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Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale di Crecchio (CH)

Crecchio - Castello Museo

VII Premio Riccardo Francovich 2019 – conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri Soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. Vittoria del Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale – Castello Ducale – Crecchio.

Comunicato stampa

Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio, presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, la V edizione di TourismA, manifestazione dedicata all’archeologia ed al turismo culturale organizzata dalla nota rivista Archeologia Viva, una delle prime in Italia dedicate alla divulgazione archeologica. Nell’arco dei tre giorni si potrà assistere ad una fitta serie di eventi rivolti alla divulgazione delle scoperte archeologiche ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.

All’interno della manifestazione, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), consegnerà i premi “Riccardo Francovich”, destinati ogni anno a personaggi che si siano distinti nella divulgazione del Medioevo italiano presso il grande pubblico, e al parco o museo archeologico italiano più innovativo ed efficace nella comunicazione dell’archeologia medievale.

Per quel che riguarda i museo il VII Premio “R. Francovich” per il miglior museo o parco archeologico è stato assegnato dal voto popolare (18880 voti – 49,09%), e dai soci SAMI (123 voti – 47,49%) al Museo dell’Abruzzo bizantino e Altomedievale di Crecchio (CH).

Si tratta di un risultato eccezionale, in quanto dei 6 musei concorrenti, Crecchio ha ottenuto quasi metà dei voti espressi, con secondo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, con le sue preziose testimonianze longobarde, mentre gli altri quattro candidati selezionati sono molto distanziati.

Ricordiamo che il Museo è ospitato nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti), ed espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca e poi gli scavi archeologici che la Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo ha condotto, dal 1988 al 1991 con il supporto ed in stretta collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, con il concorso importante anche del comune di Crecchio sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.

L’esposizione illustra la scoperta del sito archeologico narrandone lo scavo ed il restauro dei reperti all’interno di un percorso espositivo  che costituisce il punto di arrivo di un progetto sviluppatosi nel corso di un decennio.

Una storia suggestiva che parla di coinvolgimento della comunità e di una collaborazione fattiva e virtuosa tra istituzioni e volontariato.

Nell’ambito della manifestazione è andata sviluppandosi negli anni una ampia ricostruzione del mondo bizantino in Abruzzo, con un corteo storico ormai giunto ad oltre 150 personaggi in costumi filologicamente riprodotti da veri e proprio laboratori di filatura e ricostruzione corredi storici,

Notizie di dettaglio

Dall’aprile 1995 esiste ed è aperto al pubblico nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti) il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, struttura espositiva che perpetua la Mostra sui Bizantini in Abruzzo, aperta nel periodo Agosto-Dicembre 1993, ed è nato dallo stretto ed innovativo rapporto di collaborazione fra Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo, Archeoclub d’Italia – Sede di Crecchio – Comune di Crecchio, grazie ad  una conven­zione approvata dal Ministero per i Beni Culturali poi stipulata il 3 Marzo 1995.

Il museo, nel quale sono ospitate le importanti  testimonianze archeologiche dall’importante scavo della villa romano-bizantina in località Vassarella di Crecchio (1988-1992), racchiude preziose ed inedite testimonianze su un periodo storico dell’Abruzzo che era sino a quell’epoca quasi ignoto, le fasi  che vedono fra VI e VII secolo la Guerra fra Goti e Bizantini e la riconquista bizantina della regione (538-39 d.C.), la fine dell’assetto antico dell’area, l’invasione longobarda (dal 579), la persistenza dei Bizantini lungo le coste della regione sino alla metà del VII secolo e lo sviluppo dell’assetto altomedie­vale della zona.

Fra essi ricordiamo reperti assolutamente eccezionali, quali la Cathedra lignea, il grabde bacile di probabile provenienza copta, un corredo di ceramiche da mensa e cucina di grande articolazione e preziosità, fra cui la celebre ceramica dipinta nota come Ceramica tipo Crecchio.

In un allestimento particolarmente moderno ed accattivante sono proposti al pubblico reperti ed oreficerie tardoromane, gote, longobarde e bizantine, unitamente ad un’aggiornatissima documentazione sulle più recenti ricerche archeologiche nella zona.

La struttura, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e con il supporto del comune, è gestita per quel che riguarda la sua apertura da parte del succitato Archeoclub, che opera in stretta sinergia con le varie associazioni culturali e realtà economiche del territorio.

