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Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo

PISA, giovedì 29 novembre 2018, ore 16:00
AULA 6, Palazzo della Sapienza, via Curtatone e Montanara

Presentazione del libro “Una città operosa. Archeologia della produzione a Pisa tra Età Romana e Medioevo.”

Il libro sarà presentato da

  • Alessandra Molinari, ordinario di Archeologia Medievale (Università degli Studi di Roma, Tor Vergata)
  • Letizia Gualandi, ordinario di Archeologia Classica (Università di Pisa)
  • Simone Collavini, ordinario di Storia Medievale (Università di Pisa)

Saranno presenti i curatori del volume

  • Federico Cantini (Università di Pisa)
  • Claudia Rizzitelli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno)

e gli autori dei contributi

  • Paolo Sangriso, Simonetta Menchelli, Antonio Alberti, Marcella Giorgio, Antonino Meo, Caterina Toscani, Francesco M.P. Carrera, Alessandro Corretti, Gabriele Gattiglia

Visualizza / scarica la locandina in formato pdf.


Il primo volume della collana DM – Dialoghi sul Medioevo.

ISSN 2611-4364 – Direttore della collana: Federico Cantini (Università degli Studi di Pisa), Simone Maria Collavini (Università degli Studi di Pisa)

La collana DM nasce per accogliere atti di convegni e di seminari volti alla discussione di tematiche di storia economica e sociale, affrontate attraverso l’uso delle fonti materiali e di quelle scritte, ma con un taglio fortemente interpretativo.
L’ambito cronologico è quello di un ampio Medioevo, esteso anche alla Tarda Antichità. Perciò sono stati chiamati a far parte del comitato scientifico studiosi che hanno interessi che spaziano in questo vasto arco temporale, ma che hanno anche proprie specificità di ricerca. Queste ultime, però, non vanno intese come steccati disciplinari, ma, al contrario, come risorse intellettuali da spendere in un dialogo che miri a osservare i fenomeni storici nella loro complessità.
Rimane forte l’attenzione alla fonte e alla genesi della sua costruzione, come prerequisito indispensabile alla solidità della fase interpretativa, che comunque resta centrale. Il dialogo che si intende costruire e sviluppare non riguarda solo il momento di discussione seminariale, ma parte necessariamente dall’individuazione dei temi, dalla costruzione dell’agenda delle domande e dalla scelta dei relatori, operata sulla base delle loro competenze e ancor più della loro disponibilità al confronto. La riflessione teorica sui metodi e sugli approcci interpretativi costituirà un altro ambito di interesse dei seminari, dato che la riteniamo fondamentale per sviluppare strumenti di ricerca sempre più raffinati.
Dialoghi che miriamo a costruire vogliono non solo proporre nuove prospettive e soluzioni originali, per quanto provvisorie, a problemi irrisolti, ma anche e soprattutto consentire di formulare inedite domande e percorsi di ricerca non ancora battuti. Ciò che ci attira sono i fenomeni e in particolare i macro-fenomeni, che rimandano ai meccanismi e alle strutture che organizzano le società nel loro divenire storico. Di questi macro-fenomeni vogliamo leggere i riflessi laddove essi sono: dal singolo manufatto o evento alla catena che li lega dando loro senso. Ciò che ci interessa è il riconoscimento di un modello, elaborato a partire da un’analisi critica dei dati, e non la giustificazione di un schema interpretativo imposto a priori, piegando i differenti frammenti di storia a spiegazioni preconfezionate.
Non ci spaventa la provvisorietà delle interpretazioni, che è il presupposto e la giustificazione di un percorso di ricerca inesauribile; piuttosto, in nome della complessità, rifuggiamo le mode storiografiche, le teorie divenute teologie e la superficialità dei percorsi conoscitivi.

