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Il paesaggio pietrificato

Il paesaggio pietrificato - Arezzo - 7-8 febbraio 2020.

La storia sociale dell’Europa tra X e XIII secolo attraverso l’archeologia del costruito

Arezzo, Casa dell’Energia, via Leone Leoni, n.1 – 7-8 febbraio 2020

Il tema principale dell’incontro è quello di porre in relazione il fenomeno della pietrificazione dei secoli centrali del medioevo con le tematiche sociali della ricchezza, del valore di questa nuova fase edilizia e del significato d’identità collettiva.

L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e dal Centro de Ciencias Humanas y Sociales (cchs) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Madrid ed è parte delle attività di ricerca promosse all’interno del progetto europeo Petrifying Wealth, diretto da Ana Rodriguez e Sandro Carocci.

Durante i secoli centrali del medioevo il paesaggio europeo si trasforma attraverso il progressivo ritorno ad un’edilizia in materiale durevole, con l’utilizzo di pietra e laterizi. Si tratta di un profondo cambiamento strutturale che coinvolge nuovi concetti ideologici, dinamiche istituzionali, e pratiche sociali; un fenomeno che talvolta è stato giustificato soltanto come una diretta conseguenza della progressiva crescita economica di quegli anni, che pure è innegabile.

Consapevoli del fondamentale potenziale informativo che il dato stratigrafico può apportare all’interno di questo percorso di ricerca, l’incontro presenta i risultati di indagini archeologiche condotte a livello macro regionale e su un’ampia diacronia.

Il confronto fornirà una panoramica europea della pietrificazione del costruito attraverso la presentazione delle diverse modalità e tecniche costruttive adottate. L’intento è quello di costruire una visione d’insieme tra casi di studio che possano coprire il periodo compreso tra il X ed il XIII secolo e di costituire l’occasione per nuovi spunti interpretativi .

L’obbiettivo finale, e l’auspicio, è quello di offrire un nuovo contributo alla storia sociale del costruito.

Il programma

Arezzo, 7-8 febbraio 2020

venerdì 7 febbraio 2020

9:00 – 9:30 – Ana Rodriguez e Sandro Carocci – Consejo Superior de Investigaciones Cientificas e Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Saluti e presentazione dell’incontro.

9:30 – 10:00 – Alessandra Molinari e Fabio Giovannini – Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Consejo Superior de Investigaciones Cientificas – Relazioni introduttive al “Paesaggio Pietrificato”.

La pietrificazione in Italia

10:00 – 10:30 – Gian Pietro Brogiolo – Università degli Studi di Padova – Architetture monumentali in Italia settentrionale (X-XIII secolo): quale contributo dall’archeologia?

10:30 – 11:00 – Aurora Cagnana – Soprintendenza SABAP della Liguria – Dal muro del vescovo al muro del mercante. Trasformazioni sociali ed economiche fra X e XII secolo nelle città della Liguria.

11:00 – 11:15 pausa caffè

11:15 – 11:45 – Federico Zoni – Università degli Studi di Bergamo – Edilizia civile in pietra nell’Italia medievale. Un approccio diacronico (X-XII secolo) al paesaggio architettonico tra pianura padana e arco appenninico.

11:45 – 12:15 – Federico Cantini – Università degli Studi di Pisa – “Specchiarsi nella pietra (e nel laterizio)”. Sociologia ed economia del costruito tra X e XIII secolo nella Toscana settentrionale.

12:15 – 12:45 – Giovanna Bianchi – Università degli Studi di Siena – La pietrificazione della ricchezza nella Toscana medievale: funzioni e significati delle architetture rurali tra X e XII secolo.

12:45 – 13:15 – Roberta Giuliani – Università degli Studi di Foggia – Pratiche costruttive, committenti, maestranze in Puglia centro-settentrionale fra X e XIII secolo nel panorama edilizio dell’Italia meridionale: linee di ricerca.

13:15 – 14:15 pausa pranzo

14:15 – 14:45 dibattito e confronto

Il contesto della penisola iberica

14:45 – 15:15 – Abel Fortó García – Patrimoni Cultural d’Andorra – La arquitectura religiosa y la arquitectura doméstica en la configuración del paisaje medieval del Principat d’Andorra (siglos X-XIII).

