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Antropologia e paleopatologia dell’Antico Egitto

Sabato 9 novembre, ore 17, Museo Civico Archeologico.

La ricerca multidisciplinare sulla mummia di bambino e gli altri resti umani, attraverso un’accurata combinazione di elementi antropologici, radiologici, chimico-fisici e di ricostruzioni tridimensionali, dà un ulteriore contributo alla riscoperta della raccolta dei Musei Civici.

Incontro con: Francesco M. Galassi, paleopatologo, Flinders University; Elena Varotto, antropologa, Università di Catania.

Presenta Daniela Picchi, responsabile sezione egiziana del Museo Civico Archeologico di Bologna e curatrice del programma di diagnostica e manutenzione conservativa della raccolta modenese.

Ingresso libero

www.museicivici.modena.it/it/notizie/antropologia-e-paleopatologia-dell2019antico-egitto

Cristiana Zanasi
Curatrice Museo Civico Archeologico Etnologico e Parco della Terramara di Montale

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Zecche, monete ed economia

locandina presentazione atti del convegno del grosso

Massa Marittima – Biblioteca Comunale Gaetano Badii,

piazza XXXIV maggio – Sabato 16 novembre 2019 – ore 16,30

  • introducono Irene Marconi (assessore alla cultura) e Lidia Bai (presidente del Parco nazionale delle colline metallifere)

  • intervengono Giuliano Pinto (università di Firenze) e Monica Baldasarri (curatrice del volume)

  • saranno presenti gli autori

Presentazione del libro:

Massa di Maremma e la Toscana nel basso Medioevo: zecche, monete ed economia

30,00

Autore: Monica Baldassarri (a cura di)
Anno di stampa: 2019
ISBN: 9788878148949
e-ISBN: 9788878148956

eBook

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Descrizione

Per celebrare i Settecento anni trascorsi dall’apertura della propria zecca, nel 2017 il Comune di Massa Marittima ha promosso una serie di eventi scientifici e di alta divulgazione. Con la curatela di Monica Baldassarri, è stato progettato un percorso articolato che si è dispiegato lungo tutto l’anno, prendendo avvio da una mostra allestita nel Complesso Museale di San Paolo all’Orto. È stata questa l’occasione per inquadrare il contesto socio-economico e politico nel quale presero avvio le attività della zecca di Massa, raccogliendo le principali emissioni monetarie delle officine toscane attive tra tardo Duecento e Trecento. Una valenza particolarmente significativa ha avuto inoltre l’esposizione dei conii dell’atelier massetano, insieme al contratto di appalto della zecca (1317), restaurato per l’evento. Le celebrazioni sono proseguite con un convegno di studi tenutosi nell’ex Convento delle Clarisse dal titolo “Per una storia economica e sociale della Toscana bassomedievale: le monete e le zecche”, durante il quale sono stati analizzati con taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono offrire alla ricostruzione dei fenomeni economici e sociali che caratterizzarono la Toscana tra il tardo XIII e la fine del XIV secolo. Questa pubblicazione raccoglie gli atti di quell’incontro di studi al quale hanno contribuito numismatici, archeologi e storici, dando conto degli esiti dei più recenti studi sull’argomento e in relazione a temi storici più ampi: dall’approvvigionamento dei metalli monetabili, alle varie fasi di lavorazione e ai relativi indicatori materiali in opifici ufficiali e clandestini, fino alle caratterizzazione delle maestranze coinvolte; dalla distribuzione dei ritrovamenti numismatici fino ai movimenti in diversi settori economici. L’ultima sezione accoglie il catalogo scientifico della mostra, che illustra le coniazioni delle zecche medievali toscane, i torselli e le emissioni del Comune di Massa di Maremma, oltre alle monete recuperate con gli scavi condotti in contesti medievali cittadini. Il volume rappresenta perciò non solo un documento importante per la storia della zecca di Massa, sulla quale si riuniscono le conoscenze più aggiornate, ma anche un quadro sull’attualità delle ricerche sulle zecche e sulla monetazione della Toscana nel basso Medioevo e con particolare riguardo al Trecento, quale momento topico per la storia economica e sociale dell’intera regione.

