Tradizioni costruttive nell’Alto e Medio Adriatico (secoli VII-XI). Eredità e innovazione nell’alto Medioevo

52,00

Autore: Serena Zanetto
Anno di stampa: 2017
ISBN: 9788878148024
e-ISBN: 9788878148031

Descrizione

Studiare l’architettura altomedievale significa riprendere in mano i fili della tradizione classica per comprendere i grandi cambiamenti tecnologici intervenuti a partire dalla tarda antichità. La frammentarietà geografica, e l’instabilità dei nuovi assetti, determinano l’emergere dei localismi e la semplificazione del ciclo costruttivo. Sopravvivono, tuttavia, singolari esempi di un’architettura ‘di pregio’, che è figlia delle alte committenze e che è per lo più destinata al culto; vescovi, dogi, duchi, principi, sono infatti i soli in grado di catalizzare risorse e manodopera specializzata da impiegare in ambizioni cantieri costruttivi. Poiché è attraverso questi cantieri che passano le novità più importanti, e poiché i luoghi di culto rappresentano un punto di vista privilegiato per studiare l’architettura alto-medievale, il focus di questo lavoro viene posto su una serie di chiese e di complessi architettonici di committenza molto alta, distribuiti lungo le coste alto adriatiche e dalmate. Alcuni di essi, come il complesso episcopale di Aquileia, rappresentano dei punti chiave per conoscere l’evoluzione delle tecniche costruttive e sono da molto tempo al centro di dibattiti, soprattutto di storici dell’arte e dell’architettura, per la complessità delle loro sequenze stratigrafiche che dalla tarda – antichità arrivano al romanico senza soluzione di continuità. L’analisi archeologica degli alzati, e una revisione critica della bibliografia, hanno consentito di avanzare nuove proposte interpretative sulle fasi costruttive di questi siti chiave e sulle loro cronologie, prima di allargare il focus a tutto l’Alto Adriatico e alla Dalmazia, al fine di ricomporre un quadro più ampio sulle tecniche costruttive diffuse tra i secc. VII-XI. Si tratta di un’area che è stata teatro di importanti cantieri edilizi e che è stata punto di incontro di culture e tradizioni costruttive differenti, perché intermedia tra il mondo continentale europeo e quello bizantino. Ricostruendo la progettualità che sta dietro a un’architettura, analizzandone la planimetria, le tecniche murarie, gli elementi strutturali e architettonici, è stato possibile riconoscere tradizioni costruttive e contaminazioni culturali, nonché ricostruire in via preliminare le tappe destinate a sfociare nella rivoluzione del Romanico.

Sommario

I. Introduzione

I.1 Obiettivi e finalità
I.2 Metodologia e piano del lavoro
I.2.1 Casi studio
I.2.2 Il tracciamento della pianta
I.2.3 I modelli planimetrici
I.2.4 Tecniche murarie
I.2.5 Elementi strutturali interni
I.2.6 Elementi strutturali esterni ed elementi architettonici
I.2.7 Maestranze e committenti

II. Revisione critica e analisi stratigrafica di alcuni complessi architettonici, con fasi dalla tarda Antichitá al primo Romanico

II.1 L’entroterra adriatico nord-occidentale
II.1.1 Aquileia, complesso patriarcale
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.2 La Laguna veneta
II.2.1 Torcello, complesso episcopale
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.2.2 Venezia, Basilica di San Marco
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.2.3 Venezia, chiesa monastica di San Zaccaria
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.2.4 Venezia, chiesa monastica di San Nicolò di Lido
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.3 La penisola istriana
II.3.1 Parenzo, complesso episcopale
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.3.2 Orsera, monastero di San Michele di Leme
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.3.3 Brioni Maggiore, basilica e complesso di Santa Maria
1. Contesto (p. 99); 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.3.4 Peroj, chiesa di Santo Stefano
1. Contesto (p. 107); 2. Indagini pregresse; 3. Sequenza stratigrafica; 4. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.3.5 Rovigno, chiesa di Santissima Trinità
1. Contesto; 2. Indagini pregresse; 3. Sequenza stratigrafica; 4. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.4 La costa dalmata
II.4.1 Nona, chiesa di Santa Croce
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.4.2 Zara, complesso episcopale
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.4.3 Zara, San Pietro Vecchio e Sant’Andrea
1. Contesto ; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse ; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e
dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.4.4 Zara, chiesa di Santa Maria in Stomorica
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)
II.4.5 Spalato, chiesa di San Nicola
1. Contesto; 2. Fonti relative alle fabbriche tardoantiche e medievali; 3. Indagini pregresse; 4. Sequenza stratigrafica; 5. Osservazioni e dibattito critico; 6. Tecniche costruttive (secoli VII-XI)

