Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente, Supplemento 6. Mosaici e pavimenti di Atene (V sec. a.C.-VI sec. d.C.)

48,00

Autore: Niccolò Cecconi
Anno di stampa: 2020
ISBN: 978960955921

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Descrizione

Il libro che, con ben poco merito da parte mia, mi è stato offerto l’onore di introdurre, per motivi affettivi, immagino, che ricambio, e probabilmente per una mia giovanile passione per il mosaico, che non ho mai dismesso, è uno studio che durerà moltissimo: per l’ineludibile valore documentario, per la prospettiva molto moderna, per lo sforzo costante di serrata contestualizzazione.
Intanto, credo sia giusto inquadrarlo in uno dei filoni di studio che in questi ultimi anni hanno caratterizzato la produzione della Scuola Archeologica Italiana di Atene e che ha portato ai volumi della Topografia di Atene. Rispetto a quell’ampio e laborioso studio collettivo, che rimane un presupposto di base, questo costituisce un ulteriore passo avanti, perché mentre ne mantiene la prospettiva di “topografia storica”, di fatto inserisce al suo interno, facendone un elemento centrale, una specifica produzione “artistica”. E questo è un aspetto importante.
Per altro verso, sia pure in maniera indiretta, ed in particolare per l’attenzione che rivolge al fatto tecnico come presupposto o mezzo indispensabile di quello artistico, direi che si possa accostare a un recente volume uscito nella medesima collana della Scuola, Studi sull’economia delle technai in Grecia dall’età arcaica all’ellenismo; il che dimostra come questa istituzione sappia in questo tempo funzionare come un vero centro di ricerca, in cui nascono e si sviluppano dal confronto prospettive di ricerca originali e insieme condivise. Mi sembra la conferma dell’importanza per la nostra antichistica di questa istituzione, non sempre adeguatamente sostenuta.
Un altro rilevante punto di riferimento tecnico-culturale, così come espresso dall’Autore, è quello costituito dall’Atlante di Roma Antica, un volume che ha definito una maniera nuova di guardare complessivamente alla (a una) città.
Mi pare sempre importante individuare la genesi di uno studio, perché i libri che generano altri libri hanno ottenuto evidentemente il loro scopo naturale, ossia quello di essere fecondi, il che è ancora più importante quando a proseguire e a far crescere un discorso sono studiosi giovani, come in questo caso. Sono certo che questo volume, a sua volta, ne genererà altri.
Lo studio si riallaccia a una tradizione nobile, e purtroppo per molti versi abbandonata, quella dei corpora, di cui reinterpreta in maniera più ampia e contemporanea la funzione. Ogni singola attestazione non perde la centralità, ma viene considerata sia nella sua dimensione tecnica, sia come espressione formale, e dunque estetica. Si procede poi, per quanto possibile (uno dei grandi meriti del lavoro è di aver riunito dati dispersi e molto frammentari), alla contestualizzazione architettonica e alla costruzione di una vasta rete di rapporti con la produzione del mondo greco. Infine, lo sguardo si allarga a una visione complessiva, distesa nello spazio a tutta la città, e nel tempo a tutta l’antichità greco-romana. Direi, in sintesi, che in questo volume lo studio dei pavimenti musivi è un modo particolare e originale per guardare la città di Atene.
Un dato che emerge, tra i tanti, e che costituisce un’acquisizione importante, è la persistenza di una tipicità ateniese, per non dire greca, relativamente all’abitare, che rispetto alla mentalità latina non coltiva in modo enfatico e ostentato, ma funzionale a un certo modo di esistere socialmente, l’idea della casa come caratterizzata da un lusso stupefacente. La luxuria asiatica è a tutti gli effetti, nella sua definizione e nel suo significato, espressione sostanzialmente, e direi inesorabilmente latina. In effetti, per quanto i risultati conseguiti dallo studio abbiano portato alla luce, in modo nuovo, una ricercatezza degli apparati musivi in alcune dimore, che contrasta con una certa immagine tradizionale dell’abitare greco, e anche un ulteriore rifiorire in età romana, gli esiti, per lo meno ateniesi, rimangono lontani dalla compiaciuta ridondanza decorativa e figurativa propria delle residenze della parte occidentale dell’impero. Solo in età tardoantica, con il sorgere di abitazioni notevoli per dimensioni e apparati decorativi, si arriva a una giunzione tra le due parti dell’impero, attorno all’idea di una domus aristocratica che si pensa palatium, e che di fatto costituisce uno dei segni architettonici, sociali e direi culturali, che marcano il radicale e definitivo cambio di epoca.
Ritengo molto importante sottolineare anche lo sforzo costante che sostiene il volume verso un sistema di descrizione-classificazione condiviso e standardizzato, secondo norme e terminologie che stanno diventando canoniche, un mezzo che sarà sempre più importante per poter fruire in forme dirette della molteplicità degli studi futuri.
Apparirei troppo coinvolto se non esprimessi qualche piccola riserva. Allora, ecco, non so se avrei intitolato una parte del libro “Cultura musiva”, perché mi pare un concetto un poco riduttivo, inevitabile probabilmente per chi si occupa di mosaici, ma che trascura il fatto che essi costituivano una voce certo importante, ma una voce appunto, nell’ambito del sistema polifonico costituito dalla decorazione degli edifici, in cui verosimilmente i diversi elementi venivano pensati in rapporto tra loro e come fatto unitario.
Allo stesso modo esito un poco davanti alla lettura dei soggetti figurati nei mosaici a ciottoli come funzionali all’evocazione di un mondo altro, “accessibile solo alterando le proprie percezioni sensoriali attraverso il consumo di sostanze inebrianti”, dal momento che è difficile unire in un’unica lettura due spazi così diversi come andrones e balaneia, nonché per la presenza di tali soggetti nell’immaginario diffuso, e per il fatto che per i balaneia appare una tendenza verso temi acquatici e per gli andrones la mancanza di elementi dionisiaci suggerisce la presenza di altri elementi decorativi che più dei pavimenti caratterizzassero gli incontri che si sarebbero consumati in questi spazi. Ma queste mie sono considerazioni veniali, di cui si potrà parlare, in parte connesse alla mia condizione cronologica, e in parte usate, appunto, come espediente retorico per dimostrare la mia non parzialità nei confronti di uno studio che ovviamente mi è caro.
Del resto sono troppi i meriti di questo lavoro, al di là della mole di dati individuati, rielaborati, interpretati e offerti agli studiosi, dalla preziosa ridefinizione cronologica di alcuni esemplari, alle considerazioni tecnico-produttive, che aprono ulteriori relazioni, e in sostanza alla costruzione di un sistema critico complesso che unisce e fa vivere l’analisi dettagliata.
Sono convinto che in diverse fasi dello studio l’Autore si sia sentito dentro a un labirinto, e la mole dei dati e la varietà delle piste di lettura lo possono facilmente lasciare immaginare, ma per suo grande merito, a differenza della vicenda borgesiana di Ts’ui Peň citata in epigrafe, in questo caso il labirinto e il libro non sono la stessa cosa.