Da questa collaborazione è poi nata nel 2005 la ormai celebre manifestazione “ A Cena con i Bizantini”, sviluppatasi in origine nell’ambito della grande rassegna nazionale promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Archeologici su “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la cui direzione artistica è svolta dal direttore del museo, che si svolge nell’ultimo week end di luglio ed è giunta l’estate scorsa alla XIV edizione, con grandissimo successo di pubblico dovuto all’accattivante mix fra cultura, archeologia, gastronomia, e suggestive ricostruzioni d’ambiente, dovute al paziente e filologico lavori di appositi laboratori costituiti proprio dall’Archeoclub d’Italia-sede di Crecchio.

 

Li, 6 febbraio 2019

Il Direttore del Museo
dott. Andrea R. Staffa

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STORIE (di) CERAMICHE 6 – call for papers

Storie (di) Ceramiche 6.

CALL FOR PAPERS

STORIE (di) CERAMICHE 6

“Commerci e Consumi”

In ricordo di Graziella Berti a sei anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2019

Anche quest’anno, a sei anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata ai commerci e ai consumi di ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle informazioni che i contesti ceramici possono fornire per ricostruire la circolazione e i consumi delle stoviglie in ceramica.

La fascia cronologica scelta è volutamente ampia in modo da consentire di cogliere i cambiamenti e permettere il confronto sia tra periodi differenti, che in ambiti territoriali diversi. Attraverso l’intreccio di dati provenienti sia dalle fonti materiali che quelle scritte sarà possibile descrivere i fenomeni relativi all’uso e al commercio di classi ceramiche diverse o di tipologie formali specifiche, con lo scopo di ampliare la base delle conoscenze attuali sia su ambiti geografici ristretti che di più larga misura, come il Bacino Mediterraneo. Sono ben accetti contributi che possano focalizzarsi sulla società, sull’economia, sul trasporto dei beni, sulla circolazione delle merci, sui beni da considerare o meno di lusso, sulla composizione dei contesti, sui corredi domestici.

Nell’ottica di favorire e far conoscere i nuovi studi chi fosse interessato potrà inviare una proposta di intervento inerente i commerci e/o i consumi di ceramica per il periodo medievale o postmedievale entro e non oltre il 14 Aprile 2019 alla mail storiediceramiche@gmail.com. L’abstract, in italiano ed inglese, di massimo di 1.000 caratteri spazi inclusi, dovrà essere corredato da curriculum vitae et studiorum di tutti i proponenti il contributo.

Locandina in formato pdf: Storie (di) Ceramiche 6 – call for papers – locandina.

Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook: Storie (di) Ceramiche

Cordiali saluti.
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Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

Demolire, riciclare, reinventare, convegno 2019.

Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

III Convegno internazionale “Laterizio”

MERCOLEDÌ 6 MARZO
ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME – PIAZZA NAVONA, 62

9.00 Saluti: Catherine Virlouvet

9.15 INTRODUZIONE
Evelyne BUKOWIECKI, Antonio PIZZO, Rita VOLPE
Introduzione e presentazione dei volumi:

  • Jacopo BONETTO, Evelyne BUKOWIECKI, Rita VOLPE, Alle origini del laterizio romano. Nascita e diffusione del mattone cotto nel Mediterraneo tra IV e I sec. a.C.(Atti del II workshop internazionale “Laterizio”, Padova, 26-28.04.2016), Roma 2019, edizioni Quasar.
  • Macarena BUSTAMANTE-ALVAREZ, Antonio PIZZO, El opus testaceum en Augusta Emerita: producción y uso, Hispania Antigua, Serie Arqueológica, 8, Roma 2018, L’Erma di Bretschneider

DEMOLIRE
Chair: Lynne LANCASTER

10.00 Federico CANTINI, Riccardo BELCARI, Simona RANERI, I laterizi della Villa dei Vetti. Materiali, tecniche costruttive e organizzazione del cantiere nel Valdarno tardo antico

10.30 Alessio DE CRISTOFARO, Giovanna DI GIACOMO, Andrea RICCHIONI, Daniela ROSSI, Claudia TOZZI, Un cantiere di spoliazione al km 12,000 della via Aurelia a Roma: tempi e modalità di reimpiego dei laterizi tra l’età tardo antica e l’altomedioevo