 

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Un fiume di ceramiche

La produzione di ceramica e di laterizi nel Valdarno di Sotto

Teatro della Compagnia – Castelfranco di Sotto (Pisa) – 27 ottobre 2018

Giornata di studio

Organizzazione e curatela scientifica di Monica Baldassarri, Federico Cantini e Andrea Vanni Desideri

9,30: Saluti introduttivi

10,00: Sessione mattutina: la ceramica

  • Ceramica romana a Pisa e nel territorio, famiglie a confronto, Paolo Sangriso, Università di Pisa
  • La produzione di ceramica nel Va/dama di Sotto tra il VI e il Xli secolo, Federico Cantini, Università di Pisa

10,40: Pausa caffè

  • Dalla maiolica all’ingobbio: la produzione di ceramiche nel Basso Va/dama (Xlii-XVI secolo), Marcella Giorgio, Polo Museale della Sardegna
  • Produzioni, economia e società in età moderna nel medio Va/dama inferiore (XVI-XIX secolo), Andrea Vanni Desideri, Museo Civico di Fucecchio e Musei di Castelfranco di Sotto
  • La produzione di ceramica nel Basso Valdarno pisano tra la fine del XVII e il XIX secolo, Antonio Al berti, Museo della Ceramica di Calcinaia

12, 15-12,45: Discussione sulle relazioni della sessione mattutina

Pausa pranzo (13,00-14,30)

14,30: Sessione pomeridiana: i laterizi

  • Produrre laterizi nella bassa valle dell’Arno in età romana: problemi e prospettive, Elizabeth Jane Shepherd, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione MIBAC
  • Il laterizio e i cantieri tardoantichi e altomedievali tra Valdarno e città della Tu scia settentrionale, Riccardo Belcari, Università di Pisa
  • Fornaci, maestranze e materiali: laterizi e cotto decorato nel Basso Valdarno tra medioevo ed età moderna, Monica Baldassarri, Museo Civico di Montopoli in Val d’Arno

15,50: Presentazione dei poster e pausa caffè

16, 15-16,45: Discussione sulle relazioni della sessione pomeridiana

Discussants: Marco Milanese, Università degli Studi di Sassari – Roberto Parenti, Università di Siena

Scarica La loandina in formato pdf: Locandina, ceramica 27 ottobre.


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Storie [di] Ceramiche 5

Storie di ceramiche 5, invito.

STORIE (di) CERAMICHE 5, “Tecnologie di produzione”, In ricordo di Graziella Berti a cinque anni dalla scomparsa

Pisa, 11 Giugno 2018, SMS Centro Espositivo San Michele degli Scalzi, ore 09:30

Anche quest’anno, a cinque anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna.

La Giornata di Studi di quest’anno è dedicata alle tecnologie di produzione della ceramica medievale e postmedievale, riprendendo in questa maniera un altro dei temi principali delle ricerche della studiosa.

Lo scopo è quello di offrire nuovi apporti scientifici a linee di indagine tradizionali, focalizzando l’attenzione sulle modalità di fabbricazione del vasellame, dalla cavatura dell’argilla alla tornitura, dalla decorazione degli oggetti sino alla cottura in fornace.

L’ampio fascia cronologica scelta consentirà di cogliere cambiamenti e trasmissioni tecnologiche nel corso dei secoli in aree diverse. La possibilità di intrecciare fonti scritte, etnografiche e materiali permetterà una descrizione maggiormente dettagliata dei fenomeni produttivi, dalle abitudini dei singoli vasai sino all’articolazione di interi centri di produzione.

Gli interventi offriranno osservazioni sui metodi di fabbricazione ricavati sia dalle ceramiche rinvenute negli scavi come scarti di fornace, che dagli attrezzi utilizzati dai vasai o dalle stesse fornaci dove la ceramica veniva cotta.

Attraverso analisi materiali, archeometriche e sperimentali si ricostruiranno i metodi di lavoro e le tecniche utilizzate nelle botteghe, le abitudini dei vasai, i modi di tornire e decorare gli oggetti, le eventuali sperimentazioni, le trasmissioni tecnologiche tra centri diversi.

