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Premio Riccardo Francovich 2020

Il Forte Malatesta ad Ascoli Piceno che ospita il Museo dell’Alto Medioevo.

Premio Riccardo Francovich 2020 – VIII edizione, anno 2020

Si sono concluse le votazioni on line per l’assegnazione del Premio “Francovich” 2020, il prestigioso riconoscimento che la SAMI (Società Archeologi Medievisti Italiani) conferisce al museo, parco o complesso archeologico che si sia distinto nelle modalità di comunicazione dei propri contenuti al grande pubblico.

Il presidente della SAMI, Paul Arthur, docente Archeologia medievale all’Università del Salento, ha reso noto i vincitori per il 2020, che sono: il Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno, che ha ottenuto il 42,48 per cento delle preferenze dei 7580 votanti, e il Complesso archeologico di Santa Eulalia a Cagliari, che invece ha riscosso le maggiori preferenze (24,44 per cento) fra i soci SAMI.

Il presidente della SAMI, Paul Raymond Arthur, docente Archeologia medievale all’Università del Salento.
Il presidente della SAMI, Paul Raymond Arthur, docente Archeologia medievale all’Università del Salento.

I risultati delle votazioni

Soci della SAMI

  • Complesso archeologico di S. Eulalia a Cagliari 24,44%
  • Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friule, Udine 22,22%
  • Museo regionale della ceramica di Deruta, Perugia 13,33%
  • Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno 13,33%
  • Museo e Complesso Monumentale di Torcello, Venezia 11,11%
  • Mercato delle Gaite di Bevagna, Perugia 8,89%
  • Sito archeologico di Kaukana, Ragusa 6,67%

Pubblico

Totale votanti:7580

  • Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno 42,48%
  • Mercato delle Gaite di Bevagna, Perugia 16,99%
  • Complesso archeologico di S. Eulalia a Cagliari 15,20%
  • Museo regionale della ceramica di Deruta, Perugia 14,36%
  • Sito archeologico di Kaukana, Ragusa 9,24%
  • Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friule, Udine 0,88%
  • Museo e Complesso Monumentale di Torcello, Venezia 0,83%

I sette musei-siti erano stati selezionati dalla Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (Presidente SAMI; Professore di Archeologia medievale, Univ. Salento), è composta da Eva degl’Innocenti (Direttrice, Museo Archeologico Nazionale di Taranto), Francesca Morandini (Musei Civici d’Arte e Storia di Brescia), Fabio Pagano (Direzione Generale Musei, MIBAC), Piero Pruneti (Direttore di Archeologia Viva), Giuliano Volpe (Professore di Archeologia medievale, Univ. Foggia), Anna Maria Visser (Professore di Museologia, Univ. Ferrara).

Uno degli ambienti del Forte Malatesta di Ascoli Piceno.
Uno degli ambienti del Forte Malatesta di Ascoli Piceno.
Il martirio di San’Eulalia in un dipinto di John William Waterhouse (1885) alla Tate Britain.
Il martirio di San’Eulalia in un dipinto di John William Waterhouse (1885) alla Tate Britain.
Scavi sotto la chiesa di Santa Eulalia a Cagliari.
Scavi sotto la chiesa di Santa Eulalia a Cagliari.
Il Forte Malatesta ad Ascoli Piceno che ospita il Museo dell’Alto Medioevo.
Il Forte Malatesta ad Ascoli Piceno che ospita il Museo dell’Alto Medioevo.

Omaggio a Winspeare

La giuria del Premio “Francovich” ha poi assegnato un riconoscimento speciale al regista italiano Edoardo Carlo Winspeare Guicciardi per la sua opera di divulgazione delle tradizioni medievali, in particolare con i film Pizzicata e Filia Solis e per il suo attivismo a favore della cultura e del paesaggio del Salento.

Il regista Edoardo Winsperare.
Il regista Edoardo Winsperare.

Premiazione a “tourismA”

La cerimonia pubblica di premiazione è in programma a “tourismA 2020” nel grande auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, sabato 22 febbraio alle 12:20. Il Premio” Francovich” viene assegnato annualmente dalla SAMI per ricordare l’archeologo medievista Riccardo Francovich (1946-2007), fondatore della rivista Archeologia Medievale e ritenuto il principale esponente del gruppo di studiosi che in Italia hanno contribuito alla nascita di questa disciplina.


La pagina del Premio sul sito della rivista “Archeologia Viva”: https://www.archeologiaviva.it/13734/premio-francovich-2020/

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Il paesaggio pietrificato

Il paesaggio pietrificato - Arezzo - 7-8 febbraio 2020.

La storia sociale dell’Europa tra X e XIII secolo attraverso l’archeologia del costruito

Arezzo, Casa dell’Energia, via Leone Leoni, n.1 – 7-8 febbraio 2020

Il tema principale dell’incontro è quello di porre in relazione il fenomeno della pietrificazione dei secoli centrali del medioevo con le tematiche sociali della ricchezza, del valore di questa nuova fase edilizia e del significato d’identità collettiva.

L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e dal Centro de Ciencias Humanas y Sociales (cchs) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Madrid ed è parte delle attività di ricerca promosse all’interno del progetto europeo Petrifying Wealth, diretto da Ana Rodriguez e Sandro Carocci.

Durante i secoli centrali del medioevo il paesaggio europeo si trasforma attraverso il progressivo ritorno ad un’edilizia in materiale durevole, con l’utilizzo di pietra e laterizi. Si tratta di un profondo cambiamento strutturale che coinvolge nuovi concetti ideologici, dinamiche istituzionali, e pratiche sociali; un fenomeno che talvolta è stato giustificato soltanto come una diretta conseguenza della progressiva crescita economica di quegli anni, che pure è innegabile.