15:15 – 15:45 – Juan Antonio Quirós Castillo – Universidad del Pais Vasco – Arquitectura de poder y el poder de la arquitectura. La petrificación de la arquitectura en Álava entre los siglos IX-XIII.

15:45 – 16:15 – José Carlos Sánchez Pardo – Universidad de Santiago de Compostela – La inversión en arquitecturas de calidad en la Galicia del siglo X: contextos, características y protagonistas.

16:15 – 16:30 pausa caffè

16:30 – 17:00 – Marta Sancho i Planas – Universitat de Barcelona – La construcción en piedra en Catalunya entre los siglos VI-XI. Evidencias arqueológicas, construcciones y canteras.

17:00 – 17:30 – José María Martín Civantos – Universidad de Granada – Dalla pietra alla terra. Altre concezioni, altre forme di costruire in al-Andalus.

17:30 – 18:00 dibattito e confronto

sabato 8 febbraio 2020

il tema della pietrificazione in Europa: alcuni casi di studio

9:00 – 9:30 – Nelly Pousthomis – Université Toulouse – Jean Jaurès – Matériaux et pratiques de construction dans l’architecture religieuse du sud-ouest de la France du Xe au XIIIe siècle.

9:30 – 10:00 – Andrzej Buko – Polska Akademia Nauk – The beginnings of using brick in the architecture East of the Vistula River: an example of the royal residence of Daniel Romanovich in Chełm (south-east Poland).

10:00 – 10:30 – Chris Dyer – University of Leicester – The revolution in constructing low status buildings in Britain, 900-1300.

10:30 – 11:00 dibattito e confronto

11:00 – 11:30 pausa caffè

11:30 – 12:30 – Sandro Carocci, Alessandra Molinari e Ana Rodriguez – Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Consejo Superior de Investigaciones Cientificas

Tavola rotonda e dibattito conclusivo.


Vai al sito web del convegno.

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San Miniato (PI), Convegno “Costruire lo sviluppo”

Costruire lo sviluppo, convegno a San Miniato (PI).

21 maggio 2016

Sala consiliare, Comune di San Miniato (PI), via Vittime del Duomo, 8

Costruire lo sviluppo. La crescita di città e campagna tra espansione urbana e nuove fondazioni (XII-XIII secolo)

Organizzazione e direzione scientifica: prof. Federico Cantini, Insegnamento di Archeologia Medievale, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Università di Pisa

Le ricerche archeologiche condotte nel territorio toscano nell’ultimo decennio stanno offrendo nuovi dati sul grande sviluppo che caratterizzò città e campagna tra XII e XIII secolo.
Partendo da contesti recentemente indagati vogliamo ridiscutere il ritmo e le forme di questa crescita osservandola nella sua declinazione urbanistica (cantieri, tipologie edilizie, materiali da costruzione), economica e nelle modalità di celebrazione e propaganda politica (epigrafia) per analizzare i rapporti tra quanto avveniva in città (espansione oltre le vecchie mura e nuovi borghi) e in campagna (nuove fondazioni e rifondazioni di centri preesistenti).

Scarica il programma in formato PDF.

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Tourisma 2016 – Soprintendenza Archeologia della Toscana

Tesoretto di San Mamiliano.

TourismA. Salone Internazionale dell’Archeologia

Firenze-Palazzo dei Congressi
19-21 Febbraio 2016

Dal 19 al 21 febbraio si terrà a Firenze la seconda edizione di TourismA il Salone Internazionale dell’Archeologia, organizzato da Archeologia Viva in collaborazione con Firenze Fiera. Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno TourismA propone, in tre giornate organizzate nel Palazzo dei Congressi di Firenze (19-21 febbraio), una serie di eventi dedicati al mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze.
Nell’ambito di tale manifestazione, un ruolo di rilievo sarà svolto dalla Soprintendenza Archeologia della Toscana, direttamente coinvolta in due sessioni del Salone, rispettivamente dedicate al rinvenimento del cosiddetto “Tesoro di San Mamiliano” di Sovana ed alle ultime importanti scoperte – inedite o ancora poco note – effettuate nel territorio toscano.

