Posted on

Centro Ligure per la Storia della Ceramica

Centro Ligure per la Storia della Ceramica

Il Centro Ligure per la Storia della Ceramica promuove lo studio e la conoscenza della ceramica nei suoi vari aspetti, da quello artistico a quello archeologico, da quello storico a quello tecnologico.Dal  1968 vengono organizzati Convegni Internazionali annuali, i cui ATTI, puntualmente editi costituiscono uno dei più importanti strumenti a livello europeo per gli studi dulla ceramica. Il prestigio internazionale del Centro è confermato dall’adesione ad esso di istituzioni ceramologiche europee e di un numero cospicuo di studiosi e ricercatori italiani e esteri.

La collezione del Centro Ligure per la Storia della Ceramica si è costituita grazie alle donazioni di numerosi soci (tra cui, in particolare il consistente lascito di Francesco Torterolo) e acquisti da parte del Centro stesso e si compone di 138 pezzi, con prtevalenza di materiale ligure.

Gran parte della collezione è esposta nel Museo Trucco ad Albisola Superiore; qui si presentano, per la loro fruizione, alcuni materiali di produzione ligure che vengono a completare il quadro sulla ceramica savonese.

The Ligurian Centre for the History of Ceramic occupies with widely understood research of Ligurian ceramics. It prides with annual organisation of an international convention and publication of its proceedings (ATTI). Its collection, built from donation and purchase, is exposed primarily in Museo Trucco. The artefacts presented here complete the story of Ligurian caramic told throughout the museum route.


LI Convegno 2018: Ceramica 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica

58,00

Anno di stampa: 2019
ISBN: 9788878149601
e-ISBN: 9788878149618

eBook

Carta

Descrizione

Il volume raccoglie gli Atti del LI Convegno Internazionale della Ceramica sul tema “Ceramica 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica” tenutosi presso il Centro Ligure per la Storia della Ceramica (Savona), 5-6 ottobre 2018.

Comunicazioni a tema

  • Monica Baldassarri, Gabriella Garzella, Marcella Giorgio, Pisa Città della Ceramica: comunicare una tradizione secolare ormai (quasi) dimenticata
  • Alessandro Mandolesi, Giada Cerri, Elena Janniello, Prospettive museali e comunicative per il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino
  • Federica Facchetti, Le nuove Gallerie della Cultura Materiale del Museo Egizio: la ceramica
  • Irene Sarcinelli, Elisa Sartori, Uno sguardo nei depositi. L’esposizione multimediale dei reperti ceramici di Castelnovo del Friuli
  • Viviana Carbonara, Diletta Colombo, Davide Delfino, Verso nuove comunicazioni del reperto archeologico: le sperimentazioni tattili e ludiche del Museo Sannitico di Campobasso
  • Luca Zamparo, Emanuela Faresin, Lo studio, la digitalizzazione e la valorizzazione della ceramica greca e magno-greca in Veneto
  • Carlo Battini, Valeria d’Aquino, La documentazione della fornace di Tugio di Giunta a Firenze: tecnologie 3d per l’archeologia
  • Francesca Anichini, Maria Letizia Gualandi, Una “rete neurale” per il riconoscimento automatico della ceramica. Il progetto ArchAIDE
  • Sara Loreto, L’uso dei database come strumento di catalogazione: il caso di Gropello Cairoli (PV)
  • Marion Jobczyk, Maria Teresa Montemurro, Un Relational Database Management System per le necropoli di Siris-Herakleia
  • Paolo de Vingo, Sara Graziano, Alessio Paonessa, Giulia Zavattieri, Catalogazione, classificazione e interpretazione: una proposta per informatizzare i dati dei materiali delle terme occidentali di Albintimilium (IM)

Poster a tema

  • Margherita Cancellieri, Paola Rinnaudo, Le ceramiche nei Musei Archeologici di Priverno: fruizione e valorizzazione
  • Adele Bonofiglio, Le Ceramiche della Sibaritide. Dal Bronzo Medio alla Ceramica Comune. Prospettive future
  • Raffaella Carta, Maria Francesca Porcella, L’antica dispensa del convento di San Domenico. Mostra di un contesto chiuso (XIII-XIV secolo) per valorizzare un monumento nel quartiere storico di Villanova a Cagliari