Consapevoli del fondamentale potenziale informativo che il dato stratigrafico può apportare all’interno di questo percorso di ricerca, l’incontro presenta i risultati di indagini archeologiche condotte a livello macro regionale e su un’ampia diacronia.

Il confronto fornirà una panoramica europea della pietrificazione del costruito attraverso la presentazione delle diverse modalità e tecniche costruttive adottate. L’intento è quello di costruire una visione d’insieme tra casi di studio che possano coprire il periodo compreso tra il X ed il XIII secolo e di costituire l’occasione per nuovi spunti interpretativi .

L’obbiettivo finale, e l’auspicio, è quello di offrire un nuovo contributo alla storia sociale del costruito.

Il programma

Arezzo, 7-8 febbraio 2020

venerdì 7 febbraio 2020

9:00 – 9:30 – Ana Rodriguez e Sandro Carocci – Consejo Superior de Investigaciones Cientificas e Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Saluti e presentazione dell’incontro.

9:30 – 10:00 – Alessandra Molinari e Fabio Giovannini – Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Consejo Superior de Investigaciones Cientificas – Relazioni introduttive al “Paesaggio Pietrificato”.

La pietrificazione in Italia

10:00 – 10:30 – Gian Pietro Brogiolo – Università degli Studi di Padova – Architetture monumentali in Italia settentrionale (X-XIII secolo): quale contributo dall’archeologia?

10:30 – 11:00 – Aurora Cagnana – Soprintendenza SABAP della Liguria – Dal muro del vescovo al muro del mercante. Trasformazioni sociali ed economiche fra X e XII secolo nelle città della Liguria.

11:00 – 11:15 pausa caffè

11:15 – 11:45 – Federico Zoni – Università degli Studi di Bergamo – Edilizia civile in pietra nell’Italia medievale. Un approccio diacronico (X-XII secolo) al paesaggio architettonico tra pianura padana e arco appenninico.

11:45 – 12:15 – Federico Cantini – Università degli Studi di Pisa – “Specchiarsi nella pietra (e nel laterizio)”. Sociologia ed economia del costruito tra X e XIII secolo nella Toscana settentrionale.

12:15 – 12:45 – Giovanna Bianchi – Università degli Studi di Siena – La pietrificazione della ricchezza nella Toscana medievale: funzioni e significati delle architetture rurali tra X e XII secolo.

12:45 – 13:15 – Roberta Giuliani – Università degli Studi di Foggia – Pratiche costruttive, committenti, maestranze in Puglia centro-settentrionale fra X e XIII secolo nel panorama edilizio dell’Italia meridionale: linee di ricerca.

13:15 – 14:15 pausa pranzo

14:15 – 14:45 dibattito e confronto

Il contesto della penisola iberica

14:45 – 15:15 – Abel Fortó García – Patrimoni Cultural d’Andorra – La arquitectura religiosa y la arquitectura doméstica en la configuración del paisaje medieval del Principat d’Andorra (siglos X-XIII).

15:15 – 15:45 – Juan Antonio Quirós Castillo – Universidad del Pais Vasco – Arquitectura de poder y el poder de la arquitectura. La petrificación de la arquitectura en Álava entre los siglos IX-XIII.

15:45 – 16:15 – José Carlos Sánchez Pardo – Universidad de Santiago de Compostela – La inversión en arquitecturas de calidad en la Galicia del siglo X: contextos, características y protagonistas.

16:15 – 16:30 pausa caffè

16:30 – 17:00 – Marta Sancho i Planas – Universitat de Barcelona – La construcción en piedra en Catalunya entre los siglos VI-XI. Evidencias arqueológicas, construcciones y canteras.

17:00 – 17:30 – José María Martín Civantos – Universidad de Granada – Dalla pietra alla terra. Altre concezioni, altre forme di costruire in al-Andalus.

17:30 – 18:00 dibattito e confronto

sabato 8 febbraio 2020

il tema della pietrificazione in Europa: alcuni casi di studio

9:00 – 9:30 – Nelly Pousthomis – Université Toulouse – Jean Jaurès – Matériaux et pratiques de construction dans l’architecture religieuse du sud-ouest de la France du Xe au XIIIe siècle.

9:30 – 10:00 – Andrzej Buko – Polska Akademia Nauk – The beginnings of using brick in the architecture East of the Vistula River: an example of the royal residence of Daniel Romanovich in Chełm (south-east Poland).

10:00 – 10:30 – Chris Dyer – University of Leicester – The revolution in constructing low status buildings in Britain, 900-1300.

10:30 – 11:00 dibattito e confronto

11:00 – 11:30 pausa caffè

11:30 – 12:30 – Sandro Carocci, Alessandra Molinari e Ana Rodriguez – Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Consejo Superior de Investigaciones Cientificas

Tavola rotonda e dibattito conclusivo.


Vai al sito web del convegno.

