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Archeologia dell’Architettura XVIII

Archeologia dell'Architettura, 18, 2013, copertina.

Archeologia dell'Architettura, 18, 2013, copertina.Archeologia dell’Architettura, XVIII, 2013 – Tecniche costruttive e cicli edilizi tra VI e IX secolo, fra Oriente e Occidente.

ISBN: 9788878146280
e-ISBN: 9788878146327

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Il numero XVIII di Archeologia dell’Architettura ospita, nella prima parte, gli Atti del seminario di Padova (ottobre 2013) dal titolo: “Tecniche costruttive e cicli edilizi tra VI e IX secolo”. Le relazioni riguardano tre aree geografiche chiave nel dibattito storiografico: alcune regioni del Medio Oriente, la Penisola iberica, la Francia e infine l’Italia, dove il confronto è tra i territori bizantini, in particolare Roma e la Sardegna, e quelli longobardi del Nord Italia dove l’opera quadrata non compare che con il Romanico. Il quadro che ne emerge è assai variegato e ancora aperto, il che richiede ulteriori ricerche sia su casi di studio specifici, come quelli qui presentati delle cripte delle basiliche patriarcali di Aquileia e di Venezia o sul San Michele Arcangelo di Perugia, sia per sintesi regionali in aree geografiche, come le coste mediterranee dell’Africa, qui non considerate. Numerose sono le tecniche costruttive di età romana. In questo numero ne discutono alcuni specifici aspetti tre contributi nella sezione “casi studio”: relativamente alla città di Argentomagus, alle mura di Populonia, all’opus africanus, alle tecniche a telaio litico in Etruria e Campania e all’opera quadrata della Liguria di Ponente.

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Tecniche costruttive

Tecniche costruttive, copertina.

Tecniche costruttive, copertina.Gian Pietro Brogiolo (a cura di)

Tecniche costruttive e cicli edilizi tra VI e IX secolo, fra Oriente e Occidente, Atti del Seminario (Padova, 25 ottobre 2013).

ISBN: 9788878146723
Estratto dal numero XVIII della rivista «Archeologia dell’Architettura».

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Si pubblicano gli atti del seminario di Padova (25 ottobre del 2013), dedicato a “Tecniche costruttive e cicli edilizi tra VI e IX secolo”. Le relazioni riguardano tre aree geografiche chiave nel dibattito storiografico: alcune regioni del Medio Oriente, dove è accertata una continuità, in età bizantina ed islamica, della tecnica muraria in opera quadrata; la Penisola iberica, per la quale si raffrontano due posizioni antitetiche tra chi la ritiene sviluppata già in epoca visigota e con un’influenza bizantina e chi la collega invece all’arrivo degli Arabi nell’VIII secolo; la Francia, dove le opere in pietra di cava sono assai rare e di datazione controversa; infine l’Italia, dove il confronto è tra i territori bizantini, in particolare Roma e la Sardegna, e quelli longobardi del Nord Italia dove l’opera quadrata non compare che con il Romanico. Il quadro che ne emerge è assai variegato e ancora aperto, il che richiede ulteriori ricerche sia su casi di studio specifici, come quelli qui presentati delle cripte delle basiliche patriarcali di Aquileia e di Venezia o sul San Michele Arcangelo di Perugia, sia per sintesi regionali in aree geografiche, come le coste mediterranee dell’Africa, non considerate in questa sede.