Ceramica ligure: nuove esperienze e spunti di ricerca

  • Franco Miglietta, Claudio Capelli, Marco Martini, Il Cristo con le mani legate della collezione di ceramiche di Costantino Barile (1886-1968)
  • Simone Casale, Claudio Capelli, Nina Jaspers, Luc Megens, Francesca Bulgarelli, Nuovi riscontri archeometrici sulla produzione di maioliche in stile compendiario ad Albissola Marina
  • Simone Casale, Claudio Capelli, Dennis Braekmans, Patrick Degryse, Corinne Hofman, Silvana Gavagnin, Joseph Sony Jean, La ceramica a Taches Noires albisolese e la sua distribuzione nel mercato coloniale. Un caso di studio archeometrico da Haiti
  • Magda Tassinari, Pietro Aschieri e Arturo Martini per la tomba Bandini di Zinola a Savona: architettura, scultura e ceramica unite in armonia per l’aldilà

Comunicazioni a tema libero

  • Mauro Cortelazzo, Produzioni ceramiche in Valle d’Aosta tra medioevo ed età moderna: un primo esame critico
  • Carmen Ravanelli Guidotti, Vasellami di Faenza per una farmacia a Genova
  • Marino Marini, Nuovi contributi per lo studio del ‘Servizio spagnolo’ di Guidobaldo II
  • Barbara Ciarrocchi, Marco Ricci, Storie da un Palazzo 2. Contesti di vita dagli scavi di Palazzo Altemps
  • Maria Cristina Leotta, La ceramica dipinta a bande rosse di Privernum
  • Lester Lonardo, Circolazione e diffusione delle produzioni da mensa di area centromeridionale tra Puglia e Campania in età moderna: lo scavo del giardino pensile di Palazzo Lembo a Baselice (BN)
  • Carla Aleo Nero, Palermo. Nuovi dati da scavi urbani per lo studio della ceramica di età islamica
  • Carla Aleo Nero, Monica Chiovaro, Antonio Di Maggio, Palermo, Palazzo Reale: contesti ceramici tra età islamica e normanna
  • Françoise Dejoas, Le maioliche spagnole di Eraclea Terranova: appunti per una presenza continua di maioliche spagnole
  • Elvira D’Amico, Graffite bizantine dallo scavo dell’Isolato 327 (Liceo La Farina) a Messina
  • Salvina Fiorilla, Scicli: Chiesa madre di S. Matteo. Scavi e rinvenimenti

Poster a tema libero

  • Francesco Brogi, Giovanni Maccherini, La ceramica ad Asciano (SI). Ritrovamenti nel centro storico (secoli XIV-XIX)
  • Giulio Busti, Franco Cocchi, Verso il Duemila. Sperimentazioni e innovazioni nella Ceramica Umbra del Novecento
  • Jacopo Russo, La vita a Tusculum nel Medioevo, alla luce dei contesti ceramici. Nuovi dati dall’immondezzaio della rocca
  • Gaetana Liuzzi, Primi dati sul vasellame da mensa dal convento di Santa Maria del Monte a Montella
  • Maria Reginella, Paola Scibilia, Il lambris del refettorio dell’Istituto Maria Adelaide a Palermo
  • Barbara Cavallaro, Nuovi dati dallo studio sulle tegole (seconda metà del IV sec. a.C.-II sec. d.C.) dalla collina di S. Marco di Paternò (CT)
  • Maria Flavia Lo Regio, Italo Panella, La ceramica siciliana di Ena D’Amico Di Prima (Caserta, 1913-Catania, 2012)
  • Luca Arioli, Vittoria Canciani, Mirka Disarò, Chiara Maria Marchetti, Tarquinia romana: prime riflessioni su classi e produzioni

Norme per gli elaborati

Informazioni aggiuntive

Peso0.580 kg
Dimensioni17 × 24 × 1.2 cm
Numero e serie

,

Luogo di stampa

Anno di stampa

Tipologia

Pagine

Illustrazioni

Legatura

ISSN

ISBN

e-ISBN

Lingua

Posted on

52° Convegno Internazionale della Ceramica

convegno-ceramica-2019-savona

Ceramica ligure e Ceramica siciliana a confronto

Venerdì 11 ottobre 2019 – Ore 9,30-18

Sala video del “Civico Museo Archeologico e della Città” – Savona

Il Convegno internazionale della ceramica ha raggiunto, quest’anno, la 52^ edizione, rappresentando, con una così fitta serie di incontri, un complesso di studi (tutti editi nei volumi degli “Atti” annuali) di estrema importanza a livello nazionale ed internazionale: con la rivista “Faenza” è infatti la più importante sede editoriale di studi ceramologici, e non solo per l’Italia.