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Zecche, monete ed economia

locandina presentazione atti del convegno del grosso

Massa Marittima – Biblioteca Comunale Gaetano Badii,

piazza XXXIV maggio – Sabato 16 novembre 2019 – ore 16,30

  • introducono Irene Marconi (assessore alla cultura) e Lidia Bai (presidente del Parco nazionale delle colline metallifere)

  • intervengono Giuliano Pinto (università di Firenze) e Monica Baldasarri (curatrice del volume)

  • saranno presenti gli autori

Presentazione del libro:

Massa di Maremma e la Toscana nel basso Medioevo: zecche, monete ed economia

30,00

Autore: Monica Baldassarri (a cura di)
Anno di stampa: 2019
ISBN: 9788878148949
e-ISBN: 9788878148956

eBook

Carta

Descrizione

Per celebrare i Settecento anni trascorsi dall’apertura della propria zecca, nel 2017 il Comune di Massa Marittima ha promosso una serie di eventi scientifici e di alta divulgazione. Con la curatela di Monica Baldassarri, è stato progettato un percorso articolato che si è dispiegato lungo tutto l’anno, prendendo avvio da una mostra allestita nel Complesso Museale di San Paolo all’Orto. È stata questa l’occasione per inquadrare il contesto socio-economico e politico nel quale presero avvio le attività della zecca di Massa, raccogliendo le principali emissioni monetarie delle officine toscane attive tra tardo Duecento e Trecento. Una valenza particolarmente significativa ha avuto inoltre l’esposizione dei conii dell’atelier massetano, insieme al contratto di appalto della zecca (1317), restaurato per l’evento. Le celebrazioni sono proseguite con un convegno di studi tenutosi nell’ex Convento delle Clarisse dal titolo “Per una storia economica e sociale della Toscana bassomedievale: le monete e le zecche”, durante il quale sono stati analizzati con taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono offrire alla ricostruzione dei fenomeni economici e sociali che caratterizzarono la Toscana tra il tardo XIII e la fine del XIV secolo. Questa pubblicazione raccoglie gli atti di quell’incontro di studi al quale hanno contribuito numismatici, archeologi e storici, dando conto degli esiti dei più recenti studi sull’argomento e in relazione a temi storici più ampi: dall’approvvigionamento dei metalli monetabili, alle varie fasi di lavorazione e ai relativi indicatori materiali in opifici ufficiali e clandestini, fino alle caratterizzazione delle maestranze coinvolte; dalla distribuzione dei ritrovamenti numismatici fino ai movimenti in diversi settori economici. L’ultima sezione accoglie il catalogo scientifico della mostra, che illustra le coniazioni delle zecche medievali toscane, i torselli e le emissioni del Comune di Massa di Maremma, oltre alle monete recuperate con gli scavi condotti in contesti medievali cittadini. Il volume rappresenta perciò non solo un documento importante per la storia della zecca di Massa, sulla quale si riuniscono le conoscenze più aggiornate, ma anche un quadro sull’attualità delle ricerche sulle zecche e sulla monetazione della Toscana nel basso Medioevo e con particolare riguardo al Trecento, quale momento topico per la storia economica e sociale dell’intera regione.

Sommario
  • Presentazioni
  • Introduzione, Monica Baldassarri
PARTE I
  • 1. La zecca: tecnologia e sacralità, simbologia e identità, Lucia Travaini
  • 2. Zecche e monetieri nella Toscana bassomedievale tra passate e recenti ricerche, Monica Baldassarri
  • 3. La zecca affidata: zecchieri italiani nelle zecche straniere nel Trecento, William R. Day Jr
  • 4. La zecca e le monete di Massa di Maremma, Massimo Sozzi

PARTE II

  • 5. Nuovi dati sulla zecca di Firenze. Le indagini archeologiche, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Giovanni Roncaglia
  • 6. Zecche clandestine e falsari nel Medioevo: dati storici e archeologici sulla Toscana e aree limitrofe, Monica Baldassari, Isabella Carli
  • 7. Montieri. Formazione e sviluppo di un castello minerario e della sua zecca, Giovanna Bianchi, Cristina Cicali
  • 8. Le Colline Metallifere Grossetane e il territorio di Massa Marittima nel basso Medioevo: le ricerche sui contesti minerari. Stato dell’arte, metodologie di studio, recenti indagini, Luisa Dallai, Cinzia Lombardi, Maurizio Negri
  • 9. Archeologia urbana a Massa Marittima. Un quartiere medievale emerge nel cantiere di restauro delle mura, Giuseppe Alessandro Fichera, Cristina Cicali

PARTE III

  • 10. Monete, mercanti e imprenditori nella Lucca tardomedievale, Ignazio Del Punta
  • 11. Oltre la terra. L’economia non agraria dell’aretino fra Duecento e prima metà del Trecento, Gian Paolo G. Scharf
  • 12. L’economia di Pisa nella seconda metà del Trecento. Qualche riflessione a partire dal commercio della lana nella documentazione datiniana, Alma Poloni
  • 13. Volterra nel Trecento, Alessandro Furiesi
  • 14. Massa di Maremma e i rapporti con Siena tra il 1270 al 1335. Dalla dipendenza finanziaria alla sottomissione, Marco Paperini

PARTE IV

  • 15. Monete e zecche nella Toscana del Trecento. Catalogo della mostra (Massa Marittima, 13 maggio 2017 – 14 gennaio 2018)

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Peso0.460 kg
Dimensioni29 × 21 × 0.9 cm
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Il rupestre e l’acqua nel Medioevo

Locandina - Il rupestre e l'acqua.

Nei giorni 18 -19 ottobre si svolgerà a Soriano nel Cimino, nella sala consiliare del palazzo comunale, il convegno “Il Rupestre e l’acqua: religiosità, quotidianità, produttività” (terzo convegno nazionale di studi. Italia centrale, meridionale e insulare).