Gian Luca Grassigli

Sommario
  • Prefazione
  • Ringraziamenti
  • Premessa
  • Stato dell’arte e prospettive della ricerca
  • Contesto geografico e limiti cronologici
  • Il piano dell’opera

PARTE I – Il repertorio musivo: le tecniche pavimentali e i motivi decorativi

  • 1. Pavimenti a ciottoli
  • 2. Pavimenti a scaglie e a tessere irregolari
  • 3. Pavimenti in cementizio
  • 4. Pavimenti in tessellato
  • 5. Pavimenti in opus sectile e lastricati marmorei policromi
  • 6. Pavimenti in laterizio

PARTE II – Cultura musiva di Atene

  • 1. Rivestimenti pavimentali di Atene: consistenza, caratteristiche e dati quantitativi a confronto
  • 2. Distribuzione cronologico-topografica ed esame dei contesti architettonici

PARTE III – Catalogo

  • 1. Età classica e proto-ellenistica (500-300 a.C.)
  • 2. Età ellenistica (300-50 a.C.)
  • 3. Età romana (50 a.C.-300 d.C.)
  • 4. Età tardo-imperiale e paleocristiana (300-600 d.C.)
  • 5. Tessellati con imprecisata collocazione cronologica e topografica
  • 6. Opus sectile e lastricati marmorei policromi
  • Fonti delle immagini
  • Indici
  • Abbreviazioni e bibliografia
  • ΠΕΡΙΛΗΨΗ
  • ABSTRACT

PARTE IV – Carte e Tavole

  • Tabella sinottica dei mosaici presenti nelle carte

Informazioni aggiuntive

Peso0.61 kg
Dimensioni31 × 21 × 1.6 cm
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