Il tema di quest’anno riguarda i rapporti e le reciproche influenze fra le produzioni ceramiche siciliane e liguri: nell’XI e XII secolo sono stati soprattutto i prodotti delle più avanzate manifatture siculo-arabe ad essere stati oggetto di importazione sui mercati liguri, come la ricerca archeologica ha ben documentato, ma già dal XIII secolo, con la comparsa della “Protomaiolica ligure”, l’interscambio culturale diventa progressivamente paritetico. Una più diretta influenza delle ceramiche liguri su quelle siciliane si registrerà, a partire dal XVI secolo, con la diffusione della maiolica ligure e il trasferimento in Sicilia di ceramisti savonesi e albisolesi che danno vita ad una produzione affine a quella ligure.

Nel XVII e XVIII secolo è inoltre documentata la presenza di ceramiche da fuoco siciliane sui nostri mercati, produzione che viene ad affiancarsi alle produzioni liguri.

Come tradizione, relatori al convegno saranno soprattutto docenti universitari, funzionari di Soprintendenze e ricercatori di musei, come può vedere dall’elenco dei relatori, e non mancheranno studiosi francesi, spagnoli ed inglesi, ormai affezionati ai tradizionali incontri del Centro.

Le sedute congressuali si terranno presso il Civico Museo Archeologico e della Città, grazie alla collaborazione col Museo savonese e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, mentre sabato ci si trasferirà a Genova, presso l’Aula Magna della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Genova. La realizzazione del Convegno beneficia di un contributo della Fondazione De Mari.

Posted on

di Tutti i Colori

di Tutti i Colori, locandina.

di Tutti i Colori

AL PALAZZO PODESTARILE E AL MUSEO DELLA CERAMICA
DAL 16 MARZO AL 28 LUGLIO 2019NOVE SECOLI DI CERAMICA

L’esposizione, dal titolo Di Tutti i Colori, presenta oltre 120 opere ceramiche prodotte a Montelupo, dal 1200 a oggi.

La rassegna, arricchita di interventi multimediali e materiali d’archivio, offre inoltre un’esplorazione sulle manifatture tra l’800 e il ‘900 che hanno scritto la storia del design ceramico.

Montelupo Fiorentino (FI) celebra la ceramica e i suoi inconfondibili colori, eccellenza del territorio fiorentino conosciuta in tutto il mondo, con una mostra in programma dal 16 marzo al 28 luglio 2019 al Palazzo Podestarile e al Museo della Ceramica.

La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l’Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti.

L’esposizione, dal titolo Di tutti i colori, promossa dalla Fondazione Museo Montelupo, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi, presenta oltre 120 opere ceramiche, in grado di delineare una inedita e articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi.

L’esposizione, arricchita da interventi multimediali, propone anche un’indagine sulle manifatture sviluppatesi tra l’800 e il ‘900 e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.

La caratteristica che ha decretato nei secoli il successo della ceramica di Montelupo presso le grandi famiglie fiorentine e le maggiori istituzioni cittadine, ruota attorno alla cifra del colore, ovvero alla sapiente ricerca cromatica che ha reso unica questa esperienza manifatturiera.

A differenza di altri capoluoghi ceramici italiani, dove si sperimentano diverse versioni iconografiche, la “Fabbrica di Firenze” si cimenta in originali composizioni e soluzioni tecnologiche, sostenute dalle conquiste della grande arte fiorentina, basate su una continua e raffinata ricerca figurativa vivacizzata da un scelta cromatica senza confronti.

“Il colore – afferma Alessandro Mandolesi – diventa nella mostra un’importante chiave di lettura della ceramica montelupina, rappresentata da una selezione di opere esposte al Palazzo Podestarile – costruita con prestiti da importanti collezioni pubbliche e private – concepita come un’anticipazione del percorso di approfondimento allestito nel vicino Museo della Ceramica. Anche qui è stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali dell’epoca. L’osmosi fra oggetti di “colore” e oggetti di “narrazione” offre una panoramica più intuitiva e coinvolgente sulle produzioni del passato, giocata sia sul registro comunicativo che emotivo, grazie anche ad alcuni interventi tecnologici”.

Il percorso espositivo si apre con la sezione che ricostruisce la lunga vicenda della ceramica di Montelupo attraverso il diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche.

Si va dal verde-bruno tardo-medievale(dagli ossidi ramina-manganese) all’azzurro-blu dell’Umanesimo (ossido di cobalto), dal giallo-oro del tardo Quattrocento all’impareggiabile e misterioso “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo.

Una summa di tonalità che si consolida in una tradizione cromatica unica e che trova, nel Seicento, una divertente e originale manifestazione negli “arlecchini”, ossia dei piatti fatti di vivaci colori sui quali venivano dipinti personaggi del tempo rivisitati con tono caricaturale, espressione ironica della cultura popolare dell’epoca.