11.00 PAUSA

11.30 Girolamo F. DE SIMONE, Josef SOUČEK, Spoliation strategies at a Roman villa on the slopes of Mt. Vesuvius

12.00 Leonidas LEONTARIS, Ioulia STAMOU, Konstantinos L. ZACHO S, Pillaging and recycling of bricks from the Augustan walls of Νicopolis: A diachronic study

12.30 Nicoletta MARCONI, “Muro fatto di tevolozze”: laterizi di reimpiego nei cantieri di Roma barocca

13.00 POSTER

  • Ugo FUSCO, Evidenze per la presenza di un cantiere di spoliazione e ridistribuzione del materiale edilizio nel pianoro di Veio (RM)
  • Stefano CAMPOREALE, Mirella SERLORENZI, Tra demolizioni e sperimentazioni: riusi dei laterizi e tempi di smontaggio delle murature in opus testaceum di Piazza Dante a Roma
  • Enrico GALLOCCHIO, La spoliazione della Casa di Augusto sul Palatino e il reimpiego dei laterizi nel cantiere del Santuario di Apollo
  • Leonardo SCHIFI, Roma (I° Municipio). Gli ambienti romani della Confartigianato. Un cantiere di spoliazione alle pendici settentrionali del Celio

13.30 PAUSA PRANZO

RICICLARE 1
Chair: Heinz BESTE

15.00 Elizabeth Jane SHEPHERD, Giuseppe Valadier e il tetto del tempio di Portuno, 1829-1835

15.30 Nicoletta BERNACCHIO, Laterizi di riuso nelle strutture dell’area dei Fori Imperiali dal IX al XVI secolo

16.00 PAUSA

16.30 Marco BIANCHINI, Massimo VITTI, Il complesso dei Mercati di Traiano come esempio diacronico del reimpiego del laterizio dall’età traianea al XIV secolo

17.00 Nicoletta GIANNINI, L’edilizia di Roma Medievale. Nuove acquisizioni sui modi di costruire in laterizio a Roma tra VII e XV secolo

GIOVEDÌ 7 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO G.B.
MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

9.00 Saluti: Elisabetta Pallottino

RICICLARE 2
Chair: Xavier LAFON

9.30 Caterina PREVIATO, Il riuso delle tegole nelle strutture murarie: dimensione, caratteristiche e ragioni di un fenomeno diffuso in età romana. Il caso dell’Italia settentrionale

10.00 Enrico CIRELLI, J. Riley SNYDER, Brick production and reuse in late antique and early medieval Ravenna (5 th -10 th c.)

10.30 Lucrezia SPERA, Riuso e produzione di laterizi a Roma nell’altomedioevo. Acquisizioni dalle analisi murarie nella nuova area archeologica a San Paolo fuori le mura

11.30 PAUSA

12.00 POSTER

  • Francesco COLLURA, Il laterizio di tradizione ellenistica tra tardoantico e medioevo nei centri della Sicilia settentrionale
  • Silvana RAPUANO, Esempi di reimpiego di laterizi romani a Benevento fra tarda antichità e medioevo
  • Alvaro JIMENEZ SANCHO, Acerca de construcción con ladrillo en Sevilla entre la Antigüedad y el Medievo. La cuestión del material

13.00 PAUSA PRANZO

REINVENTARE
Chair: Rita VOLPE

14.00 Angelo CARDONE, Roberta GIULIANI, Nunzia Maria MANGIALARDI, Il laterizio nei cantieri della Puglia centrosettentrionale tardoantica e medievale tra reimpieghi e nuove produzioni

14.30 Francesco A. CUTERI, Giuseppe HYERACI, Reimpieghi e nuove produzioni di laterizi nella Calabria tardo-antica e medievale

15.00 Donato LABATE, Produzione e riuso dei laterizi a Modena dal tardo antico al basso medioevo

15.30 PAUSA

16.00 Paola GREPPI, La reinterpretazione del laterizio nei cantieri della Milano cristiana: dal quadro generale ai nuovi dati sulla basilica di San Simpliciano

16.30 Giordana AMABILI, Gabriele SARTORIO, Da Augusta Praetoria ad Aosta: aspetti della produzione e utilizzo del laterizio in una città alpina

VENERDÌ 8 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO
G.B. MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