La giornata di studi di quest’anno si collega alla mostra “Pisa città della ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee” che intende ricostruire e far conoscere la storia della produzione ceramica pisana dal Medioevo sino al XX secolo. Tale esposizione è strettamente connessa con gli studi di Graziella Berti sulla ceramica medievale e moderna, e ne ricorda le ricerche anche attraverso l’esposizione dei Bacini ceramici mediterranei delle chiese pisane e delle ceramiche della collezione dei coniugi Tongiorgi.

Per informazioni: storiediceramiche@gmail.com

Storie di ceramiche 5, il programma in formato pdf.

Sarà presentato il volume STORIE (di) CERAMICHE 4

 

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Pisa, città della ceramica

Invito, esterno.

Oltre 500 pezzi esposti, percorsi guidati in città e nel territorio a cura della Società Storica Pisana e mappe online per creare itinerari tra insoliti edifici, archeologia industriale e ceramisti ancora in attività

Si apre a Pisa la più grande mostra sulla ceramica.

Mille anni di arte e artigianato, tra commerci e trasformazioni culturali

Dal 5 maggio al 5 novembre il Centro espositivo San Michele degli Scalzi ospita il cuore di un progetto che attraversa 10 secoli di storia e sviluppo economico e sociale, a partire da quella che fu un’avanguardia nella tecnica destinata a cambiare le abitudini quotidiane  dell’Occidente: la città della Torre pendente

Pisa, 20 aprile 2018 – Dieci secoli di storia, tra artigianato, commerci internazionali e trasformazioni culturali: si apre sabato 5 maggio la più grande mostra sulla ceramica mai realizzata in Italia, “Pisa città della ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee”. Il progetto, realizzato dalla Società Storica Pisana, si sviluppa lungo sei mesi, fino al 5 novembre, in quattro sedi espositive principali (San Michele degli Scalzi, Palazzo Blu, Camera di Commercio di Pisa, Museo Nazionale di San Matteo), con oltre 500 pezzi in mostra, un cartellone di eventi dedicati a tutte le fasce di età, percorsi guidati in città e nel territorio pisano alla scoperta di inediti palazzi, chiese decorate da bacini ceramici, esempi di archeologia industriale e ceramisti ancora in attività, ma anche un sito web fruibile da smartphone, con mappe personalizzabili per costruire in autonomia il proprio itinerario di visita. La mostra, infatti, invita a rileggere un intero territorio, che fu un’avanguardia nella tecnica destinata a cambiare le abitudini dell’Occidente, cominciando dalla tavola, per diventare un settore trainante per l’economia: la produzione della ceramica.

Tornitura.

Il cuore della mostra sarà il Centro Espositivo San Michele degli Scalzi (viale delle Piagge), adiacente ai resti dell’ultimo baluardo della produzione in città, la fabbrica della Richard Ginori. L’allestimento si snoderà nei locali disposti intorno all’antico chiostro, con vista sul campanile decorato dai bacini ceramici, ripercorrendo la storia di una produzione manifatturiera e artistica che ha caratterizzato Pisa e il suo territorio a livello nazionale e internazionale dal primo medioevo sino al XX secolo. Tra postazioni tattili, video e gigantografie d’impatto, sarà possibile approfondire le tecniche utilizzate prima dell’anno Mille, l’espansione del settore lungo il fiume Arno prima e sulle rotte del Mediterraneo poi, fino all’età industriale.