Sommario
  • Presentazioni
  • Introduzione, Monica Baldassarri
PARTE I
  • 1. La zecca: tecnologia e sacralità, simbologia e identità, Lucia Travaini
  • 2. Zecche e monetieri nella Toscana bassomedievale tra passate e recenti ricerche, Monica Baldassarri
  • 3. La zecca affidata: zecchieri italiani nelle zecche straniere nel Trecento, William R. Day Jr
  • 4. La zecca e le monete di Massa di Maremma, Massimo Sozzi

PARTE II

  • 5. Nuovi dati sulla zecca di Firenze. Le indagini archeologiche, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Giovanni Roncaglia
  • 6. Zecche clandestine e falsari nel Medioevo: dati storici e archeologici sulla Toscana e aree limitrofe, Monica Baldassari, Isabella Carli
  • 7. Montieri. Formazione e sviluppo di un castello minerario e della sua zecca, Giovanna Bianchi, Cristina Cicali
  • 8. Le Colline Metallifere Grossetane e il territorio di Massa Marittima nel basso Medioevo: le ricerche sui contesti minerari. Stato dell’arte, metodologie di studio, recenti indagini, Luisa Dallai, Cinzia Lombardi, Maurizio Negri
  • 9. Archeologia urbana a Massa Marittima. Un quartiere medievale emerge nel cantiere di restauro delle mura, Giuseppe Alessandro Fichera, Cristina Cicali

PARTE III

  • 10. Monete, mercanti e imprenditori nella Lucca tardomedievale, Ignazio Del Punta
  • 11. Oltre la terra. L’economia non agraria dell’aretino fra Duecento e prima metà del Trecento, Gian Paolo G. Scharf
  • 12. L’economia di Pisa nella seconda metà del Trecento. Qualche riflessione a partire dal commercio della lana nella documentazione datiniana, Alma Poloni
  • 13. Volterra nel Trecento, Alessandro Furiesi
  • 14. Massa di Maremma e i rapporti con Siena tra il 1270 al 1335. Dalla dipendenza finanziaria alla sottomissione, Marco Paperini

PARTE IV

  • 15. Monete e zecche nella Toscana del Trecento. Catalogo della mostra (Massa Marittima, 13 maggio 2017 – 14 gennaio 2018)

Informazioni aggiuntive

Peso0.460 kg
Dimensioni29 × 21 × 0.9 cm
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Il ventre e nel ventre

Una favola breve - Materia e Arte 4 - copertina

28 Novembre 2019, aula 113 – Convegno

Il ventre e nel ventre

Riflessioni sull’infanzia dall’antichità a oggi

Programma

ORE 10 – SALUTI ISTITUZIONALI

  • Elio Franzini, Rettore dell’Università degli Studi di Milano
  • Francesco Auxilia, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute
  • Alberto Bentoglio, Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali
  • Iole Fargnoli, Referente del curriculum in Diritto Romano e Diritto delle Antichità della Scuola di Dottorato in Scienze giuridiche
  • Patrizia Piacentini, Coordinatore del Dottorato in Scienze del patrimonio letterario, artistico e ambientale

SESSIONE I: ORE 10.30-13.30 – LA DIGNITÀ DEL MINORE. ELEMENTI LETTERARI E GIURIDICI – Moderano: Cristina Cattaneo & Claudia Lambrugo

10.30-11.00 – Laura Pepe (Università degli Studi di Milano) – Feti e neonati tra Atene e Gortyna

11.00-11.30 – Eva Cantarella (già Università degli Studi di Milano) – Ventrem locare

Coffee break (Sala ex Presidenza di Facoltà di Studi Umanistici)

12.00-12.30 – Claudia Storti (Università degli Studi di Milano) – Questioni sull’infanzia nel diritto medievale

12.30-13.30 – Jacopo Tabolli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo) e Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche) presentano il volume: C. Lambrugo (a cura di), Una favola breve. Archeologia e antropologia per la storia dell’infanzia

13.30-14.30 – Pausa pranzo/buffet (Sala ex Presidenza di Facoltà di Studi Umanistici)

SESSIONE II: ORE 14.30-18.30 – LA DIGNITÀ DEL MINORE. ELEMENTI ANTROPOLOGICI E ARCHEOLOGICI – Moderano: Maristella Bergaglio & Laura Pepe

14.30-15.00 – Irene Maffi (Université de Lausanne) – Le rappresentazioni della gravidanza in Tunisia tra biomedicina e teorie della tradizione arabo-islamica

15.00-15.30 – Maristella Bergaglio (Università degli Studi di Milano) – Dal ventre alla terra

15.30-16.00 – Claudia Lambrugo (Università degli Studi di Milano) – Sulla dignità del feto: qualche osservazione dai dati archeologici

16.00-17.00 – Visita della Cà Granda & Coffee break (Sala ex Presidenza di Facoltà di Studi Umanistici)

17.00-17.30 – Chrissy Bourbou (Université de Fribourg CH; Senior Research Associate SNSF) – Little people, little things: The bioarchaeological and stable isotope study of the Aventicum non-adults, Roman Switzerland (1st-3rd c. AD)

17.30-18.00 – Cristina Cattaneo (Università degli Studi di Milano) – Cosa può raccontare il patrimonio scheletrico sull’infanzia?

