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Gubbio, palazzo Ducale: presentazione del volume “Il Castello di Carbonana”

Carbonana, invito.

venerdì 23 settembre, ore 17.30
nel Salone d’onore del Palazzo Ducale di Gubbio
presentazione del libro

IL CASTELLO DI CARBONANA
Storia, archeologia, arte

a cura di Andrea Augenti e Sonia Merli

interverranno

  • Attilio Bartoli Langeli, già dell’Università degli Studi di Padova
  • Jean-Claude Maire Vigueur, già dell’Università degli Studi Roma Tre
  • Erminia Irace, Università degli Studi di Perugia

Con l’occasione sarà possibile visitare il Palazzo Ducale

Visualizza la scheda e l’anteprima del volume

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San Salvatore di Ficarolo

La “Domus Casotti” e San Salvatore di Ficarolo con le dipendenze di San Lorenzo alle Caselle e Santa Croce di Salara, copertina.

La “Domus Casotti” e San Salvatore di Ficarolo con le dipendenze di San Lorenzo alle Caselle e Santa Croce di Salara, copertina.

La “Domus Casotti” e San Salvatore di Ficarolo con le dipendenze di San Lorenzo alle Caselle e Santa Croce di Salara

Autore: Luciano Pigaiani
Anno di stampa 2015, ISBN 9788878146709, e-ISBN 9788878146716

La scoperta nell’Archivio di Stato di Lucca di alcune pergamene ancora inedite nelle quali compare la chiesa di San Salvatore di Ficarolo, edificata dalla famiglia nota successivamente dal nome di uno dei suoi esponenti come domus Casotti, ha dato avvio al presente studio su questa casata, che annoverando fra i suoi componenti, oltre a Casotto, il vescovo di Ferrara Landolfo, ha avuto un ruolo molto importante nelle vicende storiche dell’XI e XII secolo inerenti non solo Ficarolo e la Transpadana ma anche Ferrara. Sono altresì esposte in questa trattazione le vicende della chiesa di San Salvatore di Ficarolo, affidata dagli stessi membri della famiglia di Casotto agli agostiniani di San Frediano di Lucca, e viene indagata la presenza di questa Congregazione nel territorio della Transpadana e a Ferrara, non prima però di aver chiarito alla luce delle ultime pubblicazioni il ruolo di quella benedettina in questo angolo di Polesine. Completa il lavoro, oltre alla raccolta della documentazione notarile inerente la gestione del patrimonio immobiliare del priorato di San Salvatore, un’appendice con documenti di notevole interesse per questa trattazione che sempre vengono citati in studi ferraresi anche recenti, ma mai riportati integralmente se non in maniera sporadica e limitata.

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Storia e Archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra Tardoantico e Medioevo

CONV PRIN-FG MANIFESTOSistemi integrati di fonti, metodi e tecnologie per uno sviluppo sostenibile.

Foggia, 10-12 dicembre 2015.

Dipartimento di Studi Umanistici Università di Foggia, via Arpi 176, Foggia.

Auditorium Santa Chiara, Fondazione Apulia Felix onlus, piazza santa Chiara-via Arpi, Foggia.

Il convegno è l’evento conclusivo di un progetto PRIN. Coordinatore nazionale Giuliano Volpe, Università di Foggia.
Segreteria organizzativa del Convegno: Roberta Giuliani (roberta.giuliani@unifg.it), Danilo Leone (danilo.leone@unifg.it), Nancy Mangialardi (nunzia.mangialardi@unifg.it), A. Valentino Romano (valentino.romano@unifg.it), Cinzia Corvino (cinzia.corvino@unifg.it). DistUM, Università di Foggia.

Scarica la locandina.

Scarica il programma.

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Medioevo in Formazione. Pisa, 5-8 novembre 2015.

Programma MIF4_Pisa1.

Programma MIF4_Pisa1.Medioevo in formazione. Istituzioni, paesaggi e culture del Mediterraneo nel Medioevo.

Pisa. 5-8 novembre 2015.

Scarica il programma: programma-MIF4_Pisa.pdf.

Saremo presenti con i nostri volumi.