Viene inoltre analizzata la ricca presenza di racconti, di simboli e di curiosità che le raffigurazioni ceramiche hanno tramandato. Tra questi, ad esempio, il bel boccale dal Museo del Bargello di Firenze con lo stemma delle famiglie Medici e Salviati, il cui emblema è compreso all’interno di un grande anello diamantato, probabilmente a celebrare il matrimonio fra il condottiero Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati, nipote del papa mediceo Leone X, avvenuto nel 1516, dalla cui unione – oltre a garantire la continuità della stirpe medicea – nascerà Cosimo I, futuro Granduca di Toscana.

La seconda sezione si focalizza sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino nella ceramica dell’Otto e Novecento.

Il racconto s’inserisce nella storia della società toscana moderna, con oggetti affiancati da immagini, proiezioni multimediali e suoni, capaci di esaltare i temi salienti del percorso produttivo, a metà tra tradizione e innovazione, oltre al significativo contributo artistico e commerciale, fatto in primo luogo di idee e di manufatti, che la produzione ceramica di Montelupo ha offerto sino ai giorni nostri.

Fra i temi affrontati spiccano la rinascita della ceramica attraverso l’attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione storica; le nuove tendenze declinate nelle principali manifatture novecentesche (Bitossi, Corradini, Corti, Gianni ecc.) e la produzione di maiolica artistica (raffaellesca, robbiani, istoriato) rappresentata anche da bozzetti e disegni; la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso produzioni di ceramica artistica e design; i filoni stilistici della ceramica in stile moderno degli anni cinquanta e le ceramiche di serie degli anni ‘60-’70; le immagini di colore e le linee di straordinaria creatività che hanno caratterizzato gli anni ’80, quelli del design “pop”, del post-modernismo in cui si andava cercando un mercato d’élite.

Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00; lunedì chiuso – Ingresso: intero 5 euro; ridotti da 1 a 4 euro. Nel costo del biglietto è compresa la visita al Museo della Ceramica – Informazioni: tel. 0571.51352; info@museomontelupo.it; www.museomontelupo.it

Canali social:

  • Fb: MuseoMontelupo
  • Instagram: montelupo_ceramic

Catalogo: All’Insegna del Giglio

Posted on

STORIE (di) CERAMICHE 6 – call for papers

Storie (di) Ceramiche 6.

CALL FOR PAPERS

STORIE (di) CERAMICHE 6

“Commerci e Consumi”

In ricordo di Graziella Berti a sei anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2019

Anche quest’anno, a sei anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata ai commerci e ai consumi di ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle informazioni che i contesti ceramici possono fornire per ricostruire la circolazione e i consumi delle stoviglie in ceramica.

La fascia cronologica scelta è volutamente ampia in modo da consentire di cogliere i cambiamenti e permettere il confronto sia tra periodi differenti, che in ambiti territoriali diversi. Attraverso l’intreccio di dati provenienti sia dalle fonti materiali che quelle scritte sarà possibile descrivere i fenomeni relativi all’uso e al commercio di classi ceramiche diverse o di tipologie formali specifiche, con lo scopo di ampliare la base delle conoscenze attuali sia su ambiti geografici ristretti che di più larga misura, come il Bacino Mediterraneo. Sono ben accetti contributi che possano focalizzarsi sulla società, sull’economia, sul trasporto dei beni, sulla circolazione delle merci, sui beni da considerare o meno di lusso, sulla composizione dei contesti, sui corredi domestici.

Nell’ottica di favorire e far conoscere i nuovi studi chi fosse interessato potrà inviare una proposta di intervento inerente i commerci e/o i consumi di ceramica per il periodo medievale o postmedievale entro e non oltre il 14 Aprile 2019 alla mail storiediceramiche@gmail.com. L’abstract, in italiano ed inglese, di massimo di 1.000 caratteri spazi inclusi, dovrà essere corredato da curriculum vitae et studiorum di tutti i proponenti il contributo.

Locandina in formato pdf: Storie (di) Ceramiche 6 – call for papers – locandina.

Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook: Storie (di) Ceramiche

Cordiali saluti.
Posted on

Un fiume di ceramiche

La produzione di ceramica e di laterizi nel Valdarno di Sotto

Teatro della Compagnia – Castelfranco di Sotto (Pisa) – 27 ottobre 2018

Giornata di studio

Organizzazione e curatela scientifica di Monica Baldassarri, Federico Cantini e Andrea Vanni Desideri

9,30: Saluti introduttivi

10,00: Sessione mattutina: la ceramica

  • Ceramica romana a Pisa e nel territorio, famiglie a confronto, Paolo Sangriso, Università di Pisa
  • La produzione di ceramica nel Va/dama di Sotto tra il VI e il Xli secolo, Federico Cantini, Università di Pisa

10,40: Pausa caffè

  • Dalla maiolica all’ingobbio: la produzione di ceramiche nel Basso Va/dama (Xlii-XVI secolo), Marcella Giorgio, Polo Museale della Sardegna
  • Produzioni, economia e società in età moderna nel medio Va/dama inferiore (XVI-XIX secolo), Andrea Vanni Desideri, Museo Civico di Fucecchio e Musei di Castelfranco di Sotto
  • La produzione di ceramica nel Basso Valdarno pisano tra la fine del XVII e il XIX secolo, Antonio Al berti, Museo della Ceramica di Calcinaia

12, 15-12,45: Discussione sulle relazioni della sessione mattutina

Pausa pranzo (13,00-14,30)

14,30: Sessione pomeridiana: i laterizi

  • Produrre laterizi nella bassa valle dell’Arno in età romana: problemi e prospettive, Elizabeth Jane Shepherd, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione MIBAC
  • Il laterizio e i cantieri tardoantichi e altomedievali tra Valdarno e città della Tu scia settentrionale, Riccardo Belcari, Università di Pisa
  • Fornaci, maestranze e materiali: laterizi e cotto decorato nel Basso Valdarno tra medioevo ed età moderna, Monica Baldassarri, Museo Civico di Montopoli in Val d’Arno

15,50: Presentazione dei poster e pausa caffè

16, 15-16,45: Discussione sulle relazioni della sessione pomeridiana

Discussants: Marco Milanese, Università degli Studi di Sassari – Roberto Parenti, Università di Siena

Scarica La loandina in formato pdf: Locandina, ceramica 27 ottobre.


Posted on

Ceramica 4.0

Savona, 5-6 ottobre 2018.Studiosi di ceramica di tutta Europa interverranno il 5 e 6 Ottobre 2018 a Savona nell’ambito del 51esimo Convegno Internazionale della Ceramica organizzato dal Centro Ligure per la Storia della Ceramica presso il Civico Museo Archeologico e della Città nella splendida cornice del Complesso Monumentale del Priamàr.

Dal 1968 il Centro Ligure per la Storia della Ceramica organizza il convengo che riunisce istituzioni europee di settore, studiosi e ricercatori italiani ed esteri e che pone le linee guida per lo sviluppo della ricerca ceramologica a livello internazionale, toccando arte, archeologia, storia, tecnologia, fino ad arrivare agli aspetti sociologici ed evolutivi delle società del passato.

Il tema di quest’anno “CERAMICA 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica” nella prima giornata volge lo sguardo ai nuovi modi attraverso i quali la ceramica viene musealizzata e comunicata al pubblico, ma anche catalogata, studiata e digitalizzata a fini conservativi e divulgativi. Lo scopo è di mostrare e mettere a confronto nuove forme di conoscenza condivisa che, partendo dalla comprensione della ceramica nelle varie epoche, possa giungere al racconto delle storie in essa contenute presso il più ampio pubblico possibile.

Nel corso della seconda giornata, invece, una parte del Convegno è dedicato a nuovi studi sulla Ceramica Ligure, mentre un’altra lascia spazio alle comunicazioni a tema libero, fornendo agli studiosi la possibilità di presentare le più recenti ricerche sulla ceramica in corso di svolgimento in tutta Italia.

Due le novità di quest’anno: la prima riguarda una sezione interamente dedicata ai poster, sia a tema che ad argomento libero, che è stata costituita grazie all’ampia risposta degli studiosi alla call for papers che si è conclusa a metà Luglio 2018. I poster saranno visibili in entrambe le giornate del Convegno e ad essi ogni giorno verrà dedicato uno spazio di lettura e confronto aperto.

La seconda novità è costituita dalla presentazione del libro-catalogo della mostra “Pisa Città della Ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee” in corso di svolgimento a Pisa sino al 5 Novembre 2018. Il volume, curato dalla dott.ssa Monica Baldassarri, direttrice del Museo civico di Montopoli e curatrice della mostra, è un’opera multicronologica adatta per la divulgazione al grande pubblico, ma anche un manuale snello per gli studiosi che intendono approfondire alcuni settori della produzione ceramica. Il volume, edito da Pacini Editore, raccoglie alcune tra le opere più significative esposte nelle quattro sedi della mostra pisana, la più grande esposizione sul tema mai realizzata in Italia.


