, D. Sacco) - VI.5 L’incastellamento di presumibile matrice laica
VI.5.1 I castelli marecchiesi di Verucchio, Sajano, Montebello, Torriana e i Malatesti
VI.5.2 Il caso dei Bennonidi: l’incastellamento di Morciano di Romagna e l’abbazia
di San Gregorio in Conca
VI.5.3 Dalla curtis di Fagnano al castello di Sant’Andrea in Casale? - VI.6 Analisi topografica delle curtes dei Bennonidi in rapporto al sistema fondiario arcivescovile
VI.6.1 Un necessario approfondimento sul castello di Faetano, ceduto da Pietro di Bennone - VI.7 Nuove ipotesi ubicatorie per il castrum Conke nell’alto Medioevo,
sviluppate sull’analisi topografica e toponomastica della vallata del fiume Conca
VI.7.1 L’ubicazione costiera su monte Vici, nel basso Medioevo
VI.7.2 La possibile ubicazione presso la media / bassa vallata, nell’alto Medioevo - VI.8 L’incastellamento tra Valconca e Valfoglia
VI.8.1 Cerreto Abate
VI.8.2 La scomparsa corte di Spinarella
VI.8.3 Mondaino e Montecchio
VI.8.4 Saludecio
VI.8.5 Monte Pettorino / Petrino
VI.8.6 Meleto: un casale
VI.8.7 Montegridolfo
VI.8.8 Toppole - VI.9 Insieme ai castelli: tombe (centri di stoccaggio fortificati bassomedievali),
ca’ e ville (villaggi aperti)
Capitolo VII _ Conclusioni
- VII.1 Ville rustiche, casali, masse, curtes, castelli, tombe e ville: una lunga trama, diversi attori,
un’unica sceneggiatura

















In collaborazione con la SAMI, Società degli Archeologi Medievisti Italiani