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San Miniato (PI), Convegno “Costruire lo sviluppo”

Costruire lo sviluppo, convegno a San Miniato (PI).

21 maggio 2016

Sala consiliare, Comune di San Miniato (PI), via Vittime del Duomo, 8

Costruire lo sviluppo. La crescita di città e campagna tra espansione urbana e nuove fondazioni (XII-XIII secolo)

Organizzazione e direzione scientifica: prof. Federico Cantini, Insegnamento di Archeologia Medievale, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Università di Pisa

Le ricerche archeologiche condotte nel territorio toscano nell’ultimo decennio stanno offrendo nuovi dati sul grande sviluppo che caratterizzò città e campagna tra XII e XIII secolo.
Partendo da contesti recentemente indagati vogliamo ridiscutere il ritmo e le forme di questa crescita osservandola nella sua declinazione urbanistica (cantieri, tipologie edilizie, materiali da costruzione), economica e nelle modalità di celebrazione e propaganda politica (epigrafia) per analizzare i rapporti tra quanto avveniva in città (espansione oltre le vecchie mura e nuovi borghi) e in campagna (nuove fondazioni e rifondazioni di centri preesistenti).

Scarica il programma in formato PDF.

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Tourisma 2016 – Soprintendenza Archeologia della Toscana

Tesoretto di San Mamiliano.

TourismA. Salone Internazionale dell’Archeologia

Firenze-Palazzo dei Congressi
19-21 Febbraio 2016

Dal 19 al 21 febbraio si terrà a Firenze la seconda edizione di TourismA il Salone Internazionale dell’Archeologia, organizzato da Archeologia Viva in collaborazione con Firenze Fiera. Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno TourismA propone, in tre giornate organizzate nel Palazzo dei Congressi di Firenze (19-21 febbraio), una serie di eventi dedicati al mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze.
Nell’ambito di tale manifestazione, un ruolo di rilievo sarà svolto dalla Soprintendenza Archeologia della Toscana, direttamente coinvolta in due sessioni del Salone, rispettivamente dedicate al rinvenimento del cosiddetto “Tesoro di San Mamiliano” di Sovana ed alle ultime importanti scoperte – inedite o ancora poco note – effettuate nel territorio toscano.

Tesoretto di San Mamiliano.

Prima sessione: “Il Tesoro di San Mamiliano…Il conte di Montecristo e altre storie” (19 febbraio, Sala Onice, 9.45-13.00)

Nel corso di indagini archeologiche effettuate dalla Soprintendenza nel 2004, nella chiesa di San Mamiliano di Sovana venne inaspettatamente alla luce un ripostiglio di 498 monete. Si trattava di uno dei tesoretti più interessanti scoperti negli ultimi anni (fig. 1), costituito esclusivamente da solidi d’oro coniati nel V sec. d.C. ed oggi esposti nel Museo di Sovana. Oltre che per il numero elevato delle monete e per il loro perfetto stato di conservazione, il rinvenimento è noto al gran pubblico prechè presentato dai mass media come “il tesoro di Montecristo” per la suggestiva possibile identificazione con il tesoro che Alexandre Dumas descrisse basandosi su documenti antichi e leggende popolari e che collocò nella piccola isola dell’arcipelago toscano in cui morì San Mamiliano.
Coordinati dal Soprintendente dott. Andrea Pessina, interverranno nella sessione archeologi e numismatici, che illustreranno storia del rinvenimento e significato del tesoretto, non senza ripercorrere l’affascinante leggenda che ci riconduce al celeberrimo “Conte di Montecristo”.

Anfiteatro di Volterra.

Seconda sessione: “Toscana Archeologica: ultime scoperte fra il mare e l’Appennino” (20 febbraio, sala Verde, dalle 9,00 alle 12,30)