Posted on

Convegno Internazionale della ceramica, 51-2018

Convegno Internazionale della Ceramica, 51-2018

CALL FOR PAPERS

LI Convegno Internazionale della Ceramica, organizzato dal Centro Ligure per la Storia della Ceramica

CERAMICA 4.0: nuove esperienze e tecnologie per la comunicazione, catalogazione e musealizzazione della ceramica

5-6 Ottobre 2018, Savona, Civico Museo Archeologico e della Città, Fortezza del Priamar – http://www.museoarcheosavona.it/

Scadenza per la presentazione: 15 Luglio 2018

È possibile presentare proposte di interventi sia attinenti al tema di quest’anno, che a tema libero.

Per info e proposte scrivere a centro.ligure.ceramica@gmail.com

Posted on

Storie [di] Ceramiche 5

Storie di ceramiche 5, invito.

STORIE (di) CERAMICHE 5, “Tecnologie di produzione”, In ricordo di Graziella Berti a cinque anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2018, SMS Centro Espositivo San Michele degli Scalzi, ore 09:30

Anche quest’anno, a cinque anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata alle tecnologie di produzione della ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle modalità di fabbricazione del vasellame, dalla cavatura dell’argilla alla tornitura, dalla decorazione degli oggetti sino alla cottura in fornace.

L’ampio fascia cronologica scelta consentirà di cogliere cambiamenti e trasmissioni tecnologiche nel corso dei secoli in aree diverse. La possibilità di intrecciare fonti scritte, etnografiche e materiali permetterà una descrizione maggiormente dettagliata dei fenomeni produttivi, dalle abitudini dei singoli vasai sino all’articolazione di interi centri di produzione.

Gli interventi offriranno osservazioni sui metodi di fabbricazione ricavati sia dalle ceramiche rinvenute negli scavi come scarti di fornace, che dagli attrezzi utilizzati dai vasai o dalle stesse fornaci dove la ceramica veniva cotta.

Attraverso analisi materiali, archeometriche e sperimentali si ricostruiranno i metodi di lavoro e le tecniche utilizzate nelle botteghe, le abitudini dei vasai, i modi di tornire e decorare gli oggetti, le eventuali sperimentazioni, le trasmissioni tecnologiche tra centri diversi.

La giornata di studi di quest’anno si collega alla mostra “Pisa città della ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee” che intende ricostruire e far conoscere la storia della produzione ceramica pisana dal Medioevo sino al XX secolo. Tale esposizione è strettamente connessa con gli studi di Graziella Berti sulla ceramica medievale e moderna, e ne ricorda le ricerche anche attraverso l’esposizione dei Bacini ceramici mediterranei delle chiese pisane e delle ceramiche della collezione dei coniugi Tongiorgi.

Per informazioni: storiediceramiche@gmail.com

Storie di ceramiche 5, il programma in formato pdf.

Sarà presentato il volume STORIE (di) CERAMICHE 4

 

Posted on

Pisa, città della ceramica

Invito, esterno.

Oltre 500 pezzi esposti, percorsi guidati in città e nel territorio a cura della Società Storica Pisana e mappe online per creare itinerari tra insoliti edifici, archeologia industriale e ceramisti ancora in attività

Si apre a Pisa la più grande mostra sulla ceramica.

Mille anni di arte e artigianato, tra commerci e trasformazioni culturali

Dal 5 maggio al 5 novembre il Centro espositivo San Michele degli Scalzi ospita il cuore di un progetto che attraversa 10 secoli di storia e sviluppo economico e sociale, a partire da quella che fu un’avanguardia nella tecnica destinata a cambiare le abitudini quotidiane  dell’Occidente: la città della Torre pendente

Pisa, 20 aprile 2018 – Dieci secoli di storia, tra artigianato, commerci internazionali e trasformazioni culturali: si apre sabato 5 maggio la più grande mostra sulla ceramica mai realizzata in Italia, “Pisa città della ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee”. Il progetto, realizzato dalla Società Storica Pisana, si sviluppa lungo sei mesi, fino al 5 novembre, in quattro sedi espositive principali (San Michele degli Scalzi, Palazzo Blu, Camera di Commercio di Pisa, Museo Nazionale di San Matteo), con oltre 500 pezzi in mostra, un cartellone di eventi dedicati a tutte le fasce di età, percorsi guidati in città e nel territorio pisano alla scoperta di inediti palazzi, chiese decorate da bacini ceramici, esempi di archeologia industriale e ceramisti ancora in attività, ma anche un sito web fruibile da smartphone, con mappe personalizzabili per costruire in autonomia il proprio itinerario di visita. La mostra, infatti, invita a rileggere un intero territorio, che fu un’avanguardia nella tecnica destinata a cambiare le abitudini dell’Occidente, cominciando dalla tavola, per diventare un settore trainante per l’economia: la produzione della ceramica.