III. Progettare lo spazio: il tracciamento della pianta

III.1 Dal progetto all’inizio del cantiere
III.2 Gli strumenti della geometria
III.2.1 Linee guida dalla tarda Antichità alla prima età romanica
III.2.2 Pratica o teoria?
III.2.3 Applicazioni della geometria: casi studio
III.3 La metrologia
III.3.1 Sistemi metrici nell’alto Medioevo: una sintesi
III.3.2 La ricerca dell’unità prima: il metodo
III.3.3 Gli esiti dei casi esaminati
III.4 L’orientamento degli assi
III.5 Considerazioni conclusive

IV. I modelli planimetrici delle chiese (secoli vii-xi). Classificazione, origine, diffusione

IV.1 Introduzione e metodologia
IV.1.1 Introduzione
IV.1.2 Metodologia e strumenti
IV.2 Classificazione
A. Chiese anabsidi
B. Chiese con absidi inscritte
C. Chiese con absidi libere
D. Chiese a croce libera
E. Chiese con absidi radiali
IV.3 ‘Iconografia delle piante’ tra VII e XI secolo nell’Alto Adriatico: una sintesi
IV.3.1 Il VII secolo: uno spartiacque
IV.3.2 I secoli VIII e IX: nuove tipologie architettoniche
IV.3.3 Il X secolo: un periodo sottostimato?
IV.3.4 XI secolo: l’età delle basiliche
IV.4 Conclusioni

V. Le tecniche murarie dalla tarda Antichitá al ritorno dell’opera in conci. Tipologie, risorse, tradizioni costruttive, committenze

V.1 La Laguna di Venezia
V.1.1 Geologia e materie prime
V.1.2 Tecniche murarie e fondazioni
V.1.3 Catalogo delle tecniche murarie
V.2 Le coste e le lagune del Friuli-Venezia Giulia .
V.2.1 Geologia e materie prime
V.2.2 Tecniche murarie e fondazioni
V.2.3 Catalogo delle tecniche murarie
V.3 L’Istria
V.3.1 Geologia e materie prime
V.3.2 Tecniche murarie e fondazioni
V.3.3 Catalogo delle tecniche murarie
V.4 La Dalmazia
V.4.1 Geologia e materie prime
V.4.2 Tecniche murarie e fondazioni
V.4.3 Catalogo delle tecniche murarie
V.5 Tecniche murarie nell’Alto Adriatico e in Dalmazia, tra tarda Antichità e pieno Romanico
V.5.1 La tarda Antichità (secoli IV-VII): abbandono di antiche tecnologie e nuovi cicli di produzione
V.5.2 L’alto Medioevo (secoli VIII-IX): riduzione della domanda e riemergere dei localismi
V.5.3 Un Romanico strisciante (secoli X-XI)
V.5.4 L’affermazione del Romanico (secoli XII-XIII)
V.6 L’evoluzione delle tecniche murarie in Dalmazia e nell’Alto Adriatico in una prospettiva più ampia

VI. Gli elementi strutturali interni: dalle colonne ai pilastri compositi, dagli archi alle cupole. Ereditá e innovazione

VI.1 Tipologia dei sostegni verticali
VI.1.1 Dalla tarda Antichità al X secolo
VI.1.2 Secoli X-XI
VI.2 Le arcate
VI.2.1 Strutture lignee provvisorie e proporzioni
VI.2.2 Materia prima
VI.2.3 Ghiere e altri elementi decorativi
VI.2.4 L’ampiezza degli archi nelle basiliche
VI.3 Le volte a botte
VI.4 Le volte a botte compenetrate
VI.5 Le volte a crociera
VI.6 I catini o le semicupole
VI.7 Le volte a vela e le cupole
VI.8 Conclusioni

VII. Gli elementi strutturali esterni e gli elementi architettonici

VII.1 Aperture
VII.1.1 Finestre
VII.1.2 Ingressi
VII.2 Elementi strutturali e/o decorativi esterni
VII.3 Conclusioni

VIII. Maestranze e committenti: considerazioni conclusive

VIII.1 Architetture e tecniche costruttive in rapporto alle geografie del potere: una sintesi
VIII.1.1 L’eredità tardoantica dopo il VII secolo
VIII.1.2 L’età del ducato longobardo in Friuli
VIII.1.3 Carolingi e Bizantini nell’Adriatico: fine VIII-IX secolo
VIII.1.4 X secolo: nuovi equilibri
VIII.1.5 XI secolo: Venezia e la Dalmazia
VIII.2 Le maestranze
VIII.2.1 Le componenti bizantine
VIII.2.2 La componente longobarda
VIII.2.3 Le componenti carolinge e tedesche
VIII.3 Considerazioni conclusive

Bibliografia

Ringraziamenti

Abstract

 

Informazioni aggiuntive

Peso 1.333 kg
Dimensioni 21 x 29 x 1.7 cm
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