L’evento è organizzato dal dipartimento Distu dell’ università degli Studi della Tuscia in collaborazione con il comune museo Civico Archeologico e l’ente Sagra di Soriano nel Cimino. Filo conduttore delle giornate di studio sarà l’acqua, un argomento che permette di affrontare tematiche di ambito sia religioso che civile, in contesti urbani o rurali.
Al centro del dibattito scientifico oramai consolidato si auspica un’ulteriore messa a punto sulle metodologie di studio. Parteciperanno al convegno, coordinato da Elisabetta De Minicis e Giancarlo Pastura, esponenti delle principali università dell’Italia meridionale e insulare (università del Molise, università della Basilicata, Sapienza università di Roma, università Tor Vergata di Roma, università di Cagliari) e di diversi enti di ricerca e tutela.
Alle ore 17 di sabato 19 la presentazione del volume “Le catacombe della Tuscia viterbese. Contributo alla storia del territorio tra tarda antichità e alto medioevo” curato da Ceci F., Fiocchi Nicolai V., Pastura G., a cui farà seguito una visita alla catacomba di S. Eutizio che chiuderà la seconda giornata di convegno.


Dopo due Convegni dedicati agli insediamfnti rupestri di età medievale, che hanno visto un interessante confronto scientifico tra gli studi avviati negli anni ’90 sul territorio del Lazio ed altre realtà dell’Italia centrale, meridionale e insulare (“Gli insediamenti rupestri di età medievale: abitazioni e strutture produttive’; Grottaferrata-Roma, 27-29 ottobre 2005;”Insediamenti rupestri di età medievale nell’Italia centrale e meridionale. L’organizzazione dello spazio nella mappatura dell’abitato’; Vasanello-VT, 24-25 ottobre 2009), si propone di organizzare un nuovo incontro che permetta agli studiosi (appartenenti a diverse Università italiane o altri Enti ricerca) che si interessano delle realtà rupestri di avere un nuovo momento di discussione anche a livello interdisciplinare. Il tema dell’Archeologia rupestre, inoltre, è stato recentemente inserito nelle Sezioni tematiche dell’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Medievale organizzato dalla Società Archeologi Medievisti ltaliani(Matera 12-15 settembre 2018) ed è, quindi, di grande attualità. Scegliendo come filo conduttore un argomento così importante come l’acqua che permette di affrontare tematiche di ambito sia religioso che civile, in contesti urbani o rurali, e tenendo conto degli importanti progressi scientifici ottenuti, nell’ultimo decennio, dall’applicazione di nuove tecnologie, si vuole, attraverso studi specialistici su realtà locali ben confrontabili tra di loro, mettere al centro di un dibattito scientifico, ormai consolidato, una ulteriore messa a punto sulle metodologie di studio.

Elisabetta De Minicis, Giancarlo Pastura


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Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale di Crecchio (CH)

Crecchio - Castello Museo

VII Premio Riccardo Francovich 2019 – conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri Soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. Vittoria del Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale – Castello Ducale – Crecchio.

Comunicato stampa

Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio, presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, la V edizione di TourismA, manifestazione dedicata all’archeologia ed al turismo culturale organizzata dalla nota rivista Archeologia Viva, una delle prime in Italia dedicate alla divulgazione archeologica. Nell’arco dei tre giorni si potrà assistere ad una fitta serie di eventi rivolti alla divulgazione delle scoperte archeologiche ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.

All’interno della manifestazione, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), consegnerà i premi “Riccardo Francovich”, destinati ogni anno a personaggi che si siano distinti nella divulgazione del Medioevo italiano presso il grande pubblico, e al parco o museo archeologico italiano più innovativo ed efficace nella comunicazione dell’archeologia medievale.

Per quel che riguarda i museo il VII Premio “R. Francovich” per il miglior museo o parco archeologico è stato assegnato dal voto popolare (18880 voti – 49,09%), e dai soci SAMI (123 voti – 47,49%) al Museo dell’Abruzzo bizantino e Altomedievale di Crecchio (CH).

Si tratta di un risultato eccezionale, in quanto dei 6 musei concorrenti, Crecchio ha ottenuto quasi metà dei voti espressi, con secondo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, con le sue preziose testimonianze longobarde, mentre gli altri quattro candidati selezionati sono molto distanziati.

Ricordiamo che il Museo è ospitato nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti), ed espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca e poi gli scavi archeologici che la Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo ha condotto, dal 1988 al 1991 con il supporto ed in stretta collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, con il concorso importante anche del comune di Crecchio sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.

L’esposizione illustra la scoperta del sito archeologico narrandone lo scavo ed il restauro dei reperti all’interno di un percorso espositivo  che costituisce il punto di arrivo di un progetto sviluppatosi nel corso di un decennio.

Una storia suggestiva che parla di coinvolgimento della comunità e di una collaborazione fattiva e virtuosa tra istituzioni e volontariato.

Nell’ambito della manifestazione è andata sviluppandosi negli anni una ampia ricostruzione del mondo bizantino in Abruzzo, con un corteo storico ormai giunto ad oltre 150 personaggi in costumi filologicamente riprodotti da veri e proprio laboratori di filatura e ricostruzione corredi storici,

Notizie di dettaglio

Dall’aprile 1995 esiste ed è aperto al pubblico nel Castello Ducale di Crecchio (Chieti) il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, struttura espositiva che perpetua la Mostra sui Bizantini in Abruzzo, aperta nel periodo Agosto-Dicembre 1993, ed è nato dallo stretto ed innovativo rapporto di collaborazione fra Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo, Archeoclub d’Italia – Sede di Crecchio – Comune di Crecchio, grazie ad  una conven­zione approvata dal Ministero per i Beni Culturali poi stipulata il 3 Marzo 1995.