I giovani storici e il futuro della ricerca

Il progetto si propone l’obiettivo di fornire un’occasione di incontro e confronto per studiosi del periodo medievale di età inferiore ai 40 anni e non inquadrati nei ruoli universitari. Si vuole perseguire tale obiettivo per cercare di valorizzare e diffondere, in un’occasione appositamente dedicata, le ricerche condotte da laureati, dottorandi di ricerca, assegnisti e borsisti. Il risultato di un simile evento potrebbe fornire una prima visione di insieme su almeno una parte dello stato della ricerca medievistica portata avanti dalle generazioni più giovani, evidenziandone tematiche principali, metodologie e prospettive.

Oltre che all’esposizione delle recenti ricerche, si prevede di dedicare una parte del convegno ad alcune riflessioni sul ruolo della Storia e degli storici nella società contemporanea, sull’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche ai fini della ricerca, sull’interazione interdisciplinare con altre discipline umanistiche e sulla comunicazione e divulgazione della storia.

Senza dubbio tutte le tematiche presentate risultano già oggetto di dibattito da parte degli studiosi già pienamente formati e operanti attivamente presso università ed enti di ricerca; tuttavia è convinzione degli organizzatori che la condizione di apprendistato e la giovane età dei partecipanti al convegno possa costituire, per una volta, un vantaggio anziché uno svantaggio.

Non è infatti un mistero che le discipline storiche e le professioni ad esse legate, vivono un periodo di forte ridimensionamento: il XX secolo ha infatti profondamente modificato i presupposti teorici, le metodologie e gli obiettivi della ricerca storica professionale, staccandola in buona parte dall’insegnamento e dalla divulgazione. In altre parole il ruolo degli storici e l’utilità della ricerca razionale sul passato, tanto più quello remoto, faticano ancora ad essere pienamente percepiti dal senso comune. Questa situazione, unita alla scarsità degli investimenti pubblici e privati sulla ricerca, in particolare quella umanistica, e alla considerevole entità dei cambiamenti che le riforme degli ultimi quindici anni hanno apportato al sistema complessivo dell’istruzione, rischia di creare i presupposti per un lento esaurirsi delle possibilità di svolgere con la necessaria continuità la professione della ricerca storica.

Alla situazione delineata fanno altresì da contrappunto una viva persistenza di un uso pubblico del passato e di una “domanda di Storia” ben presenti nella società – spesso però intercettate da non addetti ai lavori o non supportate da un senso critico storico diffuso sufficientemente adeguato – e la presenza in Italia di un immenso patrimonio documentario, artistico e archeologico che, in presenza di un piano di sviluppo culturale ben progettato, potrebbe fornire numerose occasioni di lavoro.

Proprio in un quadro che appare spesso scoraggiante e di difficile approccio, ma che sembra offrire allo stesso tempo le potenzialità per un favorevole cambiamento di rotta, il confronto tra chi fra i più giovani ha comunque consapevolmente scelto di intraprendere il rischioso cammino di un mestiere (per ora) a rischio di estinzione, potrebbe costituire quanto meno un punto di partenza per eventuali ed auspicabili successive riflessioni.

Maggiori informazioni http://www.medioevoinformazione.it/il-progetto/

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I codici minerari

I codici minerari, copertina.

I codici minerari, copertina.I codici minerari nell’Europa preindustriale: archeologia e storia
Il volume presenta gli atti delle giornate tenutesi ad Iglesias e Massa Marittima tra il 4 e l’8 dicembre 2008 sull’antica legislazione mineraria in Europa e affronta il tema del confronto tra la normativa e la prassi così come emerge dall’indagine di scavo nella lunga durata: solo nell’ottica dello sviluppo per tutta l’età preindustriale è corretto inquadrare il fenomeno, abbattendo gli steccati artificiosi tra età classica, medievale e moderna. Si persegue in tal modo una lettura della storia d’Europa attraverso lo studio degli statuti minerari, laddove può cogliersi l’evoluzione delle normative e il loro declinarsi nell’organizzazione concreta del lavoro minerario, dall’età romana sino alla metà del XVI secolo. Questo volume testimonia così il costante impegno di ricerca dell’area senese di Archeologia Medievale sui paesaggi minerari; un tema che mantiene la propria centralità, nel contesto complessivo delle indagini sul territorio toscano e sull’evoluzione dei paesaggi locali.
Link alla scheda del volume.