Tesoretto di San Mamiliano.

Prima sessione: “Il Tesoro di San Mamiliano…Il conte di Montecristo e altre storie” (19 febbraio, Sala Onice, 9.45-13.00)

Nel corso di indagini archeologiche effettuate dalla Soprintendenza nel 2004, nella chiesa di San Mamiliano di Sovana venne inaspettatamente alla luce un ripostiglio di 498 monete. Si trattava di uno dei tesoretti più interessanti scoperti negli ultimi anni (fig. 1), costituito esclusivamente da solidi d’oro coniati nel V sec. d.C. ed oggi esposti nel Museo di Sovana. Oltre che per il numero elevato delle monete e per il loro perfetto stato di conservazione, il rinvenimento è noto al gran pubblico prechè presentato dai mass media come “il tesoro di Montecristo” per la suggestiva possibile identificazione con il tesoro che Alexandre Dumas descrisse basandosi su documenti antichi e leggende popolari e che collocò nella piccola isola dell’arcipelago toscano in cui morì San Mamiliano.
Coordinati dal Soprintendente dott. Andrea Pessina, interverranno nella sessione archeologi e numismatici, che illustreranno storia del rinvenimento e significato del tesoretto, non senza ripercorrere l’affascinante leggenda che ci riconduce al celeberrimo “Conte di Montecristo”.

Anfiteatro di Volterra.

Seconda sessione: “Toscana Archeologica: ultime scoperte fra il mare e l’Appennino” (20 febbraio, sala Verde, dalle 9,00 alle 12,30)

Nella seconda sessione, alcuni Funzionari Archeologi presenteranno le ultime eccezionali scoperte ed i più recenti studi e progetti della Soprintendenza Archeologia della Toscana, frutto dell’intensa attività di tutela e valorizzazione svolta a livello capillare su tutto il territorio regionale.
Al sensazionale rinvenimento dell’anfiteatro di Volterra (fig. 2) è dedicato l’intervento della dott.ssa Elena Sorge. A pochi mesi dalla scoperta dell’edificio nell’area di Vallebuona, saranno illustrati i risultati dei primi sondaggi esplorativi, effettuati dalla Soprintendenza con il supporto del Comune di Volterra e della Fondazione della Banca Cassa di Risparmio di Volterra. I saggi di scavo e le prospezioni geoelettriche condotte sul sito consentono una prima parziale ricostruzione planimetrica e l’inquadramento cronologico di uno dei monumenti più significativi della fase romana della città.
La dott.ssa Maria Angela Turchetti, in collaborazione con il prof. Andrea De Giorgi (Florida State University, Department of Classics) presenterà, invece, le nuove scoperte della colonia latina di Cosa (Ansedonia), illustrando i risultati delle campagne di scavo effettuati nell’edificio delle terme e le prospettive di ricerca e di valorizzazione del sito. Contestualmente, verrà presentata la nuova guida della città “Cosa. Orbetello. Itinerari archeologici”, a cura di G. Poggesi e M.A. Turchetti, Edizioni Pegaso Firenze.
Attraverso lo studio delle necropoli etrusche di Magliano in Toscana (provincia di Grosseto), indagate a partire dagli anni ’80 del XX secolo fino alle più recenti scoperte degli ultimi anni, la dott.ssa Paola Rendini ricostruirà l’immagine della società etrusca della valle dell’Albegna in età tardo-orientalizzante (VII sec. a.C.). La presentazione di reperti inediti consentirà di approfondire i rapporti culturali tra le più eminenti famiglie locali e i principali centri dell’Etruria meridionale.
Ad oltre un secolo dai primi scavi del suggestivo contesto del cosiddetto “Lago degli Idoli” del Monte Falterona (Stia, Ar), il dott. Luca Fedeli illustrerà gli importanti risultati delle ricerche sratigrafiche effettuate nel sito tra il 2003 e il 2007. I nuovi bronzetti votivi recuperati – oltre cento esemplari databili a partire dal VI sec. a.C. – consentono di ricostruire con maggiore completezza la più grande stipe votiva etrusca mai rinvenuta, posta alle sorgenti dell’Arno.
Conclude la sessione l’intervento della dott.ssa Claudia Rizzitelli, che illustrerà gli eccezionali risultati degli scavi effettuati sotto al palazzo della Sapienza di Pisa, che hanno restituito parte di un quartiere medievale (XI-XIII secolo) con case-torri e strade acciottolate, demolito a partire dal 1340 per lasciare il posto alla Piazza del Grano.