DEMOLIRE, RICICLARE, REINVENTARE:
casi di studio

9.00 Stefano CAMPOREALE: presentazione POSTER

  • Silvia AGLIETTI, Spunti di ricerca sull’approvvigionamento e la distribuzione dei laterizi nelle sepolture in fossa di età romana
  • Pirjo HAMARI, Recycling brick and tile in Roman Petra (Jordan)
  • Ljubomir JEVTOVIĆ, Case study – use and reuse of ceramic building material for constructing the graves of ancient Viminacium
  • Marina COVOLAN, Tegulae fratte: tre casi di reimpiego nella prima età imperiale dalla necropoli di Cuma
  • Francesco MUSCOLINO, Il riuso di laterizi a Taormina in età romana
  • Antonio PIZZO, Álvaro CORRALES, Le pratiche del reimpiego dei mattoni nell’architettura domestica di Augusta Emerita (Mérida, Spagna)
  • Macarena BUSTAMANTE-ÁLVAREZ, Elena H. SÁNCHEZ LÓPEZ, El reciclaje del material latericio en ámbito figlinario: el suburbium alfarero de Cartuja (Granada, Spain)
  • Oliva RODRÍGUEZ GUTIÉRREZ, Cuando nada es lo que parece. Prácticas singulares con material latericio en la construcción romana en el Valle del Guadalquivir

10.30 PAUSA

11.00 POSTER

  • Chair: Mirella SERLORENZI
  • Carlo PERSIANI, De minimis: il riuso dei materiali nella manutenzione delle mura Aureliane nel XV e XVI secolo
  • Serena ZANETTO, La seconda vita del laterizio romano in area alto adriatica: circolazione e tecniche tra VI e XI secolo
  • Riccardo CONSOLI, Nuovi dati sulla produzione e il riuso del laterizio in Calabria dal V all’XI secolo
  • Michele ZAMPILLI, Giovanni CANGI, La costruzione di due volte reali in laterizio nel Palazzo Buonaccorsi di Macerata
  • Fabiana SUSINI, Eleonora ROMANO’, Forme di memorie ‘materiale e immateriale’ nella Basilica di San Piero a Grado (Pi): il reimpiego del laterizio romano dal gradus all’ecclesia
  • Rossella PANSINI, Uso e riuso di laterizi romani in una torre medievale: il caso di Via dei Montanini 16 a Siena
  • Marie-Ange CAUSARANO, Il reimpiego dei laterizi romani nell’edilizia medievale a Padova
  • Eleonora PASSA, I laterizi provenienti dalla catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI): per un ipotesi di riuso
  • Julia MARTIN, From lining for canals to the dome at Hagia Sophia. Brick architecture in Imperial and Early Byzantine western Asia Minor

12.00 Riccardo SANTANGELI VALENZANI, Daniela ESPOSITO, Considerazioni conclusive

13.00 PAUSA PRANZO

14.00 John OCHSENDORF, Le volte “in foglio”

15.00 Paolo VITTI, La qubbat almoravide di Marrakech e le origini delle volte di mattoni in foglio

CANTIERE DI COSTRUZIONE DI UNA VOLTA IN FOGLIO

  • Durante i tre giorni del workshop, il Dipartimento di Architettura di Roma Tre organizzerà un laboratorio sulla costruzione di una volta in foglio dalle 9.00 alle 16.00 presso i locali di Largo Giovanni Battista Marzi, 10.
  • Responsabile scientifico: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri
  • Docenti e Tutor: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri, Giorgio Ortolani, Adolfo Alonso Durà, Paolo Vitti , Adolfo Baratta, Michele Zampilli

Scarica il programma in formato pdf: Programma_Laterizio_III.

La pagina sul sito web dell’Ecole Francaise de Rome: http://www.efrome.it/la-recherche/agenda-et-manifestations/actualite/demolire-riciclare-reinventare-la-lunga-vita-e-leredita-del-laterizio-romano-nella-storia-dellar.html


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Una storia fiorentina, sulle tracce del vicino oriente islamico

Firenze e la cultura islamica.

Consulta l’anteprima del volume, acquistalo in formato carta o ebook!


Il comunicato stampa dal sito dei Laboratori San Gallo:

Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico

Anche quest’anno saremo a TourismA, la grande kermesse di archeologia e turismo, con importanti novità!