Il museo, nel quale sono ospitate le importanti  testimonianze archeologiche dall’importante scavo della villa romano-bizantina in località Vassarella di Crecchio (1988-1992), racchiude preziose ed inedite testimonianze su un periodo storico dell’Abruzzo che era sino a quell’epoca quasi ignoto, le fasi  che vedono fra VI e VII secolo la Guerra fra Goti e Bizantini e la riconquista bizantina della regione (538-39 d.C.), la fine dell’assetto antico dell’area, l’invasione longobarda (dal 579), la persistenza dei Bizantini lungo le coste della regione sino alla metà del VII secolo e lo sviluppo dell’assetto altomedie­vale della zona.

Fra essi ricordiamo reperti assolutamente eccezionali, quali la Cathedra lignea, il grabde bacile di probabile provenienza copta, un corredo di ceramiche da mensa e cucina di grande articolazione e preziosità, fra cui la celebre ceramica dipinta nota come Ceramica tipo Crecchio.

In un allestimento particolarmente moderno ed accattivante sono proposti al pubblico reperti ed oreficerie tardoromane, gote, longobarde e bizantine, unitamente ad un’aggiornatissima documentazione sulle più recenti ricerche archeologiche nella zona.

La struttura, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e con il supporto del comune, è gestita per quel che riguarda la sua apertura da parte del succitato Archeoclub, che opera in stretta sinergia con le varie associazioni culturali e realtà economiche del territorio.

Da questa collaborazione è poi nata nel 2005 la ormai celebre manifestazione “ A Cena con i Bizantini”, sviluppatasi in origine nell’ambito della grande rassegna nazionale promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Archeologici su “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la cui direzione artistica è svolta dal direttore del museo, che si svolge nell’ultimo week end di luglio ed è giunta l’estate scorsa alla XIV edizione, con grandissimo successo di pubblico dovuto all’accattivante mix fra cultura, archeologia, gastronomia, e suggestive ricostruzioni d’ambiente, dovute al paziente e filologico lavori di appositi laboratori costituiti proprio dall’Archeoclub d’Italia-sede di Crecchio.

 

Li, 6 febbraio 2019

Il Direttore del Museo
dott. Andrea R. Staffa

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STORIE (di) CERAMICHE 6 – call for papers

Storie (di) Ceramiche 6.

CALL FOR PAPERS

STORIE (di) CERAMICHE 6

“Commerci e Consumi”

In ricordo di Graziella Berti a sei anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2019

Anche quest’anno, a sei anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata ai commerci e ai consumi di ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle informazioni che i contesti ceramici possono fornire per ricostruire la circolazione e i consumi delle stoviglie in ceramica.

La fascia cronologica scelta è volutamente ampia in modo da consentire di cogliere i cambiamenti e permettere il confronto sia tra periodi differenti, che in ambiti territoriali diversi. Attraverso l’intreccio di dati provenienti sia dalle fonti materiali che quelle scritte sarà possibile descrivere i fenomeni relativi all’uso e al commercio di classi ceramiche diverse o di tipologie formali specifiche, con lo scopo di ampliare la base delle conoscenze attuali sia su ambiti geografici ristretti che di più larga misura, come il Bacino Mediterraneo. Sono ben accetti contributi che possano focalizzarsi sulla società, sull’economia, sul trasporto dei beni, sulla circolazione delle merci, sui beni da considerare o meno di lusso, sulla composizione dei contesti, sui corredi domestici.

Nell’ottica di favorire e far conoscere i nuovi studi chi fosse interessato potrà inviare una proposta di intervento inerente i commerci e/o i consumi di ceramica per il periodo medievale o postmedievale entro e non oltre il 14 Aprile 2019 alla mail storiediceramiche@gmail.com. L’abstract, in italiano ed inglese, di massimo di 1.000 caratteri spazi inclusi, dovrà essere corredato da curriculum vitae et studiorum di tutti i proponenti il contributo.

Locandina in formato pdf: Storie (di) Ceramiche 6 – call for papers – locandina.

Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook: Storie (di) Ceramiche

Cordiali saluti.
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Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

Demolire, riciclare, reinventare, convegno 2019.

Demolire Riciclare Reinventare, la lunga vita e l’eredità del laterizio romano nella storia dell’architettura

III Convegno internazionale “Laterizio”

MERCOLEDÌ 6 MARZO
ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME – PIAZZA NAVONA, 62

9.00 Saluti: Catherine Virlouvet

9.15 INTRODUZIONE
Evelyne BUKOWIECKI, Antonio PIZZO, Rita VOLPE
Introduzione e presentazione dei volumi:

  • Jacopo BONETTO, Evelyne BUKOWIECKI, Rita VOLPE, Alle origini del laterizio romano. Nascita e diffusione del mattone cotto nel Mediterraneo tra IV e I sec. a.C.(Atti del II workshop internazionale “Laterizio”, Padova, 26-28.04.2016), Roma 2019, edizioni Quasar.
  • Macarena BUSTAMANTE-ALVAREZ, Antonio PIZZO, El opus testaceum en Augusta Emerita: producción y uso, Hispania Antigua, Serie Arqueológica, 8, Roma 2018, L’Erma di Bretschneider

DEMOLIRE
Chair: Lynne LANCASTER

10.00 Federico CANTINI, Riccardo BELCARI, Simona RANERI, I laterizi della Villa dei Vetti. Materiali, tecniche costruttive e organizzazione del cantiere nel Valdarno tardo antico