Nella seconda sessione, alcuni Funzionari Archeologi presenteranno le ultime eccezionali scoperte ed i più recenti studi e progetti della Soprintendenza Archeologia della Toscana, frutto dell’intensa attività di tutela e valorizzazione svolta a livello capillare su tutto il territorio regionale.
Al sensazionale rinvenimento dell’anfiteatro di Volterra (fig. 2) è dedicato l’intervento della dott.ssa Elena Sorge. A pochi mesi dalla scoperta dell’edificio nell’area di Vallebuona, saranno illustrati i risultati dei primi sondaggi esplorativi, effettuati dalla Soprintendenza con il supporto del Comune di Volterra e della Fondazione della Banca Cassa di Risparmio di Volterra. I saggi di scavo e le prospezioni geoelettriche condotte sul sito consentono una prima parziale ricostruzione planimetrica e l’inquadramento cronologico di uno dei monumenti più significativi della fase romana della città.
La dott.ssa Maria Angela Turchetti, in collaborazione con il prof. Andrea De Giorgi (Florida State University, Department of Classics) presenterà, invece, le nuove scoperte della colonia latina di Cosa (Ansedonia), illustrando i risultati delle campagne di scavo effettuati nell’edificio delle terme e le prospettive di ricerca e di valorizzazione del sito. Contestualmente, verrà presentata la nuova guida della città “Cosa. Orbetello. Itinerari archeologici”, a cura di G. Poggesi e M.A. Turchetti, Edizioni Pegaso Firenze.
Attraverso lo studio delle necropoli etrusche di Magliano in Toscana (provincia di Grosseto), indagate a partire dagli anni ’80 del XX secolo fino alle più recenti scoperte degli ultimi anni, la dott.ssa Paola Rendini ricostruirà l’immagine della società etrusca della valle dell’Albegna in età tardo-orientalizzante (VII sec. a.C.). La presentazione di reperti inediti consentirà di approfondire i rapporti culturali tra le più eminenti famiglie locali e i principali centri dell’Etruria meridionale.
Ad oltre un secolo dai primi scavi del suggestivo contesto del cosiddetto “Lago degli Idoli” del Monte Falterona (Stia, Ar), il dott. Luca Fedeli illustrerà gli importanti risultati delle ricerche sratigrafiche effettuate nel sito tra il 2003 e il 2007. I nuovi bronzetti votivi recuperati – oltre cento esemplari databili a partire dal VI sec. a.C. – consentono di ricostruire con maggiore completezza la più grande stipe votiva etrusca mai rinvenuta, posta alle sorgenti dell’Arno.
Conclude la sessione l’intervento della dott.ssa Claudia Rizzitelli, che illustrerà gli eccezionali risultati degli scavi effettuati sotto al palazzo della Sapienza di Pisa, che hanno restituito parte di un quartiere medievale (XI-XIII secolo) con case-torri e strade acciottolate, demolito a partire dal 1340 per lasciare il posto alla Piazza del Grano.

Programma TourismA 2016, in formato pdf.

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Medioevo in Formazione. Pisa, 5-8 novembre 2015.

Programma MIF4_Pisa1.

Programma MIF4_Pisa1.Medioevo in formazione. Istituzioni, paesaggi e culture del Mediterraneo nel Medioevo.

Pisa. 5-8 novembre 2015.

Scarica il programma: programma-MIF4_Pisa.pdf.

Saremo presenti con i nostri volumi.

I giovani storici e il futuro della ricerca

Il progetto si propone l’obiettivo di fornire un’occasione di incontro e confronto per studiosi del periodo medievale di età inferiore ai 40 anni e non inquadrati nei ruoli universitari. Si vuole perseguire tale obiettivo per cercare di valorizzare e diffondere, in un’occasione appositamente dedicata, le ricerche condotte da laureati, dottorandi di ricerca, assegnisti e borsisti. Il risultato di un simile evento potrebbe fornire una prima visione di insieme su almeno una parte dello stato della ricerca medievistica portata avanti dalle generazioni più giovani, evidenziandone tematiche principali, metodologie e prospettive.

Oltre che all’esposizione delle recenti ricerche, si prevede di dedicare una parte del convegno ad alcune riflessioni sul ruolo della Storia e degli storici nella società contemporanea, sull’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche ai fini della ricerca, sull’interazione interdisciplinare con altre discipline umanistiche e sulla comunicazione e divulgazione della storia.

Senza dubbio tutte le tematiche presentate risultano già oggetto di dibattito da parte degli studiosi già pienamente formati e operanti attivamente presso università ed enti di ricerca; tuttavia è convinzione degli organizzatori che la condizione di apprendistato e la giovane età dei partecipanti al convegno possa costituire, per una volta, un vantaggio anziché uno svantaggio.

Non è infatti un mistero che le discipline storiche e le professioni ad esse legate, vivono un periodo di forte ridimensionamento: il XX secolo ha infatti profondamente modificato i presupposti teorici, le metodologie e gli obiettivi della ricerca storica professionale, staccandola in buona parte dall’insegnamento e dalla divulgazione. In altre parole il ruolo degli storici e l’utilità della ricerca razionale sul passato, tanto più quello remoto, faticano ancora ad essere pienamente percepiti dal senso comune. Questa situazione, unita alla scarsità degli investimenti pubblici e privati sulla ricerca, in particolare quella umanistica, e alla considerevole entità dei cambiamenti che le riforme degli ultimi quindici anni hanno apportato al sistema complessivo dell’istruzione, rischia di creare i presupposti per un lento esaurirsi delle possibilità di svolgere con la necessaria continuità la professione della ricerca storica.

Alla situazione delineata fanno altresì da contrappunto una viva persistenza di un uso pubblico del passato e di una “domanda di Storia” ben presenti nella società – spesso però intercettate da non addetti ai lavori o non supportate da un senso critico storico diffuso sufficientemente adeguato – e la presenza in Italia di un immenso patrimonio documentario, artistico e archeologico che, in presenza di un piano di sviluppo culturale ben progettato, potrebbe fornire numerose occasioni di lavoro.

Proprio in un quadro che appare spesso scoraggiante e di difficile approccio, ma che sembra offrire allo stesso tempo le potenzialità per un favorevole cambiamento di rotta, il confronto tra chi fra i più giovani ha comunque consapevolmente scelto di intraprendere il rischioso cammino di un mestiere (per ora) a rischio di estinzione, potrebbe costituire quanto meno un punto di partenza per eventuali ed auspicabili successive riflessioni.

Maggiori informazioni http://www.medioevoinformazione.it/il-progetto/