Tornitura.

Il cuore della mostra sarà il Centro Espositivo San Michele degli Scalzi (viale delle Piagge), adiacente ai resti dell’ultimo baluardo della produzione in città, la fabbrica della Richard Ginori. L’allestimento si snoderà nei locali disposti intorno all’antico chiostro, con vista sul campanile decorato dai bacini ceramici, ripercorrendo la storia di una produzione manifatturiera e artistica che ha caratterizzato Pisa e il suo territorio a livello nazionale e internazionale dal primo medioevo sino al XX secolo. Tra postazioni tattili, video e gigantografie d’impatto, sarà possibile approfondire le tecniche utilizzate prima dell’anno Mille, l’espansione del settore lungo il fiume Arno prima e sulle rotte del Mediterraneo poi, fino all’età industriale.

L’arte pisana della ceramica, nata già in età antica, affonda infatti le radici del suo sviluppo nelle importazioni via mare da aree islamiche e bizantine. In principio furono le “Maioliche”, manufatti realizzati prevalentemente per uso alimentare, con coperture vetrificate colorate, chiamate così per la provenienza dall’Isola di Maiorca. Acquisite le tecniche, all’inizio del Duecento i ceramisti pisani, primi in Toscana e tra i primi in Italia, avviano un’eccellente produzione di ceramica decorata. Ben presto gli “allievi” pisani superano i “maestri” spagnoli cominciando ad esportare in tutto il bacino del Mediterraneo. Rinnovatasi nel corso dei secoli, la produzione ceramica pisana si espande fino all’Ottocento, conquistando l’Europa e le Americhe.

Di epoca più recente la nascita di piccole fabbriche, in grado di rispondere al fabbisogno locale, ma anche di proseguire nelle esportazioni di manufatti di valore artistico: un panorama in cui s’impone tra primo e secondo dopoguerra il grande sviluppo industriale della Richard-Ginori.

Al nucleo principale di San Michele degli Scalzi faranno eco il Museo Nazionale di San Matteo (piazza San Matteo in Soarta, 1), con la sala espositiva dei “bacini ceramici” riallestita per l’occasione, e Palazzo Blu (lungarno Gambacorti, 9) con un percorso dedicato alle più antiche ceramiche medievali provenienti da scavi recenti praticati in zona. Il Novecento sarà invece protagonista nella sede della Camera di Commercio di Pisa (piazza Vittorio Emanuele II, 5), che ospiterà una sezione espositiva dedicata alle produzioni tardo ottocentesche e novecentesche, compresi una serie di oggetti di uso quotidiano, come pipe, lampade e strumenti di vario genere, oltre ad una serie di incontri con i ceramisti contemporanei attivi in area pisana e mediterranea. Altri incontri di approfondimento, tenuti da esperti italiani e stranieri, coinvolgeranno le diverse sedi museali e la Biblioteca comunale.

Per tutta la durata della mostra sarà inoltre possibile fruire di una serie di “percorsi della ceramica” in città e negli immediati dintorni, alla scoperta di chiese decorate da bacini ceramici, case-torri in cui è impiegato il cotto decorato, edifici del primo Novecento impreziositi da elementi ceramici e centri produttivi del territorio limitrofo.

La tradizione ceramista pisana infatti in età moderna si espande anche al territorio, conoscendo particolare fortuna tra ‘600 e ‘800 con l’apertura di numerose botteghe in alcuni dei centri del basso Valdarno. La capillarità delle produzioni ceramiche locali permette di creare un percorso ideale lungo le sponde dell’Arno (“Un fiume di ceramiche”), che a partire da Vicopisano (con le produzioni di San Giovanni alla Vena), si snoda attraverso le realtà artigianali che caratterizzano le tradizioni di Calcinaia, Pontedera, Montopoli in Valdarno, S. Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, per arrivare fino a S. Miniato e Fucecchio, tutti luoghi che ospiteranno allestimenti ed eventi paralleli alla mostra principale.

L’evento è realizzato insieme con la Soprintendenza ABAP di Livorno e di Pisa e il Polo Museale Fiorentino, con il sostegno della Fondazione Pisa, del Comune di Pisa e della Camera di Commercio di Pisa. Ha ricevuto il sostegno e la collaborazione di Acque S.p.A., di club di servizio (Rotary, Lions, Soroptimist e Innerwheel di Pisa e del territorio) e di altre associazioni culturali cittadine (Archeoclub di Pisa, Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani), oltre che di alcune ditte del settore produttivo e dalle sedi locali dei soci Coop.
Hanno aderito e partecipano all’iniziativa diffusa sul territorio i Comuni di Vicopisano, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato e Fucecchio insieme ai loro musei e aree archeologiche, oltre alla Diocesi di San Miniato per mezzo del suo museo.
La mostra è patrocinata dal MiBACT, dalla Regione Toscana e dall’Università di Pisa.