Programma TourismA 2016, in formato pdf.

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Medioevo in Formazione. Pisa, 5-8 novembre 2015.

Programma MIF4_Pisa1.

Programma MIF4_Pisa1.Medioevo in formazione. Istituzioni, paesaggi e culture del Mediterraneo nel Medioevo.

Pisa. 5-8 novembre 2015.

Scarica il programma: programma-MIF4_Pisa.pdf.

Saremo presenti con i nostri volumi.

I giovani storici e il futuro della ricerca

Il progetto si propone l’obiettivo di fornire un’occasione di incontro e confronto per studiosi del periodo medievale di età inferiore ai 40 anni e non inquadrati nei ruoli universitari. Si vuole perseguire tale obiettivo per cercare di valorizzare e diffondere, in un’occasione appositamente dedicata, le ricerche condotte da laureati, dottorandi di ricerca, assegnisti e borsisti. Il risultato di un simile evento potrebbe fornire una prima visione di insieme su almeno una parte dello stato della ricerca medievistica portata avanti dalle generazioni più giovani, evidenziandone tematiche principali, metodologie e prospettive.

Oltre che all’esposizione delle recenti ricerche, si prevede di dedicare una parte del convegno ad alcune riflessioni sul ruolo della Storia e degli storici nella società contemporanea, sull’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche ai fini della ricerca, sull’interazione interdisciplinare con altre discipline umanistiche e sulla comunicazione e divulgazione della storia.

Senza dubbio tutte le tematiche presentate risultano già oggetto di dibattito da parte degli studiosi già pienamente formati e operanti attivamente presso università ed enti di ricerca; tuttavia è convinzione degli organizzatori che la condizione di apprendistato e la giovane età dei partecipanti al convegno possa costituire, per una volta, un vantaggio anziché uno svantaggio.

Non è infatti un mistero che le discipline storiche e le professioni ad esse legate, vivono un periodo di forte ridimensionamento: il XX secolo ha infatti profondamente modificato i presupposti teorici, le metodologie e gli obiettivi della ricerca storica professionale, staccandola in buona parte dall’insegnamento e dalla divulgazione. In altre parole il ruolo degli storici e l’utilità della ricerca razionale sul passato, tanto più quello remoto, faticano ancora ad essere pienamente percepiti dal senso comune. Questa situazione, unita alla scarsità degli investimenti pubblici e privati sulla ricerca, in particolare quella umanistica, e alla considerevole entità dei cambiamenti che le riforme degli ultimi quindici anni hanno apportato al sistema complessivo dell’istruzione, rischia di creare i presupposti per un lento esaurirsi delle possibilità di svolgere con la necessaria continuità la professione della ricerca storica.

Alla situazione delineata fanno altresì da contrappunto una viva persistenza di un uso pubblico del passato e di una “domanda di Storia” ben presenti nella società – spesso però intercettate da non addetti ai lavori o non supportate da un senso critico storico diffuso sufficientemente adeguato – e la presenza in Italia di un immenso patrimonio documentario, artistico e archeologico che, in presenza di un piano di sviluppo culturale ben progettato, potrebbe fornire numerose occasioni di lavoro.

Proprio in un quadro che appare spesso scoraggiante e di difficile approccio, ma che sembra offrire allo stesso tempo le potenzialità per un favorevole cambiamento di rotta, il confronto tra chi fra i più giovani ha comunque consapevolmente scelto di intraprendere il rischioso cammino di un mestiere (per ora) a rischio di estinzione, potrebbe costituire quanto meno un punto di partenza per eventuali ed auspicabili successive riflessioni.

Maggiori informazioni http://www.medioevoinformazione.it/il-progetto/