L’arte pisana della ceramica, nata già in età antica, affonda infatti le radici del suo sviluppo nelle importazioni via mare da aree islamiche e bizantine. In principio furono le “Maioliche”, manufatti realizzati prevalentemente per uso alimentare, con coperture vetrificate colorate, chiamate così per la provenienza dall’Isola di Maiorca. Acquisite le tecniche, all’inizio del Duecento i ceramisti pisani, primi in Toscana e tra i primi in Italia, avviano un’eccellente produzione di ceramica decorata. Ben presto gli “allievi” pisani superano i “maestri” spagnoli cominciando ad esportare in tutto il bacino del Mediterraneo. Rinnovatasi nel corso dei secoli, la produzione ceramica pisana si espande fino all’Ottocento, conquistando l’Europa e le Americhe.

Di epoca più recente la nascita di piccole fabbriche, in grado di rispondere al fabbisogno locale, ma anche di proseguire nelle esportazioni di manufatti di valore artistico: un panorama in cui s’impone tra primo e secondo dopoguerra il grande sviluppo industriale della Richard-Ginori.

Al nucleo principale di San Michele degli Scalzi faranno eco il Museo Nazionale di San Matteo (piazza San Matteo in Soarta, 1), con la sala espositiva dei “bacini ceramici” riallestita per l’occasione, e Palazzo Blu (lungarno Gambacorti, 9) con un percorso dedicato alle più antiche ceramiche medievali provenienti da scavi recenti praticati in zona. Il Novecento sarà invece protagonista nella sede della Camera di Commercio di Pisa (piazza Vittorio Emanuele II, 5), che ospiterà una sezione espositiva dedicata alle produzioni tardo ottocentesche e novecentesche, compresi una serie di oggetti di uso quotidiano, come pipe, lampade e strumenti di vario genere, oltre ad una serie di incontri con i ceramisti contemporanei attivi in area pisana e mediterranea. Altri incontri di approfondimento, tenuti da esperti italiani e stranieri, coinvolgeranno le diverse sedi museali e la Biblioteca comunale.

Per tutta la durata della mostra sarà inoltre possibile fruire di una serie di “percorsi della ceramica” in città e negli immediati dintorni, alla scoperta di chiese decorate da bacini ceramici, case-torri in cui è impiegato il cotto decorato, edifici del primo Novecento impreziositi da elementi ceramici e centri produttivi del territorio limitrofo.

La tradizione ceramista pisana infatti in età moderna si espande anche al territorio, conoscendo particolare fortuna tra ‘600 e ‘800 con l’apertura di numerose botteghe in alcuni dei centri del basso Valdarno. La capillarità delle produzioni ceramiche locali permette di creare un percorso ideale lungo le sponde dell’Arno (“Un fiume di ceramiche”), che a partire da Vicopisano (con le produzioni di San Giovanni alla Vena), si snoda attraverso le realtà artigianali che caratterizzano le tradizioni di Calcinaia, Pontedera, Montopoli in Valdarno, S. Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, per arrivare fino a S. Miniato e Fucecchio, tutti luoghi che ospiteranno allestimenti ed eventi paralleli alla mostra principale.

L’evento è realizzato insieme con la Soprintendenza ABAP di Livorno e di Pisa e il Polo Museale Fiorentino, con il sostegno della Fondazione Pisa, del Comune di Pisa e della Camera di Commercio di Pisa. Ha ricevuto il sostegno e la collaborazione di Acque S.p.A., di club di servizio (Rotary, Lions, Soroptimist e Innerwheel di Pisa e del territorio) e di altre associazioni culturali cittadine (Archeoclub di Pisa, Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani), oltre che di alcune ditte del settore produttivo e dalle sedi locali dei soci Coop.
Hanno aderito e partecipano all’iniziativa diffusa sul territorio i Comuni di Vicopisano, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato e Fucecchio insieme ai loro musei e aree archeologiche, oltre alla Diocesi di San Miniato per mezzo del suo museo.
La mostra è patrocinata dal MiBACT, dalla Regione Toscana e dall’Università di Pisa.

Pisa, ceramica.