18.00-18.30 – Discussione con brevi interventi programmati

Convegno organizzato da: Maristella Bergaglio & – Claudia Lambrugo (Dipartimento di Beni – Culturali e Ambientali); Laura Pepe (Dipartimento – di Diritto Privato e Storia del Diritto); Cristina Cattaneo (Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute)

Visualizza / scarica la locandina in formato pdf: Convegno-28-Novembre-2019-locandina

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Centro Ligure per la Storia della Ceramica

Centro Ligure per la Storia della Ceramica

Il Centro Ligure per la Storia della Ceramica promuove lo studio e la conoscenza della ceramica nei suoi vari aspetti, da quello artistico a quello archeologico, da quello storico a quello tecnologico.Dal  1968 vengono organizzati Convegni Internazionali annuali, i cui ATTI, puntualmente editi costituiscono uno dei più importanti strumenti a livello europeo per gli studi dulla ceramica. Il prestigio internazionale del Centro è confermato dall’adesione ad esso di istituzioni ceramologiche europee e di un numero cospicuo di studiosi e ricercatori italiani e esteri.

La collezione del Centro Ligure per la Storia della Ceramica si è costituita grazie alle donazioni di numerosi soci (tra cui, in particolare il consistente lascito di Francesco Torterolo) e acquisti da parte del Centro stesso e si compone di 138 pezzi, con prtevalenza di materiale ligure.

Gran parte della collezione è esposta nel Museo Trucco ad Albisola Superiore; qui si presentano, per la loro fruizione, alcuni materiali di produzione ligure che vengono a completare il quadro sulla ceramica savonese.

The Ligurian Centre for the History of Ceramic occupies with widely understood research of Ligurian ceramics. It prides with annual organisation of an international convention and publication of its proceedings (ATTI). Its collection, built from donation and purchase, is exposed primarily in Museo Trucco. The artefacts presented here complete the story of Ligurian caramic told throughout the museum route.


LI Convegno 2018: Ceramica 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica

58,00

Anno di stampa: 2019
ISBN: 9788878149601
e-ISBN: 9788878149618

eBook

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Descrizione

Il volume raccoglie gli Atti del LI Convegno Internazionale della Ceramica sul tema “Ceramica 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica” tenutosi presso il Centro Ligure per la Storia della Ceramica (Savona), 5-6 ottobre 2018.

Comunicazioni a tema

  • Monica Baldassarri, Gabriella Garzella, Marcella Giorgio, Pisa Città della Ceramica: comunicare una tradizione secolare ormai (quasi) dimenticata
  • Alessandro Mandolesi, Giada Cerri, Elena Janniello, Prospettive museali e comunicative per il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino
  • Federica Facchetti, Le nuove Gallerie della Cultura Materiale del Museo Egizio: la ceramica
  • Irene Sarcinelli, Elisa Sartori, Uno sguardo nei depositi. L’esposizione multimediale dei reperti ceramici di Castelnovo del Friuli
  • Viviana Carbonara, Diletta Colombo, Davide Delfino, Verso nuove comunicazioni del reperto archeologico: le sperimentazioni tattili e ludiche del Museo Sannitico di Campobasso
  • Luca Zamparo, Emanuela Faresin, Lo studio, la digitalizzazione e la valorizzazione della ceramica greca e magno-greca in Veneto
  • Carlo Battini, Valeria d’Aquino, La documentazione della fornace di Tugio di Giunta a Firenze: tecnologie 3d per l’archeologia
  • Francesca Anichini, Maria Letizia Gualandi, Una “rete neurale” per il riconoscimento automatico della ceramica. Il progetto ArchAIDE
  • Sara Loreto, L’uso dei database come strumento di catalogazione: il caso di Gropello Cairoli (PV)
  • Marion Jobczyk, Maria Teresa Montemurro, Un Relational Database Management System per le necropoli di Siris-Herakleia
  • Paolo de Vingo, Sara Graziano, Alessio Paonessa, Giulia Zavattieri, Catalogazione, classificazione e interpretazione: una proposta per informatizzare i dati dei materiali delle terme occidentali di Albintimilium (IM)

Poster a tema

  • Margherita Cancellieri, Paola Rinnaudo, Le ceramiche nei Musei Archeologici di Priverno: fruizione e valorizzazione
  • Adele Bonofiglio, Le Ceramiche della Sibaritide. Dal Bronzo Medio alla Ceramica Comune. Prospettive future
  • Raffaella Carta, Maria Francesca Porcella, L’antica dispensa del convento di San Domenico. Mostra di un contesto chiuso (XIII-XIV secolo) per valorizzare un monumento nel quartiere storico di Villanova a Cagliari

Ceramica ligure: nuove esperienze e spunti di ricerca

  • Franco Miglietta, Claudio Capelli, Marco Martini, Il Cristo con le mani legate della collezione di ceramiche di Costantino Barile (1886-1968)
  • Simone Casale, Claudio Capelli, Nina Jaspers, Luc Megens, Francesca Bulgarelli, Nuovi riscontri archeometrici sulla produzione di maioliche in stile compendiario ad Albissola Marina
  • Simone Casale, Claudio Capelli, Dennis Braekmans, Patrick Degryse, Corinne Hofman, Silvana Gavagnin, Joseph Sony Jean, La ceramica a Taches Noires albisolese e la sua distribuzione nel mercato coloniale. Un caso di studio archeometrico da Haiti
  • Magda Tassinari, Pietro Aschieri e Arturo Martini per la tomba Bandini di Zinola a Savona: architettura, scultura e ceramica unite in armonia per l’aldilà

