Descrizione
Il castello di Verrone, attestato per la prima volta nel XIII secolo, rappresenta ancora oggi un elemento architettonico fondamentale nel contesto dell’attuale territorio comunale e spicca per le sue forme nel panorama dei castelli biellesi. Grazie a importanti interventi di recupero e rifunzionalizzazione avviati ormai più di vent’anni fa nelle maniche di proprietà pubblica, trovano oggi sede gli uffici comunali e alcuni spazi museali, mentre alcuni settori sono di proprietà privata. Con metodo interdisciplinare si presenta una sintesi di dati storici, archeologici e architettonici che costituisce un ulteriore tassello di conoscenza del castello di Verrone, oggetto nel corso degli anni passati, di studi e pubblicazioni fortemente voluti dall’Amministrazione comunale che, ancora una volta, ha promosso e sostenuto questa iniziativa consentendo l’edizione del presente volume. Grazie al contributo di specialisti sono illustrati il contesto territoriale all’interno del quale si venne a collocare il complesso del castello di Verrone, con particolare riferimento alle dinamiche di sviluppo che nei secoli tardomedievali donarono alle architetture i principali i tratti monumentali ancora oggi riconoscibili. La proposta di lettura delle stratigrafie murarie, presentata in chiusura del volume, è pensata come una sorta di vademecum per l’osservazione curiosa e attenta delle caratteristiche architettoniche che raccontano la lunga vita del castello. La ricostruzione delle vicende occorse nel corso dei secoli si avvale inoltre dei dati forniti dalle diverse indagini archeologiche che hanno accompagnato gli interventi di recupero architettonico, restituendo numerosi reperti, in prevalenza manufatti ceramici che, unitamente a oggetti in metallo, vetro e osso, contribuiscono alla conoscenza della vita quotidiana svoltasi in questo luogo. Un contributo relativo ai laterizi e alle terrecotte architettoniche rinvenuti in scavo arricchisce il quadro delle conoscenze sulle tecniche edilizie e decorative del complesso monumentale. L’approfondita rilettura delle decorazioni pittoriche, oggetto di un ampio intervento di restauro, consente di comprendere il gusto della committenza, la maestria dei pittori, suggerendo l’esistenza di stretti legami culturali con le altre principali realtà aristocratiche del territorio biellese.



















In collaborazione con la SAMI, Società degli Archeologi Medievisti Italiani