10.30 Alessio DE CRISTOFARO, Giovanna DI GIACOMO, Andrea RICCHIONI, Daniela ROSSI, Claudia TOZZI, Un cantiere di spoliazione al km 12,000 della via Aurelia a Roma: tempi e modalità di reimpiego dei laterizi tra l’età tardo antica e l’altomedioevo

11.00 PAUSA

11.30 Girolamo F. DE SIMONE, Josef SOUČEK, Spoliation strategies at a Roman villa on the slopes of Mt. Vesuvius

12.00 Leonidas LEONTARIS, Ioulia STAMOU, Konstantinos L. ZACHO S, Pillaging and recycling of bricks from the Augustan walls of Νicopolis: A diachronic study

12.30 Nicoletta MARCONI, “Muro fatto di tevolozze”: laterizi di reimpiego nei cantieri di Roma barocca

13.00 POSTER

  • Ugo FUSCO, Evidenze per la presenza di un cantiere di spoliazione e ridistribuzione del materiale edilizio nel pianoro di Veio (RM)
  • Stefano CAMPOREALE, Mirella SERLORENZI, Tra demolizioni e sperimentazioni: riusi dei laterizi e tempi di smontaggio delle murature in opus testaceum di Piazza Dante a Roma
  • Enrico GALLOCCHIO, La spoliazione della Casa di Augusto sul Palatino e il reimpiego dei laterizi nel cantiere del Santuario di Apollo
  • Leonardo SCHIFI, Roma (I° Municipio). Gli ambienti romani della Confartigianato. Un cantiere di spoliazione alle pendici settentrionali del Celio

13.30 PAUSA PRANZO

RICICLARE 1
Chair: Heinz BESTE

15.00 Elizabeth Jane SHEPHERD, Giuseppe Valadier e il tetto del tempio di Portuno, 1829-1835

15.30 Nicoletta BERNACCHIO, Laterizi di riuso nelle strutture dell’area dei Fori Imperiali dal IX al XVI secolo

16.00 PAUSA

16.30 Marco BIANCHINI, Massimo VITTI, Il complesso dei Mercati di Traiano come esempio diacronico del reimpiego del laterizio dall’età traianea al XIV secolo

17.00 Nicoletta GIANNINI, L’edilizia di Roma Medievale. Nuove acquisizioni sui modi di costruire in laterizio a Roma tra VII e XV secolo

GIOVEDÌ 7 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO G.B.
MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

9.00 Saluti: Elisabetta Pallottino

RICICLARE 2
Chair: Xavier LAFON

9.30 Caterina PREVIATO, Il riuso delle tegole nelle strutture murarie: dimensione, caratteristiche e ragioni di un fenomeno diffuso in età romana. Il caso dell’Italia settentrionale

10.00 Enrico CIRELLI, J. Riley SNYDER, Brick production and reuse in late antique and early medieval Ravenna (5 th -10 th c.)

10.30 Lucrezia SPERA, Riuso e produzione di laterizi a Roma nell’altomedioevo. Acquisizioni dalle analisi murarie nella nuova area archeologica a San Paolo fuori le mura

11.30 PAUSA

12.00 POSTER

  • Francesco COLLURA, Il laterizio di tradizione ellenistica tra tardoantico e medioevo nei centri della Sicilia settentrionale
  • Silvana RAPUANO, Esempi di reimpiego di laterizi romani a Benevento fra tarda antichità e medioevo
  • Alvaro JIMENEZ SANCHO, Acerca de construcción con ladrillo en Sevilla entre la Antigüedad y el Medievo. La cuestión del material

13.00 PAUSA PRANZO

REINVENTARE
Chair: Rita VOLPE

14.00 Angelo CARDONE, Roberta GIULIANI, Nunzia Maria MANGIALARDI, Il laterizio nei cantieri della Puglia centrosettentrionale tardoantica e medievale tra reimpieghi e nuove produzioni

14.30 Francesco A. CUTERI, Giuseppe HYERACI, Reimpieghi e nuove produzioni di laterizi nella Calabria tardo-antica e medievale

15.00 Donato LABATE, Produzione e riuso dei laterizi a Modena dal tardo antico al basso medioevo

15.30 PAUSA

16.00 Paola GREPPI, La reinterpretazione del laterizio nei cantieri della Milano cristiana: dal quadro generale ai nuovi dati sulla basilica di San Simpliciano

16.30 Giordana AMABILI, Gabriele SARTORIO, Da Augusta Praetoria ad Aosta: aspetti della produzione e utilizzo del laterizio in una città alpina

VENERDÌ 8 MARZO
UNIVERSITÀ ROMA TRE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA – LARGO
G.B. MARZI, 10 – AULA ADALBERTO LIBERA

DEMOLIRE, RICICLARE, REINVENTARE:
casi di studio

9.00 Stefano CAMPOREALE: presentazione POSTER

  • Silvia AGLIETTI, Spunti di ricerca sull’approvvigionamento e la distribuzione dei laterizi nelle sepolture in fossa di età romana
  • Pirjo HAMARI, Recycling brick and tile in Roman Petra (Jordan)
  • Ljubomir JEVTOVIĆ, Case study – use and reuse of ceramic building material for constructing the graves of ancient Viminacium
  • Marina COVOLAN, Tegulae fratte: tre casi di reimpiego nella prima età imperiale dalla necropoli di Cuma
  • Francesco MUSCOLINO, Il riuso di laterizi a Taormina in età romana
  • Antonio PIZZO, Álvaro CORRALES, Le pratiche del reimpiego dei mattoni nell’architettura domestica di Augusta Emerita (Mérida, Spagna)
  • Macarena BUSTAMANTE-ÁLVAREZ, Elena H. SÁNCHEZ LÓPEZ, El reciclaje del material latericio en ámbito figlinario: el suburbium alfarero de Cartuja (Granada, Spain)
  • Oliva RODRÍGUEZ GUTIÉRREZ, Cuando nada es lo que parece. Prácticas singulares con material latericio en la construcción romana en el Valle del Guadalquivir