Info e programma completo: www.pisacittaceramica.it
Mail: info@pisacittaceramica.it; jenny.delchiocca@cfs.unipi.it
Prenotazioni: pisacittaceramica@gmail.com
Per info solo su orari di apertur:
SMS: http://www.comune.pisa.it/en/ufficio-scheda/2574/SMS-Centro-Espositivo-San-Michele-degli-Scalzi.html
Camera di Commercio (Società Storica Pisana): tel. 050/2215469, lunedì 15:30-18:30; martedì 10:00-13:00
Museo Nazionale di San Matteo: http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it/index.php?it/204/pisa-museo-nazionale-di-san-matteo
Palazzo Blu – esposizioni permanenti: https://palazzoblu.it/le-collezioni-2/

Per i Comuni e i Musei del Basso Valdarno coinvolti si vedano le info sui seguenti siti internet:
http://www.comune.calcinaia.pi.it/cultura/museo-della-ceramica/2920
http://www.valdarnomusei.it/categorie.php?modulo_attuale=corsi
http://www.comune.montopoli.pi.it/museo-civico
http://www.comune.santamariaamonte.pi.it/page.php?id=862
http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=155922&pagename=57
http://www.sanminiato.chiesacattolica.it/toscana/san_miniato/00020065_Museo_Diocesano.html
http://www.comune.fucecchio.fi.it/site/museo.asp

Biglietti: accesso gratuito al centro SMS e alla sede espositiva presso la Camera di Commercio, e biglietto ridotto al Museo Nazionale di San Matteo e a Palazzo Blu – esposizione permanente
orario delle diverse sedi espositive e giorni di chiusura:
giorno di chiusura per tutte le sedi: lunedì
SMS: da maggio a luglio e da settembre a novembre – martedì e giovedì dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle 17:00; il mercoledì e il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00; il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Nel mese di agosto aperto sabato e domenica dalle 18:00 alle 22:00.
Camera di Commercio: aperta a partire dal 1 giugno 2018; da martedì a sabato, con orari in via di definizione.
Museo Nazionale di San Matteo: feriali: 8:30 – 19:30; festivi: 8:30 – 13:30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura) Chiusura: ogni lunedì. Per informazioni specifiche Tel. 050 541865, pm-os.museosanmatteo@beniculturali.it
Palazzo Blu: Le collezioni della Fondazione Pisa sono fruibili dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 e il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Chiuso nel mese di agosto. Per informazioni specifiche tel. +39 050 220.46.50; info@palazzoblu.it

 

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STORIE (di) CERAMICHE 4

Storie [di] ceramiche 4.

“Ceramica e Archeometria”

In ricordo di Graziella Berti a quattro anni dalla scomparsa

Pisa, 10 Giugno 2017, Gipsoteca di Arte Antica, piazza S. Paolo all’Orto n. 20 – ore 15:30

​Anche quest’anno, a quattro anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare Graziella Berti, figura di rilievo negli studi storici su Pisa ed il Mediterraneo e tra le massime esperte italiane di ceramica medievale e della prima età moderna, attraverso le ricerche di alcuni studiosi che offrono nuovi apporti su linee d’indagine tradizionali.

La Giornata di Studi di quest’anno sarà dedicata all’applicazione dei metodi archeometrici per gli studi ceramologici, sistemi attraverso i quali poter comprenderne in maniera maggiormente approfondita aspetti tecnologici e di utilizzo e per poter trarre informazioni utili a rispondere a interrogativi storico-archeologici.

L’archeometria è sempre stato un argomento per il quale Graziella Berti ha sempre dimostrato una forte sensibilità, comprendendone il grande potenziale e collaborando molte volte con Tiziano Mannoni e Claudio Capelli proprio su queste tematiche.

Durante l’incontro diversi studiosi presenteranno i dati che giungono da nuove ricerche su questo tema nel Mediterraneo Occidentale in un’ampia cronologia che dal Medioevo spazierà sino all’Età Moderna.