L’evento, che si svolgerà dal 22 al 24 febbraio al Palazzo dei Congressi di Firenze, ormai si conferma, sia a giudicare dalla lista degli espositori sia leggendo il denso programma di eventi, quale appuntamento irrinunciabile di incontro, confronto e riflessione fra il mondo dell’archeologia professionale e il suo pubblico.

Noi di Laboratori Archeologici San Gallo parteciperemo, per il quarto anno consecutivo, con un nostro stand: una piccola vetrina cui è affidato il compito di far conoscere i servizi archeologici e culturali che offriamo. #viaggio #scoperta e #oriente saranno per noi le parole d’ordine di questa nuova edizione.

Infatti, quest’anno c’è una sorpresa in più: siamo lieti di presentare, nella splendida cornice di TourismA, il nostro primo prodotto editoriale: Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale.

Il progetto, a cura di Laboratori Archeologici San Gallo, è stato realizzato con il contributo della Talal Abu Ghazaleh Organization per la casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio e ha avuto la supervisione scientifica di un esperto del settore, il professore Giovanni Curatola, dell’Università di Udine, e del professore Guido Vannini, ordinario di Archeologia Medievale dell’Università di Firenze e direttore della Missione Archeologica “Petra Medievale”.

L’idea di questa guida, che propone al viaggiatore o al fiorentino curioso a una passeggiata insolita e “tematica” per Firenze, ha iniziato a prendere corpo durante la progettazione della mostra internazionale Da Petra a Shawbak, archeologia di una frontiera, svoltasi nella Limonaia di Palazzo Pitti nel 2009. Nel percorso espositivo, infatti, furono integrate delle “citazioni fiorentine”, cioè dei rimandi che, partendo da specifici manufatti presenti in mostra, portavano alla scoperta di parte di quel patrimonio prodotto dalla cultura islamica medievale e rinascimentale conservato nei musei della città.

Una lunga tradizione di  scambi politici e culturali con l’Oriente islamico (come ha ben illustrato la recente mostra L’Islam e Firenze conclusasi lo scorso settembre) ha portato a Firenze sin dal Medioevo manufatti di eccezionale valore, oltre che influenzato alcune delle più importanti produzioni locali (le stoffe, le ceramiche…), andando ad arricchire non solo le collezioni museali della città ma anche lasciando molte e significative tracce nelle opere d’arte diffuse nel suo centro storico.

Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale disegna nelle sue linee sostanziali la storia di questi scambi e influenze culturali, attraverso alcune delle principali opere d’arte ancora visibili in città. Racconta, inoltre, le vicende delle collezioni e dei collezionisti, dai Medici al Novecento, che meglio rappresentano le origini, le motivazioni e le evoluzioni del gusto per l’Oriente islamico. Vi sono infine alcuni suggerimenti per percorrere in autonomia un itinerario extra-museale per esplorare, alla luce di queste informazioni, il centro storico di Firenze, grazie anche ad una semplice mappa tematica.

La guida esce adesso in italiano, e sarà in vendita a TourismA, mentre nei prossimi mesi pubblicheremo la versione in lingua inglese, dedicata ai turisti non “mordi e fuggi”, e in lingua araba, dedicata, perché no, anche ai nuovi cittadini che avranno voglia di conoscere un po’ di storia… condivisa!

Vi aspettiamo quindi domenica 24 febbraio in Sala 4, alle ore 16:30 per l’evento “Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico” (qui il link all’evento Facebook e qui al sito di TourismA).

Chiara Marcotulli


Alberto (Angela) chi? Vi aspettiamo oggi pomeriggio a #tourismA2019 per presentare la nostra guida… Ci sarà anche il firma copie! 😂😂😂

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Zondag 24 februari 2019

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Maandag 25 februari 2019

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Maandag 25 februari 2019

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Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo

PISA, giovedì 29 novembre 2018, ore 16:00
AULA 6, Palazzo della Sapienza, via Curtatone e Montanara

Presentazione del libro “Una città operosa. Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo.”

Il libro sarà presentato da

  • Alessandra Molinari, ordinario di Archeologia Medievale (Università degli Studi di Roma, Tor Vergata)
  • Letizia Gualandi, ordinario di Archeologia Classica (Università di Pisa)
  • Simone Collavini, ordinario di Storia Medievale (Università di Pisa)

Saranno presenti i curatori del volume

  • Federico Cantini (Università di Pisa)
  • Claudia Rizzitelli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno)

e gli autori dei contributi

  • Paolo Sangriso, Simonetta Menchelli, Antonio Alberti, Marcella Giorgio, Antonino Meo, Caterina Toscani, Francesco M.P. Carrera, Alessandro Corretti, Gabriele Gattiglia

Visualizza / scarica la locandina in formato pdf.