10.30 PAUSA

11.00 POSTER

  • Chair: Mirella SERLORENZI
  • Carlo PERSIANI, De minimis: il riuso dei materiali nella manutenzione delle mura Aureliane nel XV e XVI secolo
  • Serena ZANETTO, La seconda vita del laterizio romano in area alto adriatica: circolazione e tecniche tra VI e XI secolo
  • Riccardo CONSOLI, Nuovi dati sulla produzione e il riuso del laterizio in Calabria dal V all’XI secolo
  • Michele ZAMPILLI, Giovanni CANGI, La costruzione di due volte reali in laterizio nel Palazzo Buonaccorsi di Macerata
  • Fabiana SUSINI, Eleonora ROMANO’, Forme di memorie ‘materiale e immateriale’ nella Basilica di San Piero a Grado (Pi): il reimpiego del laterizio romano dal gradus all’ecclesia
  • Rossella PANSINI, Uso e riuso di laterizi romani in una torre medievale: il caso di Via dei Montanini 16 a Siena
  • Marie-Ange CAUSARANO, Il reimpiego dei laterizi romani nell’edilizia medievale a Padova
  • Eleonora PASSA, I laterizi provenienti dalla catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI): per un ipotesi di riuso
  • Julia MARTIN, From lining for canals to the dome at Hagia Sophia. Brick architecture in Imperial and Early Byzantine western Asia Minor

12.00 Riccardo SANTANGELI VALENZANI, Daniela ESPOSITO, Considerazioni conclusive

13.00 PAUSA PRANZO

14.00 John OCHSENDORF, Le volte “in foglio”

15.00 Paolo VITTI, La qubbat almoravide di Marrakech e le origini delle volte di mattoni in foglio

CANTIERE DI COSTRUZIONE DI UNA VOLTA IN FOGLIO

  • Durante i tre giorni del workshop, il Dipartimento di Architettura di Roma Tre organizzerà un laboratorio sulla costruzione di una volta in foglio dalle 9.00 alle 16.00 presso i locali di Largo Giovanni Battista Marzi, 10.
  • Responsabile scientifico: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri
  • Docenti e Tutor: Saverio Sturm e Gabriele Bellingeri, Giorgio Ortolani, Adolfo Alonso Durà, Paolo Vitti , Adolfo Baratta, Michele Zampilli

Scarica il programma in formato pdf: Programma_Laterizio_III.

La pagina sul sito web dell’Ecole Francaise de Rome: http://www.efrome.it/la-recherche/agenda-et-manifestations/actualite/demolire-riciclare-reinventare-la-lunga-vita-e-leredita-del-laterizio-romano-nella-storia-dellar.html


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Una storia fiorentina, sulle tracce del vicino oriente islamico

Firenze e la cultura islamica.

Consulta l’anteprima del volume, acquistalo in formato carta o ebook!


Il comunicato stampa dal sito dei Laboratori San Gallo:

Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico

Anche quest’anno saremo a TourismA, la grande kermesse di archeologia e turismo, con importanti novità!

L’evento, che si svolgerà dal 22 al 24 febbraio al Palazzo dei Congressi di Firenze, ormai si conferma, sia a giudicare dalla lista degli espositori sia leggendo il denso programma di eventi, quale appuntamento irrinunciabile di incontro, confronto e riflessione fra il mondo dell’archeologia professionale e il suo pubblico.

Noi di Laboratori Archeologici San Gallo parteciperemo, per il quarto anno consecutivo, con un nostro stand: una piccola vetrina cui è affidato il compito di far conoscere i servizi archeologici e culturali che offriamo. #viaggio #scoperta e #oriente saranno per noi le parole d’ordine di questa nuova edizione.

Infatti, quest’anno c’è una sorpresa in più: siamo lieti di presentare, nella splendida cornice di TourismA, il nostro primo prodotto editoriale: Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale.

Il progetto, a cura di Laboratori Archeologici San Gallo, è stato realizzato con il contributo della Talal Abu Ghazaleh Organization per la casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio e ha avuto la supervisione scientifica di un esperto del settore, il professore Giovanni Curatola, dell’Università di Udine, e del professore Guido Vannini, ordinario di Archeologia Medievale dell’Università di Firenze e direttore della Missione Archeologica “Petra Medievale”.

L’idea di questa guida, che propone al viaggiatore o al fiorentino curioso a una passeggiata insolita e “tematica” per Firenze, ha iniziato a prendere corpo durante la progettazione della mostra internazionale Da Petra a Shawbak, archeologia di una frontiera, svoltasi nella Limonaia di Palazzo Pitti nel 2009. Nel percorso espositivo, infatti, furono integrate delle “citazioni fiorentine”, cioè dei rimandi che, partendo da specifici manufatti presenti in mostra, portavano alla scoperta di parte di quel patrimonio prodotto dalla cultura islamica medievale e rinascimentale conservato nei musei della città.