Comunicazioni a tema libero

  • Mauro Cortelazzo, Produzioni ceramiche in Valle d’Aosta tra medioevo ed età moderna: un primo esame critico
  • Carmen Ravanelli Guidotti, Vasellami di Faenza per una farmacia a Genova
  • Marino Marini, Nuovi contributi per lo studio del ‘Servizio spagnolo’ di Guidobaldo II
  • Barbara Ciarrocchi, Marco Ricci, Storie da un Palazzo 2. Contesti di vita dagli scavi di Palazzo Altemps
  • Maria Cristina Leotta, La ceramica dipinta a bande rosse di Privernum
  • Lester Lonardo, Circolazione e diffusione delle produzioni da mensa di area centromeridionale tra Puglia e Campania in età moderna: lo scavo del giardino pensile di Palazzo Lembo a Baselice (BN)
  • Carla Aleo Nero, Palermo. Nuovi dati da scavi urbani per lo studio della ceramica di età islamica
  • Carla Aleo Nero, Monica Chiovaro, Antonio Di Maggio, Palermo, Palazzo Reale: contesti ceramici tra età islamica e normanna
  • Françoise Dejoas, Le maioliche spagnole di Eraclea Terranova: appunti per una presenza continua di maioliche spagnole
  • Elvira D’Amico, Graffite bizantine dallo scavo dell’Isolato 327 (Liceo La Farina) a Messina
  • Salvina Fiorilla, Scicli: Chiesa madre di S. Matteo. Scavi e rinvenimenti

Poster a tema libero

  • Francesco Brogi, Giovanni Maccherini, La ceramica ad Asciano (SI). Ritrovamenti nel centro storico (secoli XIV-XIX)
  • Giulio Busti, Franco Cocchi, Verso il Duemila. Sperimentazioni e innovazioni nella Ceramica Umbra del Novecento
  • Jacopo Russo, La vita a Tusculum nel Medioevo, alla luce dei contesti ceramici. Nuovi dati dall’immondezzaio della rocca
  • Gaetana Liuzzi, Primi dati sul vasellame da mensa dal convento di Santa Maria del Monte a Montella
  • Maria Reginella, Paola Scibilia, Il lambris del refettorio dell’Istituto Maria Adelaide a Palermo
  • Barbara Cavallaro, Nuovi dati dallo studio sulle tegole (seconda metà del IV sec. a.C.-II sec. d.C.) dalla collina di S. Marco di Paternò (CT)
  • Maria Flavia Lo Regio, Italo Panella, La ceramica siciliana di Ena D’Amico Di Prima (Caserta, 1913-Catania, 2012)
  • Luca Arioli, Vittoria Canciani, Mirka Disarò, Chiara Maria Marchetti, Tarquinia romana: prime riflessioni su classi e produzioni

Norme per gli elaborati

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Peso0.580 kg
Dimensioni17 × 24 × 1.2 cm
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Il rupestre e l’acqua nel Medioevo

Locandina - Il rupestre e l'acqua.

Nei giorni 18 -19 ottobre si svolgerà a Soriano nel Cimino, nella sala consiliare del palazzo comunale, il convegno “Il Rupestre e l’acqua: religiosità, quotidianità, produttività” (terzo convegno nazionale di studi. Italia centrale, meridionale e insulare).

L’evento è organizzato dal dipartimento Distu dell’ università degli Studi della Tuscia in collaborazione con il comune museo Civico Archeologico e l’ente Sagra di Soriano nel Cimino. Filo conduttore delle giornate di studio sarà l’acqua, un argomento che permette di affrontare tematiche di ambito sia religioso che civile, in contesti urbani o rurali.
Al centro del dibattito scientifico oramai consolidato si auspica un’ulteriore messa a punto sulle metodologie di studio. Parteciperanno al convegno, coordinato da Elisabetta De Minicis e Giancarlo Pastura, esponenti delle principali università dell’Italia meridionale e insulare (università del Molise, università della Basilicata, Sapienza università di Roma, università Tor Vergata di Roma, università di Cagliari) e di diversi enti di ricerca e tutela.
Alle ore 17 di sabato 19 la presentazione del volume “Le catacombe della Tuscia viterbese. Contributo alla storia del territorio tra tarda antichità e alto medioevo” curato da Ceci F., Fiocchi Nicolai V., Pastura G., a cui farà seguito una visita alla catacomba di S. Eutizio che chiuderà la seconda giornata di convegno.