Il primo volume della collana DM – Dialoghi sul Medioevo.

ISSN 2611-4364 – Direttore della collana: Federico Cantini (Università degli Studi di Pisa), Simone Maria Collavini (Università degli Studi di Pisa)

La collana DM nasce per accogliere atti di convegni e di seminari volti alla discussione di tematiche di storia economica e sociale, affrontate attraverso l’uso delle fonti materiali e di quelle scritte, ma con un taglio fortemente interpretativo.
L’ambito cronologico è quello di un ampio Medioevo, esteso anche alla Tarda Antichità. Perciò sono stati chiamati a far parte del comitato scientifico studiosi che hanno interessi che spaziano in questo vasto arco temporale, ma che hanno anche proprie specificità di ricerca. Queste ultime, però, non vanno intese come steccati disciplinari, ma, al contrario, come risorse intellettuali da spendere in un dialogo che miri a osservare i fenomeni storici nella loro complessità.
Rimane forte l’attenzione alla fonte e alla genesi della sua costruzione, come prerequisito indispensabile alla solidità della fase interpretativa, che comunque resta centrale. Il dialogo che si intende costruire e sviluppare non riguarda solo il momento di discussione seminariale, ma parte necessariamente dall’individuazione dei temi, dalla costruzione dell’agenda delle domande e dalla scelta dei relatori, operata sulla base delle loro competenze e ancor più della loro disponibilità al confronto. La riflessione teorica sui metodi e sugli approcci interpretativi costituirà un altro ambito di interesse dei seminari, dato che la riteniamo fondamentale per sviluppare strumenti di ricerca sempre più raffinati.
Dialoghi che miriamo a costruire vogliono non solo proporre nuove prospettive e soluzioni originali, per quanto provvisorie, a problemi irrisolti, ma anche e soprattutto consentire di formulare inedite domande e percorsi di ricerca non ancora battuti. Ciò che ci attira sono i fenomeni e in particolare i macro-fenomeni, che rimandano ai meccanismi e alle strutture che organizzano le società nel loro divenire storico. Di questi macro-fenomeni vogliamo leggere i riflessi laddove essi sono: dal singolo manufatto o evento alla catena che li lega dando loro senso. Ciò che ci interessa è il riconoscimento di un modello, elaborato a partire da un’analisi critica dei dati, e non la giustificazione di un schema interpretativo imposto a priori, piegando i differenti frammenti di storia a spiegazioni preconfezionate.
Non ci spaventa la provvisorietà delle interpretazioni, che è il presupposto e la giustificazione di un percorso di ricerca inesauribile; piuttosto, in nome della complessità, rifuggiamo le mode storiografiche, le teorie divenute teologie e la superficialità dei percorsi conoscitivi.

 

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Le suggestioni del vetro

Locandina seminario Arsago 2018.

Seminario: LE SUGGESTIONI DEL VETRO: MATERIE PRIME, TECNICHE DI PRODUZIONE, CONTESTI D’USO, CIRCOLAZIONE DEI MANUFATTI (VI-IX SECC.)

L’alto medioevo. Artigiani, tecniche produttive e organizzazione manifatturiera, 4

Arsago Seprio (VA) – Civico Museo Archeologico 24 novembre 2018, dalle ore 15

Interventi

  • G.M. Facchinetti (Soprintendenza) – La misura del vetro: misurare e certificare tramite il vetro
  • S. Masseroli (Soprintendenza) – Le analisi dei componenti, sintesi ed evoluzione storica
  • M. Uboldi (Università Cattolica, AHIV) – Indicatori di lavorazione e siti produttivi del vetro in italia
  • E. Neri (Università Cattolica di Milano) – Tessere vitree e a foglia d’oro: produzione, commercio, destinazione
  • M. Beghelli (RGZM – Mainz), L. Chinellato (Università degli Studi di Udine) – Non solo pietra: vetro e gemme nella scultura altomedievale (secc. VII-IX). Le fonti scritte e i colori dell’ara di Ratchis.
  • G. Assorati (Università di Bologna) – Le fonti storiche sugli artigiani del vetro. Organizzazione e condizioni di lavoro

Link alla pagina web del Museo: https://www.comune.arsagoseprio.va.it/home/Territorio/Storia/Museo.html

Scarica la locandina in formato pdf: Locandina seminario Arsago 2018.