Nella prima parte del pomeriggio verranno presentati i casi studio di alcune ricerche di respiro europeo che mostreranno i risultati e le potenzialità di differenti studi archeometrici applicati alla ceramica. A seguire, invece, verrà fornito un focus sulla produzione cinquecentesca di ceramica a Pisa attraverso il confronto tra dati differenti proventi dalle analisi petrografiche, dalle ceramiche rinvenute in scavo e dallo studio dei documenti d’archivio. Infine, verrà presentato lo studio di un giovane ricercatore, risultato migliore attraverso una call for papers aperta a studiosi non strutturati under 40.

Uno spazio finale dedicato al dibattito offrirà un momento di confronto ulteriore al fine di approfondire quanto discusso e di creare le basi per future ricerche.

La Giornata si concluderà con la presentazione degli Atti della scorsa edizione.

Programma della giornata:

  • Saluti introduttivi di Gabriella Garzella (Società Storica Pisana) e Rita Lavagna (Centro Ligure per la Storia della Ceramica)
  • Alessandra Pecci (Equip de Recerca Arqueològica i Arqueomètrica de la Universitat de Barcelona (ERAAUB), Analisi dei residui organici nelle ceramiche: contenuti, rivestimenti, uso e funzione
  • Francesca Grassi (Ricercatrice Marie Curie, Università dei Paesi Baschi – UPV/EHU), L’archeometria come tecnica analitica per lo studio della ceramica: prospettive per il futuro
  • Arianna Briano (Dottoranda, Università di Siena), Indagini archeometriche preliminari sulle invetriate in monocottura dal Castello di Donoratico (LI)
  • Marcella Giorgio (Funzionaria archeologa Mibact – Polo Museale della Sardegna), L’approvvigionamento di argilla a Pisa nel Cinquecento: analisi, dati materiali e documentali a confronto.
    Dibattito

Ore 18:00: Presentazione degli Atti della III Giornata di Studi “Storie (di) Ceramiche 3. Importazioni Mediterranee” a cura di Gabriella Garzella (Società Storica Pisana)

Moderazione del dibattito a cura di Vincenzo Palleschi (Ricercatore CNR e Docente di Archeometria, Università di Pisa) e Monica Baldassarri (Direttrice del Museo Civico di Montopoli in Val d’Arno – contrattista dell’Università di Pisa).

Organizzazione a cura di Marcella Giorgio

Con il patrocinio di:

  • Association Internationale pour l’Etude des Céramiques Médiévales et Modernes en Méditerranée (AIECM3)
  • Associazione Nazionale Archeologi (ANA)
  • Archeoclub sede di Pisa
  • Centro Ligure per la Storia della Ceramica
  • Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI)
  • Società Storica Pisana

Per informazioni aggiornate potete seguire l’evento Facebook dedicato: clicca qui.

Dott.sa Marcella GIORGIO
Redazione “Storie (di) ceramiche”
Giornata di studi in memoria di Graziella Berti

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San Miniato (PI), Convegno “Costruire lo sviluppo”

Costruire lo sviluppo, convegno a San Miniato (PI).

21 maggio 2016

Sala consiliare, Comune di San Miniato (PI), via Vittime del Duomo, 8

Costruire lo sviluppo. La crescita di città e campagna tra espansione urbana e nuove fondazioni (XII-XIII secolo)

Organizzazione e direzione scientifica: prof. Federico Cantini, Insegnamento di Archeologia Medievale, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Università di Pisa

Le ricerche archeologiche condotte nel territorio toscano nell’ultimo decennio stanno offrendo nuovi dati sul grande sviluppo che caratterizzò città e campagna tra XII e XIII secolo.
Partendo da contesti recentemente indagati vogliamo ridiscutere il ritmo e le forme di questa crescita osservandola nella sua declinazione urbanistica (cantieri, tipologie edilizie, materiali da costruzione), economica e nelle modalità di celebrazione e propaganda politica (epigrafia) per analizzare i rapporti tra quanto avveniva in città (espansione oltre le vecchie mura e nuovi borghi) e in campagna (nuove fondazioni e rifondazioni di centri preesistenti).