Pisa, ceramica.

Info e programma completo: www.pisacittaceramica.it
Mail: info@pisacittaceramica.it; jenny.delchiocca@cfs.unipi.it
Prenotazioni: pisacittaceramica@gmail.com
Per info solo su orari di apertur:
SMS: http://www.comune.pisa.it/en/ufficio-scheda/2574/SMS-Centro-Espositivo-San-Michele-degli-Scalzi.html
Camera di Commercio (Società Storica Pisana): tel. 050/2215469, lunedì 15:30-18:30; martedì 10:00-13:00
Museo Nazionale di San Matteo: http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/204/pisa-museo-nazionale-di-san-matteo
Palazzo Blu – esposizioni permanenti: https://palazzoblu.it/le-collezioni-2/

Per i Comuni e i Musei del Basso Valdarno coinvolti si vedano le info sui seguenti siti internet:
http://www.comune.calcinaia.pi.it/cultura/museo-della-ceramica/2920
http://www.valdarnomusei.it/categorie.php?modulo_attuale=corsi
http://www.comune.montopoli.pi.it/museo-civico
http://www.comune.santamariaamonte.pi.it/page.php?id=862
http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=155922&pagename=57
http://www.sanminiato.chiesacattolica.it/toscana/san_miniato/00020065_Museo_Diocesano.html
http://www.comune.fucecchio.fi.it/site/museo.asp

Biglietti: accesso gratuito al centro SMS e alla sede espositiva presso la Camera di Commercio, e biglietto ridotto al Museo Nazionale di San Matteo e a Palazzo Blu – esposizione permanente
orario delle diverse sedi espositive e giorni di chiusura:
giorno di chiusura per tutte le sedi: lunedì
SMS: da maggio a luglio e da settembre a novembre – martedì e giovedì dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle 17:00; il mercoledì e il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00; il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Nel mese di agosto aperto sabato e domenica dalle 18:00 alle 22:00.
Camera di Commercio: aperta a partire dal 1 giugno 2018; da martedì a sabato, con orari in via di definizione.
Museo Nazionale di San Matteo: feriali: 8:30 – 19:30; festivi: 8:30 – 13:30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura) Chiusura: ogni lunedì. Per informazioni specifiche Tel. 050 541865, pm-os.museosanmatteo@beniculturali.it
Palazzo Blu: Le collezioni della Fondazione Pisa sono fruibili dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 e il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Chiuso nel mese di agosto. Per informazioni specifiche tel. +39 050 220.46.50; info@palazzoblu.it

 

Posted on

I contenitori da trasporto alto-medievali e medievali

Anfore, Roma, nov. 2017, logo.

I contenitori da trasporto alto-medievali e medievali (VIII-XII secolo). Centri produttori, contenuti, reti di scambio

In memoria di Fabiola Ardizzone

Questo seminario vuole contribuire a chiarire la storia degli scambi e dei consumi di cibi trasportabili in anfora nel Mediterraneo, dopo il VII e fino al XII secolo. Più nello specifico si vogliono individuare con maggiore precisione le diverse aree di produzione delle anfore altomedievali/medievali e quindi il raggio di circolazione dei loro prodotti (contenitore e contenuto). Questo comporta la necessità di meglio definire tipologie, cronologie, impasti, contenuto organico. Un ulteriore obiettivo è quello di far emergere con maggiore chiarezza i contesti d’uso delle anfore, vale a dire con quali altri reperti mobili sono associate e la natura del sito di rinvenimento

COMITATO SCIENTIFICO

  • Sauro Gelichi – Università Ca’ Foscari Venezia
  • Alessandra Molinari – Università di Roma “Tor Vergata”

SEGRETERIA SCIENTIFICA

  • Paola Orecchioni – Università di Roma “Tor Vergata”
  • contenitoridatrasporto@gmail.com

CONTATTO

  • École française de Rome
  • Pierre Savy – Directeur des études médiévales
  • Grazia Perrino – Assistante scientifique
  • Piazza Farnese, 67 – 000186 Roma – Italia – T. +39 06 68 60 12 48 – secrma@efrome.it

Gli atti verranno pubblicati sul prossimo numero della rivista Archeologia Medievale.

Visualizza/scarica il programma in formato pdf.

Anfore, Roma, nov. 2017.