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Presentazione: Il Cantiere del Duomo di Siena tra XI e XIV secolo.

Presentazione del libro

La cattedrale e la città. Il Cantiere del Duomo di Siena tra XI e XIV secolo

di Marie-Ange Causarano

10 novembre 2018, ore 17 – Piazza del Duomo, 8 – Museo dell’Opera – Sala delle Statue

Interverranno

  • Prof. Stefano Moscadelli, docente di Archivistica e direttore del Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università degli studi di Siena
  • Prof.ssa Gabriella Piccinni, docente di Storia medievale
  • Prof. Marco Valenti, docente di Archeologia medievale

Scarica / visualizza la locandina in formato pdf: La cattedrale e la città, Siena – presentazione 2018.


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nEU-Med day in Maremma

nUE-Med, copertina.

31 ottobre 2018

Il progetto europeo nEU-Med (Origins of a new economic union 7th-12th centuries) è iniziato nell’ottobre 2015. Al suo interno archeologi e ricercatori di tante altre discipline lavorano insieme per studiare i grandi cambiamenti economici e sociali tra la fine del mondo antico e l’età dei Comuni. Per questa ricerca il territorio della Maremma compreso tra il golfo di Follonica e il confine con il senese è divenuto un grande laboratorio a cielo aperto. A tre anni dall’inizio del progetto, la giornata ha l’obiettivo di fare incontrare i componenti del team con il pubblico per illustrare i risultati delle ricerche.

Scarica / visualizza la locandina in formato pdf: nEU-Med in Maremma- locandina.

ore 14-16

La terra dei re. Lo scavo archeologico di Vetricella

Visite guidate su prenotazione (a cura di Lorenzo Marasco e Arianna Briano). Per iscriversi scrivere al seguente indirizzo mail: ercneumed.unisi@gmail.com. Per informazioni www.neu-med.unisi.it

ore 16 Sala Consiliare Palazzo Comunale, Scarlino

Studiare il passato, progettare il futuro. I primi tre anni del progetto nEU-Med

ore 17-19 Piano terreno Palazzo Comunale di Scarlino

Progetto nEU-Med: la ricerca è per tutti! Il team incontra il pubblico

  • Tavolo 1: Contaminare la ricerca archeologica – Analisi chimiche di reperti e di suoli (a cura di Alessandro Donati; Vanessa Volpi; Cristina Cicali; Luisa Dallai)
  • Tavolo 2: L’oro bianco, il sale della Val di Cornia – Ricerche a Carlappiano, Parco della Sterpaia (a cura di Luisa Dallai; Andrea Bardi)
  • Tavolo 3: Visualizzare la storia – Fotogrammetria; Modellazione 3D; ricostruzione grafiche (a cura di Giulio Poggi, Mirko Buono, Francesco Sala).
  • Tavolo 4: Teupascio od il fiume del Re – Storia del paesaggio della Valle del fiume Pecora (a cura di Pierluigi Pieruccini; Mauro Buonincontri; Marta Rossi; Davide Susini)
  • Tavolo 5: Al centro di un mondo – Ricerche a Vetricella (a cura di Lorenzo Marasco)
  • Tavolo 6: La vita quotidiana al tempo dei Re – (a cura di Arianna Briano, Luisa Russo, Elisabetta Ponta, Alexander Agostini, Serena Viva)

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Su Archeologia Viva, le indagini sul monastero e l’abitato di Nonantola

Nonantola, Archeologia Viva.

Il celebre cenobio fondato da Anselmo nella “bassa” fra Modena e Bologna è stato oggetto di approfondite indagini archeologiche che ne hanno messo a fuoco le fasi altomedievali quando la Penisola passò dal controllo longobardo a quello dei Franchi di Carlo Magno. Una serie di significative scoperte – fra cui quella della casa del primo abate – ci permette di rivivere in diretta i secoli finali del primo millennio.

Archeologia Viva n. 191 – settembre/ottobre 2018 (pp. 32-40), di Sauro Gelichi, Mauro Librenti e Alessandra Cianciosi

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