Dopo due Convegni dedicati agli insediamfnti rupestri di età medievale, che hanno visto un interessante confronto scientifico tra gli studi avviati negli anni ’90 sul territorio del Lazio ed altre realtà dell’Italia centrale, meridionale e insulare (“Gli insediamenti rupestri di età medievale: abitazioni e strutture produttive’; Grottaferrata-Roma, 27-29 ottobre 2005;”Insediamenti rupestri di età medievale nell’Italia centrale e meridionale. L’organizzazione dello spazio nella mappatura dell’abitato’; Vasanello-VT, 24-25 ottobre 2009), si propone di organizzare un nuovo incontro che permetta agli studiosi (appartenenti a diverse Università italiane o altri Enti ricerca) che si interessano delle realtà rupestri di avere un nuovo momento di discussione anche a livello interdisciplinare. Il tema dell’Archeologia rupestre, inoltre, è stato recentemente inserito nelle Sezioni tematiche dell’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Medievale organizzato dalla Società Archeologi Medievisti ltaliani(Matera 12-15 settembre 2018) ed è, quindi, di grande attualità. Scegliendo come filo conduttore un argomento così importante come l’acqua che permette di affrontare tematiche di ambito sia religioso che civile, in contesti urbani o rurali, e tenendo conto degli importanti progressi scientifici ottenuti, nell’ultimo decennio, dall’applicazione di nuove tecnologie, si vuole, attraverso studi specialistici su realtà locali ben confrontabili tra di loro, mettere al centro di un dibattito scientifico, ormai consolidato, una ulteriore messa a punto sulle metodologie di studio.

Elisabetta De Minicis, Giancarlo Pastura


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Romarchè 10. Parla l’archeologia

Prossima edizione di Romarchè 10. Parla l’archeologia, che si svolgerà a Roma dal 30 maggio al 2 giugno 2019 e, quest’anno, sarà incentrata sul tema dei paesaggi culturali.

Di seguito i temi:

Il paesaggio culturale oggi

La definizione degli elementi costitutivi e degli attributi del paesaggio culturale nelle sue più attuali interpretazioni attraverso una riflessione improntata al confronto tra ricerca ed esperienza nei territori.

Il paesaggio come patrimonio condiviso

Riflessioni e pratiche su percorsi partecipativi di sensibilizzazione delle comunità al tema del paesaggio culturale come parte integrante di un patrimonio collettivo da proteggere e valorizzare.

Nello sguardo, tra spazio e tempo

Affrontare il tema del paesaggio collocandone il valore estetico all’interno della storia dell’uomo come risultanza di una rappresentazione della realtà peculiare per ogni civiltà, in una prospettiva di dialogo interdisciplinare tra antropologia, archeologia, storia e architettura.

Vincolo e opportunità in una costruzione controllata

La gestione dinamica del paesaggio in ambito culturale presuppone uno studio attento delle pianificazioni in equilibrio tra spinte contrapposte: tra esigenze di tutela e strategie di sviluppo economico in una logica adattativa.

Scarica il programma in formato pdf: Call for papers, Landscapes – Paesaggi culturali

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La secolare mansio di Forum Gallorum

Mansio di Forum gallorum, mostra 2019.

Comune di Castelfranco Emilia e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara  in collaborazione con Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Università degli Studi di Bologna e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Mansio, dal verbo manere, fermarsi, rimanere. Era detta così la stazione di sosta situata lungo le strade romane, messa a disposizione di dignitari, ufficiali o chiunque viaggiasse per ragioni di stato. Una mostra illustra la mansio scoperta di recente lungo la via Emilia, a ovest dell’abitato di Castelfranco. Una struttura rimasta in vita per circa seicento anni, dall’inizio del II sec.a.C. al V sec.d.C., che ha restituito molti reperti di eccezionale valore storico

Una sosta lungo la via Emilia, tra selve e paludi.

La mansio di Forum Gallorum a Castelfranco Emilia

Mostra archeologica curata da Sara Campagnari, Francesca Foroni e Diana Neri

Museo Civico Archeologico “Anton Celeste Simonini”
Palazzo Piella, Corso Martiri 204
Castelfranco Emilia (MO)
dal 13 aprile al 10 giugno 2019

martedì e venerdì dalle 10 alle 12,30 – sabato dalle 16.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12.30 – ingresso gratuito

per info, visite guidate e aperture a richiesta: Ufficio Museo 059 959367 – Associazione Forum Gallorum 347 1665570 – museocivico@comune.castelfranco-emila.mo.it

Altre info su http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/castelfranco_mostra_2019.htm

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Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale di Crecchio (CH)

Crecchio - Castello Museo

VII Premio Riccardo Francovich 2019 – conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri Soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. Vittoria del Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale – Castello Ducale – Crecchio.