Una lunga tradizione di  scambi politici e culturali con l’Oriente islamico (come ha ben illustrato la recente mostra L’Islam e Firenze conclusasi lo scorso settembre) ha portato a Firenze sin dal Medioevo manufatti di eccezionale valore, oltre che influenzato alcune delle più importanti produzioni locali (le stoffe, le ceramiche…), andando ad arricchire non solo le collezioni museali della città ma anche lasciando molte e significative tracce nelle opere d’arte diffuse nel suo centro storico.

Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale disegna nelle sue linee sostanziali la storia di questi scambi e influenze culturali, attraverso alcune delle principali opere d’arte ancora visibili in città. Racconta, inoltre, le vicende delle collezioni e dei collezionisti, dai Medici al Novecento, che meglio rappresentano le origini, le motivazioni e le evoluzioni del gusto per l’Oriente islamico. Vi sono infine alcuni suggerimenti per percorrere in autonomia un itinerario extra-museale per esplorare, alla luce di queste informazioni, il centro storico di Firenze, grazie anche ad una semplice mappa tematica.

La guida esce adesso in italiano, e sarà in vendita a TourismA, mentre nei prossimi mesi pubblicheremo la versione in lingua inglese, dedicata ai turisti non “mordi e fuggi”, e in lingua araba, dedicata, perché no, anche ai nuovi cittadini che avranno voglia di conoscere un po’ di storia… condivisa!

Vi aspettiamo quindi domenica 24 febbraio in Sala 4, alle ore 16:30 per l’evento “Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico” (qui il link all’evento Facebook e qui al sito di TourismA).

Chiara Marcotulli


Alberto (Angela) chi? Vi aspettiamo oggi pomeriggio a #tourismA2019 per presentare la nostra guida… Ci sarà anche il firma copie! 😂😂😂

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Zondag 24 februari 2019

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Maandag 25 februari 2019

Geplaatst door Laboratori Archeologici San Gallo op Maandag 25 februari 2019

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Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo

PISA, giovedì 29 novembre 2018, ore 16:00
AULA 6, Palazzo della Sapienza, via Curtatone e Montanara

Presentazione del libro “Una città operosa. Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo.”

Il libro sarà presentato da

  • Alessandra Molinari, ordinario di Archeologia Medievale (Università degli Studi di Roma, Tor Vergata)
  • Letizia Gualandi, ordinario di Archeologia Classica (Università di Pisa)
  • Simone Collavini, ordinario di Storia Medievale (Università di Pisa)

Saranno presenti i curatori del volume

  • Federico Cantini (Università di Pisa)
  • Claudia Rizzitelli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno)

e gli autori dei contributi

  • Paolo Sangriso, Simonetta Menchelli, Antonio Alberti, Marcella Giorgio, Antonino Meo, Caterina Toscani, Francesco M.P. Carrera, Alessandro Corretti, Gabriele Gattiglia

Visualizza / scarica la locandina in formato pdf.


Il primo volume della collana DM – Dialoghi sul Medioevo.

ISSN 2611-4364 – Direttore della collana: Federico Cantini (Università degli Studi di Pisa), Simone Maria Collavini (Università degli Studi di Pisa)

La collana DM nasce per accogliere atti di convegni e di seminari volti alla discussione di tematiche di storia economica e sociale, affrontate attraverso l’uso delle fonti materiali e di quelle scritte, ma con un taglio fortemente interpretativo.
L’ambito cronologico è quello di un ampio Medioevo, esteso anche alla Tarda Antichità. Perciò sono stati chiamati a far parte del comitato scientifico studiosi che hanno interessi che spaziano in questo vasto arco temporale, ma che hanno anche proprie specificità di ricerca. Queste ultime, però, non vanno intese come steccati disciplinari, ma, al contrario, come risorse intellettuali da spendere in un dialogo che miri a osservare i fenomeni storici nella loro complessità.
Rimane forte l’attenzione alla fonte e alla genesi della sua costruzione, come prerequisito indispensabile alla solidità della fase interpretativa, che comunque resta centrale. Il dialogo che si intende costruire e sviluppare non riguarda solo il momento di discussione seminariale, ma parte necessariamente dall’individuazione dei temi, dalla costruzione dell’agenda delle domande e dalla scelta dei relatori, operata sulla base delle loro competenze e ancor più della loro disponibilità al confronto. La riflessione teorica sui metodi e sugli approcci interpretativi costituirà un altro ambito di interesse dei seminari, dato che la riteniamo fondamentale per sviluppare strumenti di ricerca sempre più raffinati.
Dialoghi che miriamo a costruire vogliono non solo proporre nuove prospettive e soluzioni originali, per quanto provvisorie, a problemi irrisolti, ma anche e soprattutto consentire di formulare inedite domande e percorsi di ricerca non ancora battuti. Ciò che ci attira sono i fenomeni e in particolare i macro-fenomeni, che rimandano ai meccanismi e alle strutture che organizzano le società nel loro divenire storico. Di questi macro-fenomeni vogliamo leggere i riflessi laddove essi sono: dal singolo manufatto o evento alla catena che li lega dando loro senso. Ciò che ci interessa è il riconoscimento di un modello, elaborato a partire da un’analisi critica dei dati, e non la giustificazione di un schema interpretativo imposto a priori, piegando i differenti frammenti di storia a spiegazioni preconfezionate.
Non ci spaventa la provvisorietà delle interpretazioni, che è il presupposto e la giustificazione di un percorso di ricerca inesauribile; piuttosto, in nome della complessità, rifuggiamo le mode storiografiche, le teorie divenute teologie e la superficialità dei percorsi conoscitivi.