Scarica il programma in formato PDF.

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Medioevo in Formazione. Pisa, 5-8 novembre 2015.

Programma MIF4_Pisa1.

Programma MIF4_Pisa1.Medioevo in formazione. Istituzioni, paesaggi e culture del Mediterraneo nel Medioevo.

Pisa. 5-8 novembre 2015.

Scarica il programma: programma-MIF4_Pisa.pdf.

Saremo presenti con i nostri volumi.

I giovani storici e il futuro della ricerca

Il progetto si propone l’obiettivo di fornire un’occasione di incontro e confronto per studiosi del periodo medievale di età inferiore ai 40 anni e non inquadrati nei ruoli universitari. Si vuole perseguire tale obiettivo per cercare di valorizzare e diffondere, in un’occasione appositamente dedicata, le ricerche condotte da laureati, dottorandi di ricerca, assegnisti e borsisti. Il risultato di un simile evento potrebbe fornire una prima visione di insieme su almeno una parte dello stato della ricerca medievistica portata avanti dalle generazioni più giovani, evidenziandone tematiche principali, metodologie e prospettive.

Oltre che all’esposizione delle recenti ricerche, si prevede di dedicare una parte del convegno ad alcune riflessioni sul ruolo della Storia e degli storici nella società contemporanea, sull’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche ai fini della ricerca, sull’interazione interdisciplinare con altre discipline umanistiche e sulla comunicazione e divulgazione della storia.

Senza dubbio tutte le tematiche presentate risultano già oggetto di dibattito da parte degli studiosi già pienamente formati e operanti attivamente presso università ed enti di ricerca; tuttavia è convinzione degli organizzatori che la condizione di apprendistato e la giovane età dei partecipanti al convegno possa costituire, per una volta, un vantaggio anziché uno svantaggio.

Non è infatti un mistero che le discipline storiche e le professioni ad esse legate, vivono un periodo di forte ridimensionamento: il XX secolo ha infatti profondamente modificato i presupposti teorici, le metodologie e gli obiettivi della ricerca storica professionale, staccandola in buona parte dall’insegnamento e dalla divulgazione. In altre parole il ruolo degli storici e l’utilità della ricerca razionale sul passato, tanto più quello remoto, faticano ancora ad essere pienamente percepiti dal senso comune. Questa situazione, unita alla scarsità degli investimenti pubblici e privati sulla ricerca, in particolare quella umanistica, e alla considerevole entità dei cambiamenti che le riforme degli ultimi quindici anni hanno apportato al sistema complessivo dell’istruzione, rischia di creare i presupposti per un lento esaurirsi delle possibilità di svolgere con la necessaria continuità la professione della ricerca storica.

Alla situazione delineata fanno altresì da contrappunto una viva persistenza di un uso pubblico del passato e di una “domanda di Storia” ben presenti nella società – spesso però intercettate da non addetti ai lavori o non supportate da un senso critico storico diffuso sufficientemente adeguato – e la presenza in Italia di un immenso patrimonio documentario, artistico e archeologico che, in presenza di un piano di sviluppo culturale ben progettato, potrebbe fornire numerose occasioni di lavoro.

Proprio in un quadro che appare spesso scoraggiante e di difficile approccio, ma che sembra offrire allo stesso tempo le potenzialità per un favorevole cambiamento di rotta, il confronto tra chi fra i più giovani ha comunque consapevolmente scelto di intraprendere il rischioso cammino di un mestiere (per ora) a rischio di estinzione, potrebbe costituire quanto meno un punto di partenza per eventuali ed auspicabili successive riflessioni.

Maggiori informazioni http://www.medioevoinformazione.it/il-progetto/