Comunicato stampa

Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio, presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, la V edizione di TourismA, manifestazione dedicata all’archeologia ed al turismo culturale organizzata dalla nota rivista Archeologia Viva, una delle prime in Italia dedicate alla divulgazione archeologica. Nell’arco dei tre giorni si potrà assistere ad una fitta serie di eventi rivolti alla divulgazione delle scoperte archeologiche ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.

All’interno della manifestazione, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), consegnerà i premi “Riccardo Francovich”, destinati ogni anno a personaggi che si siano distinti nella divulgazione del Medioevo italiano presso il grande pubblico, e al parco o museo archeologico italiano più innovativo ed efficace nella comunicazione dell’archeologia medievale.

Per quel che riguarda i museo il VII Premio “R. Francovich” per il miglior museo o parco archeologico è stato assegnato dal voto popolare (18880 voti – 49,09%), e dai soci SAMI (123 voti – 47,49%) al Museo dell’Abruzzo bizantino e Altomedievale di Crecchio (CH).

Si tratta di un risultato eccezionale, in quanto dei 6 musei concorrenti, Crecchio ha ottenuto quasi metà dei voti espressi, con secondo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, con le sue preziose testimonianze longobarde, mentre gli altri quattro candidati selezionati sono molto distanziati.

Ricordiamo che il Museo è ospitato nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti), ed espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca e poi gli scavi archeologici che la Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo ha condotto, dal 1988 al 1991 con il supporto ed in stretta collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, con il concorso importante anche del comune di Crecchio sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.

L’esposizione illustra la scoperta del sito archeologico narrandone lo scavo ed il restauro dei reperti all’interno di un percorso espositivo  che costituisce il punto di arrivo di un progetto sviluppatosi nel corso di un decennio.

Una storia suggestiva che parla di coinvolgimento della comunità e di una collaborazione fattiva e virtuosa tra istituzioni e volontariato.

Nell’ambito della manifestazione è andata sviluppandosi negli anni una ampia ricostruzione del mondo bizantino in Abruzzo, con un corteo storico ormai giunto ad oltre 150 personaggi in costumi filologicamente riprodotti da veri e proprio laboratori di filatura e ricostruzione corredi storici,

Notizie di dettaglio

Dall’aprile 1995 esiste ed è aperto al pubblico nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti) il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, struttura espositiva che perpetua la Mostra sui Bizantini in Abruzzo, aperta nel periodo Agosto-Dicembre 1993, ed è nato dallo stretto ed innovativo rapporto di collaborazione fra Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo, Archeoclub d’Italia – Sede di Crecchio – Comune di Crecchio, grazie ad  una conven­zione approvata dal Ministero per i Beni Culturali poi stipulata il 3 Marzo 1995.

Il museo, nel quale sono ospitate le importanti  testimonianze archeologiche dall’importante scavo della villa romano-bizantina in località Vassarella di Crecchio (1988-1992), racchiude preziose ed inedite testimonianze su un periodo storico dell’Abruzzo che era sino a quell’epoca quasi ignoto, le fasi  che vedono fra VI e VII secolo la Guerra fra Goti e Bizantini e la riconquista bizantina della regione (538-39 d.C.), la fine dell’assetto antico dell’area, l’invasione longobarda (dal 579), la persistenza dei Bizantini lungo le coste della regione sino alla metà del VII secolo e lo sviluppo dell’assetto altomedie­vale della zona.

Fra essi ricordiamo reperti assolutamente eccezionali, quali la Cathedra lignea, il grabde bacile di probabile provenienza copta, un corredo di ceramiche da mensa e cucina di grande articolazione e preziosità, fra cui la celebre ceramica dipinta nota come Ceramica tipo Crecchio.

In un allestimento particolarmente moderno ed accattivante sono proposti al pubblico reperti ed oreficerie tardoromane, gote, longobarde e bizantine, unitamente ad un’aggiornatissima documentazione sulle più recenti ricerche archeologiche nella zona.

La struttura, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e con il supporto del comune, è gestita per quel che riguarda la sua apertura da parte del succitato Archeoclub, che opera in stretta sinergia con le varie associazioni culturali e realtà economiche del territorio.

Da questa collaborazione è poi nata nel 2005 la ormai celebre manifestazione “ A Cena con i Bizantini”, sviluppatasi in origine nell’ambito della grande rassegna nazionale promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Archeologici su “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la cui direzione artistica è svolta dal direttore del museo, che si svolge nell’ultimo week end di luglio ed è giunta l’estate scorsa alla XIV edizione, con grandissimo successo di pubblico dovuto all’accattivante mix fra cultura, archeologia, gastronomia, e suggestive ricostruzioni d’ambiente, dovute al paziente e filologico lavori di appositi laboratori costituiti proprio dall’Archeoclub d’Italia-sede di Crecchio.

 

Li, 6 febbraio 2019

Il Direttore del Museo
dott. Andrea R. Staffa

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Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

Demolire, riciclare, reinventare, convegno 2019.

Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

III Convegno internazionale “Laterizio”

MERCOLEDÌ 6 MARZO
ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME – PIAZZA NAVONA, 62

9.00 Saluti: Catherine Virlouvet

9.15 INTRODUZIONE
Evelyne BUKOWIECKI, Antonio PIZZO, Rita VOLPE
Introduzione e presentazione dei volumi:

  • Jacopo BONETTO, Evelyne BUKOWIECKI, Rita VOLPE, Alle origini del laterizio romano. Nascita e diffusione del mattone cotto nel Mediterraneo tra IV e I sec. a.C.(Atti del II workshop internazionale “Laterizio”, Padova, 26-28.04.2016), Roma 2019, edizioni Quasar.
  • Macarena BUSTAMANTE-ALVAREZ, Antonio PIZZO, El opus testaceum en Augusta Emerita: producción y uso, Hispania Antigua, Serie Arqueológica, 8, Roma 2018, L’Erma di Bretschneider

DEMOLIRE
Chair: Lynne LANCASTER

10.00 Federico CANTINI, Riccardo BELCARI, Simona RANERI, I laterizi della Villa dei Vetti. Materiali, tecniche costruttive e organizzazione del cantiere nel Valdarno tardo antico

10.30 Alessio DE CRISTOFARO, Giovanna DI GIACOMO, Andrea RICCHIONI, Daniela ROSSI, Claudia TOZZI, Un cantiere di spoliazione al km 12,000 della via Aurelia a Roma: tempi e modalità di reimpiego dei laterizi tra l’età tardo antica e l’altomedioevo

11.00 PAUSA

11.30 Girolamo F. DE SIMONE, Josef SOUČEK, Spoliation strategies at a Roman villa on the slopes of Mt. Vesuvius

12.00 Leonidas LEONTARIS, Ioulia STAMOU, Konstantinos L. ZACHO S, Pillaging and recycling of bricks from the Augustan walls of Νicopolis: A diachronic study

12.30 Nicoletta MARCONI, “Muro fatto di tevolozze”: laterizi di reimpiego nei cantieri di Roma barocca

13.00 POSTER

  • Ugo FUSCO, Evidenze per la presenza di un cantiere di spoliazione e ridistribuzione del materiale edilizio nel pianoro di Veio (RM)
  • Stefano CAMPOREALE, Mirella SERLORENZI, Tra demolizioni e sperimentazioni: riusi dei laterizi e tempi di smontaggio delle murature in opus testaceum di Piazza Dante a Roma
  • Enrico GALLOCCHIO, La spoliazione della Casa di Augusto sul Palatino e il reimpiego dei laterizi nel cantiere del Santuario di Apollo
  • Leonardo SCHIFI, Roma (I° Municipio). Gli ambienti romani della Confartigianato. Un cantiere di spoliazione alle pendici settentrionali del Celio

13.30 PAUSA PRANZO

RICICLARE 1
Chair: Heinz BESTE

15.00 Elizabeth Jane SHEPHERD, Giuseppe Valadier e il tetto del tempio di Portuno, 1829-1835

15.30 Nicoletta BERNACCHIO, Laterizi di riuso nelle strutture dell’area dei Fori Imperiali dal IX al XVI secolo

16.00 PAUSA

16.30 Marco BIANCHINI, Massimo VITTI, Il complesso dei Mercati di Traiano come esempio diacronico del reimpiego del laterizio dall’età traianea al XIV secolo

17.00 Nicoletta GIANNINI, L’edilizia di Roma Medievale. Nuove acquisizioni sui modi di costruire in laterizio a Roma tra VII e XV secolo

GIOVEDÌ 7 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO G.B.
MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

9.00 Saluti: Elisabetta Pallottino

RICICLARE 2
Chair: Xavier LAFON

9.30 Caterina PREVIATO, Il riuso delle tegole nelle strutture murarie: dimensione, caratteristiche e ragioni di un fenomeno diffuso in età romana. Il caso dell’Italia settentrionale

10.00 Enrico CIRELLI, J. Riley SNYDER, Brick production and reuse in late antique and early medieval Ravenna (5 th -10 th c.)

10.30 Lucrezia SPERA, Riuso e produzione di laterizi a Roma nell’altomedioevo. Acquisizioni dalle analisi murarie nella nuova area archeologica a San Paolo fuori le mura

11.30 PAUSA

12.00 POSTER

  • Francesco COLLURA, Il laterizio di tradizione ellenistica tra tardoantico e medioevo nei centri della Sicilia settentrionale
  • Silvana RAPUANO, Esempi di reimpiego di laterizi romani a Benevento fra tarda antichità e medioevo
  • Alvaro JIMENEZ SANCHO, Acerca de construcción con ladrillo en Sevilla entre la Antigüedad y el Medievo. La cuestión del material

13.00 PAUSA PRANZO

REINVENTARE
Chair: Rita VOLPE

14.00 Angelo CARDONE, Roberta GIULIANI, Nunzia Maria MANGIALARDI, Il laterizio nei cantieri della Puglia centrosettentrionale tardoantica e medievale tra reimpieghi e nuove produzioni

14.30 Francesco A. CUTERI, Giuseppe HYERACI, Reimpieghi e nuove produzioni di laterizi nella Calabria tardo-antica e medievale

15.00 Donato LABATE, Produzione e riuso dei laterizi a Modena dal tardo antico al basso medioevo

15.30 PAUSA

16.00 Paola GREPPI, La reinterpretazione del laterizio nei cantieri della Milano cristiana: dal quadro generale ai nuovi dati sulla basilica di San Simpliciano

16.30 Giordana AMABILI, Gabriele SARTORIO, Da Augusta Praetoria ad Aosta: aspetti della produzione e utilizzo del laterizio in una città alpina

VENERDÌ 8 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO
G.B. MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

DEMOLIRE, RICICLARE, REINVENTARE:
casi di studio

9.00 Stefano CAMPOREALE: presentazione POSTER

  • Silvia AGLIETTI, Spunti di ricerca sull’approvvigionamento e la distribuzione dei laterizi nelle sepolture in fossa di età romana
  • Pirjo HAMARI, Recycling brick and tile in Roman Petra (Jordan)
  • Ljubomir JEVTOVIĆ, Case study – use and reuse of ceramic building material for constructing the graves of ancient Viminacium
  • Marina COVOLAN, Tegulae fratte: tre casi di reimpiego nella prima età imperiale dalla necropoli di Cuma
  • Francesco MUSCOLINO, Il riuso di laterizi a Taormina in età romana
  • Antonio PIZZO, Álvaro CORRALES, Le pratiche del reimpiego dei mattoni nell’architettura domestica di Augusta Emerita (Mérida, Spagna)
  • Macarena BUSTAMANTE-ÁLVAREZ, Elena H. SÁNCHEZ LÓPEZ, El reciclaje del material latericio en ámbito figlinario: el suburbium alfarero de Cartuja (Granada, Spain)
  • Oliva RODRÍGUEZ GUTIÉRREZ, Cuando nada es lo que parece. Prácticas singulares con material latericio en la construcción romana en el Valle del Guadalquivir

10.30 PAUSA

11.00 POSTER

  • Chair: Mirella SERLORENZI
  • Carlo PERSIANI, De minimis: il riuso dei materiali nella manutenzione delle mura Aureliane nel XV e XVI secolo
  • Serena ZANETTO, La seconda vita del laterizio romano in area alto adriatica: circolazione e tecniche tra VI e XI secolo
  • Riccardo CONSOLI, Nuovi dati sulla produzione e il riuso del laterizio in Calabria dal V all’XI secolo
  • Michele ZAMPILLI, Giovanni CANGI, La costruzione di due volte reali in laterizio nel Palazzo Buonaccorsi di Macerata
  • Fabiana SUSINI, Eleonora ROMANO’, Forme di memorie ‘materiale e immateriale’ nella Basilica di San Piero a Grado (Pi): il reimpiego del laterizio romano dal gradus all’ecclesia
  • Rossella PANSINI, Uso e riuso di laterizi romani in una torre medievale: il caso di Via dei Montanini 16 a Siena
  • Marie-Ange CAUSARANO, Il reimpiego dei laterizi romani nell’edilizia medievale a Padova
  • Eleonora PASSA, I laterizi provenienti dalla catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI): per un ipotesi di riuso
  • Julia MARTIN, From lining for canals to the dome at Hagia Sophia. Brick architecture in Imperial and Early Byzantine western Asia Minor

12.00 Riccardo SANTANGELI VALENZANI, Daniela ESPOSITO, Considerazioni conclusive

13.00 PAUSA PRANZO

14.00 John OCHSENDORF, Le volte “in foglio”

15.00 Paolo VITTI, La qubbat almoravide di Marrakech e le origini delle volte di mattoni in foglio

CANTIERE DI COSTRUZIONE DI UNA VOLTA IN FOGLIO

  • Durante i tre giorni del workshop, il Dipartimento di Architettura di Roma Tre organizzerà un laboratorio sulla costruzione di una volta in foglio dalle 9.00 alle 16.00 presso i locali di Largo Giovanni Battista Marzi, 10.
  • Responsabile scientifico: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri
  • Docenti e Tutor: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri, Giorgio Ortolani, Adolfo Alonso Durà, Paolo Vitti , Adolfo Baratta, Michele Zampilli

Scarica il programma in formato pdf: Programma_Laterizio_III.

La pagina sul sito web dell’Ecole Francaise de Rome: http://www.efrome.it/la-recherche/agenda-et-manifestations/actualite/demolire-riciclare-reinventare-la-lunga-vita-e-leredita-del-laterizio-romano-nella-storia-dellar.html